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PIANETA UNICREDIT, LA NUOVA SAGA DI RITORNO AL ... PASSATO Stampa E-mail
da Alessandro Magno     ad Alessandro Doc
Ricordate Doc, l'allegro inventore della macchina del tempo nella saga cinematografica di Ritorno al futuro?
Viaggiava nel tempo per porre rimedio agli errori commessi nel passato e poter quindi dispensare felicità.
La dirigenza del ns. gruppo sembra essere entrata nella stessa macchina e, senza accorgersi d'aver innestato la retromarcia, continua imperterrita, come se il tempo fosse trascorso invano, riproponendo le stesse scelte di  fondo e gli stessi assetti manageriali che hanno prodotto il grave stato di crisi che stiamo vivendo e, cosa ancor più grave, in merito ai diritti del lavoro, tenta di spingere la macchina del tempo ancor più indietro, oltre il secolo passato.   
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GRUPPO UNICREDITO - NUMERO UNO NELLE SCORRETTEZZE Stampa E-mail
Da tempo il gruppo Unicredito si è messo in luce per azioni di disturbo in occasione degli scioperi indetti dalla Cub-Sallca.
L'ultimo, clamoroso, episodio era avvenuto durante lo sciopero di aprile, indetto per i problemi del Fondo Pensioni dei lavoratori dell'ex Cassa di Risparmio di Roma.
In quell'occasione l'azienda aveva avuto la sfrontatezza di scrivere alla Commissione di Garanzia per la Legge 146 (relativa al diritto di sciopero), lamentando presunte irregolarità nell'indizione dello sciopero, nonostante lo stesso campeggiasse in bella vista sul sito della Commissione, a dimostrazione di una proclamazione inequivocabilmente regolare.
Infatti la Commissione ha ignorato la denuncia, ma l'atteggiamento aziendale, nel frattempo, avevo indotto qualche lavoratore timoroso a farsi caricare la causale di ferie in luogo di quella di sciopero. Solo i lavoratori più determinati, e che hanno preso atto delle nostre rassicurazioni, si sono visti caricare la causale di sciopero dopo alcuni giorni.
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UNICREDITO - FILIALI CEDUTE, AGIRE SUBITO Stampa E-mail

Si avvicina il momento della scelta degli acquirenti delle filiali cedute per le disposizioni dell'Antitrust.
Si ripete la vergogna dei lavoratori venduti all'asta con muri, mobili ed attrezzature.
E' necessario reagire a questa situazione, creando una rete di collegamento tra i lavoratori coinvolti e valutando le possibili azioni di resistenza.
La Cub-Sallca sta già affrontando la vicenda delle cessioni che hanno coinvolto le filiali di Intesa Sanpaolo.
Le azioni da mettere in campo sono di tipo legale e sindacale.
Riguardo il primo punto, intendiamo riproporre le cause, per contestare la cessione, già tentate nel passato da alcuni lavoratori di Banca di Roma con alterne fortune (vinto il ricorso d'urgenza ex art. 700, perso il primo grado ordinario, è in corso il secondo grado); come si vede, siamo ancora lontani da un pronunciamento definitivo da parte della magistratura sulla questione.
Riteniamo vada contestata la nozione di cessione di ramo d'azienda, perché una singola filiale non ha l'autonomia funzionale prevista dalla normativa.

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MOBBING E NON SOLO Stampa E-mail
Giornali e televisioni, negli ultimi giorni, hanno dedicato molto spazio al tema del mobbing. Sono uscite sentenze e pareri giuridici sull'argomento.

Sugli aspetti "tecnici" torneremo subito dopo, ma il dibattito giuridico non ha fatto altro che rimarcare la presenza di problemi seri e diffusi e che, in fondo, sono sempre stati presenti nel mondo del lavoro, anche prima del diffondersi di questo termine di origine anglosassone.

Vorremmo ricordare che, nel nostro paese, esiste un'associazione per i lavoratori discriminati e licenziati per rappresaglia, nata negli anni '50. Da allora le conquiste dei lavoratori sono avanzate e le condizioni di lavoro sono senza dubbio cambiate.

Ma, a partire dagli anni '80, le politiche concertative dei sindacati subordinati hanno nuovamente spostato gli equilibri a favore delle aziende. All'arretramento delle condizioni contrattuali ha fatto seguito anche un peggioramento delle condizioni individuali di lavoro e il ricomparire, in alcune realtà, di pratiche arroganti e prevaricatrici delle gerarchie aziendali.

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UNICREDIT-CAPITALIA: SI PARTE MALE Stampa E-mail
L'accordo siglato tra i sindacati omologati-firmatari e il nuovo gruppo Unicredit, per favorire l'uscita di 5.000 lavoratori, rappresenta la conferma di una prassi negativa già avviata con la recente fusione tra Intesa e Sanpaolo.

Ancora una volta siamo in presenza di un taglio agli organici "preventivo", cioè senza che sia stato presentato un piano industriale e sia stato avviato un processo di integrazione che evidenzi una situazione verificabile di esuberi.

Il dato che le uscite siano volontarie nulla toglie al fatto che il taglio avvenga in modo arbitrario, "a tavolino", aggravando la situazione di carenza di organici di numerosi uffici e punti operativi.

Come ben evidenziava un articolo su Repubblica di domenica 5 agosto (p. 51 economia), usciranno dai due maggiori gruppi bancari italiani circa 12.500 lavoratori (e, aggiungiamo noi, altri 1.700 da Ubi Banca) e tutto questo con il pieno consenso dei sindacati concertativi, mentre la sola voce discorde è stata quella della Cub-Sallca, che ha indetto il 28 giugno una giornata di sciopero nel gruppo Intesa Sanpaolo, riuscendo a chiudere numerose filiali.

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