Si è tenuta il 7 maggio scorso l'annuale Assemblea dei Delegati sul bilancio 2012, approvato all'unanimità. I risultati gestionali sono stati decisamente positivi, in conseguenza sia del rimbalzo dei mercati in corso d'anno (dopo il terribile 2011), sia della indiscutibile abilità dei gestori nel battere i benchmark di riferimento per quanto attiene alla gestione del patrimonio mobiliare (azioni e obbligazioni). I dati definitivi parlano chiaro: dall'1,72% della gestione monetaria si sale fino al 9,54% del comparto aggressivo. L'esercizio 2012 è stato comunque denso di eventi significativi, che abbiamo ribadito in sede di Assemblea e che proveremo a riassumere in modo estremamente sintetico. |
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Riportiamo da Sienanews queste dichiarazioni del presidente di MPS, Alessandro Profumo:
Non è più tempo di pagare stipendi senza produrre ricavi né al Monte dei Paschi di Siena né in Italia. Così ha risposto il presidente di Mps alle critiche degli azionisti sulle 1100 esternalizzazioni previste dal piano per la riduzione dei costi della banca senese. "Stiamo cercando di risanare quest'azienda senza un licenziamento", ha replicato Alessandro Profumo. "Chi fa queste attività amministrative se restasse nella nostra azienda diventerebbe certamente un esubero". Oggi "nessuno di noi può pagare stipendi senza fare ricavi. Quel tempo è passato non solo per il Monte dei Paschi ma per tutto il Paese". Certe attività amministrative sono diventate superflue perché "tutti noi in banca non ci andiamo più, facciamo le nostre attività attraverso internet".
E' un fenomeno ricorrente di questa epoca che personalità più o meno autorevoli (o almeno così vengono presentate) facciano dichiarazioni in cui manifestano opinioni che dovrebbero essere assunte come ovvie e indiscutibili. |
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Nonostante persino certa stampa compiacente si presti ad esaltare il nuovo regime di orari (da ultimo uno stucchevole articolo sulla pagina torinese della Stampa del 7 maggio), i limiti dell'iniziativa sono evidenti, sia in termini di redditività, sia in termini di soddisfazione dei clienti, per i quali il giudizio è ben più articolato e problematico di quanto si voglia far credere; in quanto alla soddisfazione dei lavoratori, immaginiamo che ai vertici aziendali poco importi.
La nostra organizzazione viene discriminata ed esclusa dal tavolo di trattativa per la volontà congiunta di azienda e sindacati firmatari, ma noi riproponiamo le nostre richieste che, alla prova dei fatti, si rivelano sempre più fondate. |
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E' passato un po' in sordina l'accordo sui 600 esodati: forse a causa del coinvolgimento di una platea ridotta di lavoratori, l'attenzione è stata scarsa ed il tutto sembra essersi chiuso con un volantino trionfalistico dei sindacati firmatari. Eppure la vicenda merita un approfondimento ed anche una riflessione sullo scenario in cui si è svolta.
Solo un mese fa usciva l'entusiasta comunicato del Ceo, Cucchiani, relativo ai dati di bilancio 2012 (che, non a caso, in un nostro commento suggerivamo di tenere sempre a portata di mano come promemoria) ed ecco, pochi giorni dopo, il vertice aziendale aprire una procedura di esuberi dove vengono messe insieme eccedenze di personale derivanti da varie operazioni di ristrutturazione.
La procedura viene avviata con la seguente premessa: "considerate le sfavorevolicondizioni di scenario e di contesto di specifico riferimento", ecc., che smentisce le trionfalistiche valutazioni del comunicato di Cucchiani citato prima. Ancora una volta la frittata viene girata come più fa comodo. |
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DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
In Ubis (il consorzio di Unicredit) sono in corso esternalizzazioni pesanti, con la creazione di nuove società, dove la banca è socio di minoranza. L'anno scorso è toccato a 224 lavoratori di HR (Risorse Umane, involontaria ironia...), il 1 aprile (ma non era uno scherzo...) a 109 lavoratori di Invoice Management, prossimamente ad altri 300 lavoratori dell'Information Technology. Il clima di contestazione verso i sindacati tradizionali è forte e addirittura si è arrivati ad una lettera dei legali (firmata da 60 lavoratori) che intimava alle segreterie dei sindacati del primo tavolo di non firmare accordi sulla cessione di lavoratori. A contestare le segreterie nazionali vi è anche la R.S.A. Fisac-Cgil di Ubis Roma, autrice del volantino allegato, a cui va la nostra solidarietà. Tra i motivi del contendere vi è anche un elemento che abbiamo già discusso: una società riconducibile alla Cisl ha creato una joint venture proprio con Accenture, la società che sta operando le esternalizzazioni in UniCredit. Esternalizzazioni che esaltano i punti critici nodali dell'ultimo CCNL e la sua totale disapplicazione in merito al rientro delle lavorazioni. Un motivo in più per tenere le antenne dritte su quanto accade nei back-office di tutte le banche italiane...
Clicca per leggere il volantino della RSA Fisac Cgil della UBIS Roma |
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DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
Un comunicato del Comitato No al contratto aiuta-banchieri relativo alla valutazione dell'accordo sul CCNL ad oltre un anno dalla sua firma.
Ad un anno dalla firma del contratto peggiore per il settore del credito, da molti decenni a questa parte, riteniamo utile diffondere un volantino redatto dalla Falcri Toscana , che sintetizza quanto è avvenuto in questi 12 mesi. Tutti i colleghi hanno potuto constatare la serietà e la fondatezza delle motivazioni che stavano alla base della opposizione frontale di quanti si sono battuti contro la firma del contratto aiuta-banchieri. Ora tutti insieme dobbiamo proseguire quell'azione di contrasto: le crisi aziendali gravano sulla condizione di lavoro e la contrattazione sindacale registra continui peggioramenti. Fare il bilancio significa organizzarsi perché quanto è avvenuto non si ripeta e perché si creino le condizioni per svoltare |
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Nel 2006 un nostro dirigente sindacale di Napoli subì una sanzione disciplinare (biasimo scritto) per aver fatto circolare attraverso il computer aziendale un volantino del nostro sindacato, con il quale si proclamava lo sciopero generale contro la legge finanziaria del Governo Prodi. L'infamante addebito era quello di avere perseguito, attraverso mezzi di proprietà aziendale, "interessi personali".
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Dal 10 dicembre 2012 Intesa Sanpaolo ha conferito a 100 gestori personal il mandato di operare fuori sede. I colleghi sono andati ad affiancarsi ai circa 800 gestori imprese e consulenti private banking che da tempo operano con tali modalità. L'iniziativa dell'azienda però ha ben altre ambizioni: un programma formativo molto fitto punta ad abilitare entro il 2014 almeno altri 2000 gestori personal ad operare fuori sede. Alcune centinaia affronteranno la sessione d'esame di aprile, altrettanti tenteranno la prova tra giugno e luglio. Molti colleghi sono stati convocati ai corsi in modo sbrigativo, spesso con informazioni vaghe o imprecise e non sembra che la volontarietà sia stata sempre, per usare un eufemismo, tenuta in debita considerazione. Come sempre, bisogna fare in fretta e tagliare i tempi.
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