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CARIGE, 10 MARZO: 78 FILIALI IN SCIOPERO
Dal 10 marzo il gruppo Carige conta 78 filiali in più, quelle acquistate da Intesa Sanpaolo.
L'inizio non è stato brillante: Carige, tra i cinque gruppi bancari acquirenti degli sportelli ceduti per disposizione dell'Antitrust, è stato l'unico a non firmare gli accordi di cessione con i sindacati trattanti. Accordi, peraltro, non particolarmente esaltanti, ma che garantiscono una parziale tutela delle condizioni salariali e normative presenti nella banca cedente.
Carige si è dichiarata indisponibile a firmare un accordo simile a quelli che hanno regolato il passaggio agli altri quattro gruppi bancari.
La conseguenza è stata l'indizione, da parte dei sindacati trattanti, di tre giorni di sciopero: 8 e 9 marzo (sciopero degli straordinari e prestazioni supplementari per il fine settimana destinato a preparare il passaggio alla nuova banca) e 10 marzo, giorno di esordio delle filiali cedute in Carige.
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INTESA SANPAOLO - DIRETTORI TROPPO ?VIVACI?: CI RISIAMO
Speravamo di non dover tornare su questi argomenti, ma i comportamenti posti in essere dall'attuale direttore della filiale di Collegno (ex Rete Sanpaolo) ci ha costretti a ricominciare a scrivere.
Quella sotto riportata è la lettera che abbiamo inviato a varie funzioni aziendali: Relazioni Industriali, Audit, Security, Area Torino.
Non avendo ricevuto risposte, come promesso, abbiamo deciso di rendere pubblica la vicenda. L'aspetto più inquietante di questa storia è che la persona di cui parliamo non è nuova a questi episodi. Consideriamo massimamente responsabili di questa situazione coloro che hanno insistito per continuare ad assegnarle ruoli di direzione.
E' evidente che la "determinazione", dimostrata negli anni, nel raggiungere gli obiettivi ed i budget, viene apprezzata dai responsabili commerciali a prescindere dai metodi usati per conseguire il risultato.
Se questo è il parametro "etico" dell'azienda, questo volantino sarà il primo di una lunga serie e non esiteremo ad informare la clientela dei comportamenti scorretti.

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CARIGE - LA BATTAGLIA DI ROBERTA CONTINUA
Della storia di Roberta, oltre al Sallca ed a tutta la CUB , si sono interessati in tanti: la Lega per l'emancipazione degli handicappati ha inviato una lettera ai vertici di Carige ed un consigliere provinciale di Milano, Pino Maestri, ha anch'esso rivolto un invito alla ragionevolezza.
Incredibilmente anche l'informazione "ufficiale" è uscita dal torpore: il comunicato dell'ANSA è stato poi ripreso dal Secolo XIX e commentato dai lettori .

Ed ora anche La Stampa si è occupata del problema .

Nel frattempo qualche buona notizia: Roberta è tornata al lavoro dopo la visita alla Medicina del lavoro, dove è stata dichiarata idonea.
Adesso la battaglia continua su due punti:
  • garantirle la retribuzione in caso di ulteriori assenza
  • ottenere una postazione di lavoro adeguata, in particolare un video con caratteri più grandi.
FESTIVITA' SOPPRESSE 2008: CI SONO DELLE NOVITA'
I giorni di permesso per festività soppresse per il 2008 (giorni H per gli ex-sanpaolo) sono TRE, riferite alle giornate di:
  • 19 marzo - San Giuseppe
  • 22 maggio - Corpus Domini
  • 4 novembre - Festa delle Forze Armate.
Ricordiamo che le giornate di permesso spettano solo se, nei giorni delle ex festività, il lavoratore ha diritto all'intero trattamento economico: in quelle date, cioè, è necessario evitare di effettuare qualsiasi tipo di assenza non retribuita (permessi, aspettative) per non subire, oltre alla mancata retribuzione, la perdita di un giorno di ferie (cosiddetta doppia penalizzazione).

Nessun problema se, in quei giorni, si prendono ferie, banca ore, pfr, malattia.

Le novità, previste negli accordi di armonizzazione, sono che i giorni ex-festività possono essere fruiti dal 1 gennaio al 31 dicembre e si possono dividere in mezze giornate.

Qualora non vengano fruiti entro il 31 dicembre, saranno monetizzati con lo stipendio di febbraio dell'anno successivo.

FONDO PENSIONI GRUPPO SANPAOLO IMI: UNA PRIMA VALUTAZIONE SUL 2007
   Lo scorso 11 gennaio si è svolta l'Assemblea straordinaria dei Delegati del Fondo Pensioni Gruppo Sanpaolo Imi per approvare le modifiche statutarie necessarie per adeguarsi alla nuova normativa prevista dalla L. 252/05 (Legge Maroni). L'assemblea ha visto una scarsa partecipazione dei delegati espressione delle principali sigle, che evidentemente considerano questa sede un elemento di secondaria importanza nella distribuzione del potere e quindi non garantiscono né partecipazione né interessamento.

   Noi invece pensiamo che l'Assemblea debba conquistarsi un ruolo significativo e sostanziale, anziché limitarsi al controllo formale su atti e delibere prese in altra sede. Lo abbiamo scritto in un documento e lo abbiamo ribadito nel nostro intervento: la corretta gestione dei fondi previdenziali dei colleghi è garantita solo da una costante attenzione dal basso e da un sistema trasparente di regole e responsabilità, che la nuova normativa rafforza.

