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Alla ricerca del consueto gadget natalizio, i clienti di Intesa Sanpaolo si sono sentiti rispondere che quest'anno non ci sarebbero state né le agende (già scarseggianti negli anni passati), né i tradizionali calendari. Tale scelta derivava da un improvviso afflato ecologico della banca, che aveva deciso di "salvare" gli alberi necessari per la stampa di cotanto materiale. Afflato che ha pervaso la Direzione di Banca dei Territori, dove si concentra la gran parte della clientela, ma ha risparmiato altri settori del gruppo, come Private Banking e Corporate, riservati ai clienti più facoltosi: evidentemente la sensibilità ecologica è argomento riservato ai meno abbienti, mentre ai ricchi un'agenda non si può negare. Ciò che veramente disturba è che la banca "ecologica" risulti in prima fila in numerose opere ad alto impatto ambientale. |
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Qualcosa comincia a muoversi sul fronte dei colleghi e delle colleghe in esodo che rischiavano di rimanere senza reddito a seguito dell'introduzione delle finestre mobili. Coloro che si sono trovati "scoperti" nel corso del 2011 riceveranno tutti gli arretrati dall'Inps, attraverso l'intervento del Fondo Sociale dello Stato. Nel 2012 gli esodati "a rischio" sono quasi 2.000. Anche per loro è previsto l'intervento del Fondo Sociale per coprire il "prolungamento". Per il 2012 però non è ancora stato autorizzato lo sblocco dei fondi. Occorre quindi tenere la guardia alta. |
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Nel messaggio che ha inviato al momento dell'assunzione del nuovo incarico c'è un passaggio che ci ha particolarmente colpiti e che riportiamo: "Innanzitutto il cliente al centro dei nostri pensieri, in maniera direi ossessiva. E' la nostra ricchezza presente e futura, in buona parte ancora inesplorata". Ci ha colpito perché poco tempo fa (era grosso modo novembre), i direttori dell'Area Torino venivano richiamati ad una maggior attenzione sull'accentramento delle operazioni presso i back office: l'Area Torino risultava agli ultimi posti nella graduatoria relativa. Le facciamo presente che, se il cliente deve restare al centro dei nostri pensieri, le indicazioni aziendali sull'accentramento delle procedure sono quanto mai inopportune e ci scuserà se, essendo ancora esseri pensanti (come peraltro molti altri colleghi), non le applicheremo in maniera sistematica, ma solo usando il buon senso. |
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E' passato poco di più di un anno da quando Intesa Sanpaolo acquisiva la maggioranza azionaria di Banca Monte Parma (prima il 51%, impegnandosi poi a salire al 79%), azienda in difficoltà e con i conti in disordine. Il gruppo del futuro ministro dello Sviluppo (sic!!) ha pensato bene di ammortizzare il costo dell'investimento castigando i lavoratori, in nessun modo responsabili del dissesto aziendale. Su 600 dipendenti, secondo Intesa Sanpaolo, 100 sono di troppo: 80 dovranno uscire con accesso obbligatorio al Fondo Esuberi (riforma Fornero permettendo) e 20 dovranno essere licenziati. Questi ultimi subirebbero un licenziamento individuale con accesso alla sezione emergenziale del Fondo di Solidarietà che consente l'erogazione di un sussidio di disoccupazione per 2 anni.
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La grave crisi che rischia di portare al default il paese e le banche potrebbe rendere trascurabili le misere scorrettezze che contrassegnano la gestione ordinaria di questa azienda. Invece non dobbiamo fare passare in cavalleria la tracotanza con cui il management gestisce le politiche di incentivazione, sulla base del principio di fare prima di tutto i propri personali interessi. Già in passato avevamo assistito a vicende curiose, scelte apparentemente irrazionali, logiche premiali incomprensibili: sembravano però frutto del caso. Invece bisogna constatare, ancora una volta, che esistono dipendenti e divisioni di serie A ed altri di serie B, che alcuni vengono premiati senza particolari meriti, e che, per fare un esempio lampante, la Banca dei Territori è figlia di un dio minore, perché al premio può arrivare solo per miracolo. Ma prima di raccontare quanto succede nel 2011, ricordiamo cosa è successo per l'anno precedente. Per il sistema incentivante 2010 sono stati distribuiti in tutto 115.896.000 euro al 30% dei colleghi del Gruppo. La distribuzione però è stata molto disomogenea. Ai 46.293 dipendenti della Banca dei Territori sono andati 24.825.000 €: hanno preso il premio solo 7.560 persone (il 16%) per 3.284 € medi pro capite. Alle altre Divisioni è andata un po' diversamente. Proviamo a fare un po' di conti, sapendo che il premio medio è un mero dato statistico e che le differenze individuali sono notevoli. |
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