A tanto ammonta la percentuale di vergogna di cui si è macchiato il personale del Gruppo UBI Banca a causa della quale non sarà meritevole di percepire la parte A del premio aziendale 2009. Questo in pratica il messaggio di una parte datoriale che si è scoperta farmacista. Bilancino alla mano la banca ha deciso che la contrazione dell'utile consolidato ha superato la soglia di sbarramento per l'erogazione del premio di un disonorevole 0,8%. Un'onta che va lavata con circa 30 milioni di euro di risparmio da parte dell'azienda e un tuffo nell'austerity dei dipendenti. E' evidente che le vere vergogne sono altre, prime fra tutte il voler accollare ai lavoratori le perdite per gli investimenti milionari sbagliati di un management altrettanto milionario ed il volerlo fare con un banale e meschino trucchetto che si palesa come un eclatante schiaffo all'intelligenza di tutti i colleghi o come una arrogante provocazione: scegliete voi. |
|
Leggi tutto...
|
Scriviamo questo volantino sollecitati da lavoratori Toro che hanno ascoltato, valutato, aspettato, pazientato... ADESSO BASTA! La situazione in cui ci si è ritrovati è veramente ridicola, oltre che preoccupante.
|
|
Leggi tutto...
|
Il 28 maggio 2010 si è svolta l'Assemblea dei Delegati del Fondo Pensioni per approvare il bilancio e illustrare le linee di sviluppo futuro. Ci sembra doveroso portare a conoscenza dei lavoratori elementi importanti e utili per l'evoluzione futura del proprio zainetto, per raccogliere anche idee e suggerimenti che ci aiutino a continuare con serietà il nostro lavoro dentro gli organi amministrativi ed elettivi del Fondo. Nella riunione si votava un bilancio siglato dal nuovo C.d.A., dove, per la prima volta, sedevano dei rappresentanti indipendenti votati da noi o indicati da sigle sindacali nostre alleate, per rompere il monopolio delle sigle "maggioritarie" che, da decenni, avevano sempre controllato in precedenza la "stanza dei bottoni". Abbiamo registrato, in questo primo anno, un positivo cambiamento di clima nei rapporti tra CdA ed Assemblea, un dialogo più corretto e rispettoso.
|
|
Leggi tutto...
|
Manifestazione Nazionale a Milano - L.go Cairoli - ore 9.30 ORA BASTA ! Paghino i ricchi e gli evasori, via le spese militari, per il diritto al lavoro, al reddito e ai diritti sociali.
La manovra correttiva del Governo per il prossimo triennio scarica sui lavoratori dipendenti il pesante onere di risanare il bilancio dello Stato. La crisi della finanza e la pazzia della speculazione vengono usate come armi di ricatto per imporre politiche di rigore a senso unico, dove a pagare sono sempre i soliti tapini, soggetti a ritenuta alla fonte. La pressione fiscale cresce solo sul lavoro dipendente, mentre dall'altra ci tagliano i servizi o ce li fanno pagare di più. Persino il federalismo verrà usato per incrementare il nostro carico fiscale, alzando le aliquote delle addizionali locali. Il piano del governo prevede nel pubblico impiego il blocco dei contratti per tre anni, il blocco degli scatti di anzianità nella scuola, il licenziamento di metà dei precari, il pensionamento per le donne a 65 anni già dal 2012, la riduzione degli stipendi oltre una certa soglia e la rateizzazione del TFR in determinati casi. Verranno soppressi posti di lavoro a centinaia di migliaia, rendendo impossibile il tempo pieno a scuola e un servizio di qualità che ci consenta di colmare il grave gap formativo con gli altri paesi civili. |
|
Leggi tutto...
|
|
Una settimana densa di appuntamenti con molte iniziative sul territorio torinese a cui la CUB Piemonte ha dato la propria adesione. La più importante è naturalmente l'attivo degli iscritti e dei simpatizzanti della CUB-Piemonte, in preparazione dello sciopero generale:
Sabato 19 giugno ore 9,00 V. Millio 20 "Paghi la crisi chi l'ha provocata" Le proposte e le iniziative della Confederazione Unitaria di Base. Introduce il nostro Segretario Generale Renato Strumia Seguirà, nella stessa giornata di sabato 19 giugno la manifestazione:
I diritti sono il nostro Pride Organizzata da Donne di Torino per l'Autodeterminazione e Coordinamento TorinoPride - LGBT. Concentramento Porta Susa - Torino ore 15 Infine vi informiamo che questa settimana prende avvio a Torino il ciclo di incontri nell'ambito dell'iniziativa "Presidiare la democrazia". |
|
Leggi tutto...
|
|
|
L'AZIENDA PROVOCA E FA QUELLO CHE VUOLE, SERVE UN SINDACATO NON ASSERVITO Abbiamo letto con preoccupazione il resoconto dell'incontro del 5 maggio tra sindacati del primo tavolo ed azienda su organici e dimensionamento delle filiali. Le funzioni aziendali hanno sciorinato cifre da brivido sulla base di metodi di calcolo, non solo ampiamente discutibili ed arbitrari, ma che sono palesemente basati su beceri parametri di tipo industriale, del tutto incompatibili con la misurazione di prestazioni di servizi che, per loro natura, non sono standardizzabili in maniera rigida: la consulenza non è paragonabile ad una catena di montaggio (con tutto il rispetto per chi ci lavora) e la stessa operatività di cassa si interseca, sempre più spesso, con momenti di consulenza ed informazione al cliente, senza considerare che l'afflusso agli sportelli non è regolare, ma varia in base ai giorni ed agli orari. Da questa impostazione emergono risultati precostituiti e del tutto fuori dalla realtà: 880 assistenti alla clientela in eccesso, esubero anche di gestori famiglie (il comunicato degli otto sindacati del primo tavolo, pudicamente, non fa cifre, ma ci risulta che l'azienda abbia parlato di 2.000!!!), parzialmente compensato da una carenza di gestori personal (ci risulterebbe di circa 700). |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Si è conclusa come da copione anche la procedura "Tensioni occupazionali" nel Gruppo UBI Banca. L'accordo è un capolavoro d'ipocrisia malcelata, sulla falsariga di quelli che lo hanno preceduto in altre realtà. Quello che emerge è che l'azienda aveva bisogno di conseguire il previsto risparmio di 70 milioni di euro e con le buone o con le cattive l'ha ottenuto. Aveva individuato una platea ben definita di lavoratori (i 500 che avevano maturato o matureranno a breve il diritto alla pensione) e quella se ne andrà. L'accordo prevede, di fatto, l'obbligatorietà all'uscita. |
|
Leggi tutto...
|
|
Raccolta firme per i referendum contro la privatizzazione dell'acqua Martedì 8 Giugno dalle ore 12,00 alle 15,00 in P.zza S.Carlo 156 a Torino (davanti alla sede di Intesa Sanpaolo!)
La Cub Piemonte è tra i promotori, insieme ad altri sindacati, associazioni, comitati della CAMPAGNA REFERENDARIA PER L'ACQUA PUBBLICA.
Di seguito il testo del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. |
|
Leggi tutto...
|
|
Pubblichiamo il testo di una lettera inviataci da un gruppo di precari Intesa Sanpaolo. Questi colleghi sono evidentemente le vittime eccellenti dell'accordo sull'occupazione del 2/2/2010, quello sulle assunzioni in deroga. La banca ha fatto una grande operazione di immagine, candidandosi al primo premio per la buona occupazione, ma nessuno ha ricordato il "sacrificio" di oltre 600 persone che avevano lavorato a tempo determinato e non sono state "stabilizzate". I sindacati firmatari hanno esaltato l'accordo nelle assemblee, senza fare conoscere ai lavoratori tutta la verità: i precari non confermati e la sorte dei dipendenti delle cooperative appaltatrici delle lavorazioni esterne, mollati il giorno dopo. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Ogni tanto riusciamo a levarci qualche soddisfazione ed indubbiamente gli articoli comparsi qualche giorno fa sulla stampa economica dimostrano che predicare nel deserto, alla fine, non è sempre inutile. Ci riferiamo ai rilievi mossi dalla Consob alle cinque principali banche italiane per il modo in cui costringono gli addetti alla vendita a collocare i loro prodotti. I nomi sono stati resi noti, per la prima volta: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Popolare, Bnl. Istituti che hanno insieme 15.000 sportelli, quasi la metà di quelli esistenti in Italia. Secondo la Consob, le politiche commerciali adottate dalle cinque banche per la selezione dell'offerta di servizi ai clienti e le politiche di incentivazione del personale "sono risultate in larga parte imperniate su logiche di prodotto (quantitativi di prodotti da vendere, di norma di raccolta propria o del gruppo) anziché di servizio reso nell'interesse della clientela". Questo comportamento "non è idoneo a contenere potenziali conflitti d'interesse tra banca e cliente" poiché il personale "può essere indotto a collocare i prodotti, spesso quelli sviluppati dalla casa, secondo criteri a budget, indipendentemente dall'adeguatezza degli investimenti per la clientela" (da Il sole 24ore del 4 maggio scorso). |
|
Leggi tutto...
|
|
|
La crisi avanza. Una crisi internazionale con protagonisti banche, il sistema finanziario internazionale e regole che favoriscono la speculazione finanziaria a scapito di investimenti produttivi. In questo contesto, è impensabile che una crisi, in origine emersa negli Stati Uniti, non colpisca anche "i nostri interessi". Le banche e la finanza, dopo essere state salvate dall'intervento pubblico, stanno usando i fondi ottenuti a basso costo per trasferire ingenti capitali in attività speculative. La finanza anglosassone, insieme alle agenzie di rating, punta al ribasso, speculando sull'eventuale default di Paesi sovrani dell'area euro (es. Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia), come già avvenuto a discapito della Grecia. E' solo questione di tempo, dopodiché, la crisi coinvolgerà più profondamente anche l'Italia, diventando il pretesto per giustificare un ulteriore affondo su diritti e potere d'acquisto. In Grecia hanno colpito la tredicesima, la quattordicesima, aumentato la flessibilità, allargato le maglie dei licenziamenti. Pensate che i lavoratori italiani ne saranno esentati? Già si parla di blocco degli stipendi pubblici e di una manovra da 27 miliardi di euro per il 2011 ed il 2012. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Luglio 2007: circa 2.000 lavoratori di Intesa vengono ceduti a Cariparma come "merce di scambio" per ottenere il via libera di Credit Agricole alla fusione con Sanpaolo Febbraio- marzo 2008: altri 2.000 lavoratori circa vengono venduti a Carige, Credito Valtellinese, Veneto Banca, Banca Popolare di Bari e Banca Popolare dell'Alto Adige per ottemperare alle disposizioni dell'Antitrust. Maggio 2010: 400 lavoratori di Banca Depositaria vengono ceduti a State Street. Gli appetiti di Credit Agricole non sono finiti: per cedere la propria quota in Intesa Sanpaolo richiede nuovi "sacrifici umani". Si parla di cessione di CariLaspezia e di altri 85 sportelli "sciolti". Chi saranno i prossimi? |
|
Leggi tutto...
|
|
| | << Inizio < Precedente 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Prossimo > Fine >>
| |