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INTESA SANPAOLO - PIU? GRATTACIELO, PIU? POSTI DI LAVORO ? MA PER CORTESIA ...
Sino ad oggi, non abbiamo voluto entrare direttamente nel merito del dibattito "grattacielo SI', grattacielo NO", anche se naturalmente, come sindacato di base, abbiamo un'opinione ben precisa (e consolidata) sull'impatto, non solo ambientale, delle "grandi opere", sugli appetiti che solleticano, sugli interessi che rappresentano.

A chiunque voglia formarsi una propria opinione, cosa che in casi del genere è quanto di meglio si possa fare, consigliamo di visionare anche la documentazione presente sul sito www.nongrattiamoilcielo.org, in modo da compensare le tante pagine "a pagamento" dei sostenitori del progetto che compaiono periodicamente sulla carta stampata.  

Ma se c'è una cosa che ci fa davvero imbestialire e ci costringe a rispondere è leggere (vedi da ultimo l'audizione in Comune di Salza e Modiano del 16 gennaio scorso) che tra i principali argomenti che i sostenitori del "palasalza" adducono a sostegno delle loro tesi c'e' quello per cui la costruzione del grattacielo comporterebbe una difesa (se non addirittura un incremento) dell'occupazione bancaria nel torinese, invertendo la tendenza in atto sin dai primi giorni post-fusione.

Per favore, basta dire stupidaggini e prendere per i fondelli la città (tra i lavoratori della banca quasi nessuno oramai ci casca più).
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ASSEMBLEE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE: LE RAGIONI E L'INDICAZIONI DI VOTO DEL SALLCA
Ci avevano detto che sarebbe stato un contratto di svolta; ne hanno solo allungato la scadenza a 5 anni (un fatto grave e senza precedenti).

AUMENTI SALARIALI IN LINEA CON TASSI DI INFLAZIONE DA OPERETTA
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QUALCHE SOLDO IN PIU' AGLI APPRENDISTI MA LA PRECARIETA' RIMANE DI 4 ANNI
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NULLA DI FATTO SU TUTTE LE PARTI NORMATIVE
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E' UN PAREGGIO? PER NIENTE. LE BANCHE MANTENGONO MANO LIBERA SUI TANTI TAVOLI DI FUSIONE
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CARIGE - APPELLO PER ROBERTA

Roberta B. 30enne plurioperata al cervello rischia il posto di lavoro o una vita impossibile con la aspettativa non retribuita.

Abbiamo chiesto alla dirigenza della banca Carige di evitare la strada del licenziamento e di consentire a Roberta di pensare al bene primario della salute.
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CARIGE - PER UN SINDACATO DI BASE ALTERNATIVO E INDIPENDENTE

Di recente è circolato in azienda, principalmente nella rete, un volantino "anonimo" siglato  "UN GRUPPO DI COLLEGHI" che, vista la situazione cronica di sottorganico, i ritmi di lavoro sempre più serrati, le pressioni conseguenti al sistema degli obiettivi, invita i colleghi a dimettersi dai sindacati trattanti.

I contenuti del menzionato volantino sono condivisibili ma la difesa dei diritti dei lavoratori non si ottiene con un volantino anonimo, ma attraverso la partecipazione attiva dei lavoratori al processo di cambiamento. La CUB SALLCA propone la costruzione ed il radicamento di un sindacato alternativo e indipendente, perché di sindacati "allineati e dipendenti" ce n'è a iosa. Il modello di sindacato che fonda le sue ragioni sulla concertazione  con la controparte (come quello a cui si ispirano i sindacati firmatari) nei fatti è fallito; la CUB SALLCA propone un sindacato di base in cui i  lavoratori siano i protagonisti, attraverso la loro partecipazione attiva.
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INTESA SANPAOLO - MESSAGGIO AI CEDUTI

Le trattative di cessione non sono partite nel modo migliore.

Possiamo già dire, allo stato attuale delle cose, che non sono mai state prese in considerazione nè la richiesta della volontarietà del singolo alla cessione (il punto certamente più difficile) ma neppure quella sulle garanzie occupazionali in capo al cedente.

La parola, infatti, è già alle banche acquirenti, che hanno fatto capire che una ripetizione dell'accordo concluso per Cariparma (che già non aveva entusiasmato) sarebbe troppo onerosa.

Le aziende acquirenti  hanno presentato bozze di accordo, tutte abbastanza simili (chi le volesse visionare può richiedercele senza problemi).

Sostanzialmente la loro posizione è: i lavoratori ceduti vengano da noi e applicheremo le nostre condizioni.

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RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI BANCARI: UN ACCORDO PREVEDIBILE E DELUDENTE
L'8 dicembre scorso, le nove sigle sindacali trattanti hanno firmato con l'Abi l'accordo di rinnovo del CCNL del credito. In attesa di una valutazione più approfondita da svolgersi nei prossimi giorni, ci preme sottolineare i punti rilevanti dell'accordo, quelli che ai lavoratori interessano di più.

Il rinnovo era stato presentato come una svolta storica per recuperare ruolo, diritti e reddito per i lavoratori, dopo la pesante compressione del decennio 1997/2007. In questi dieci anni è stato fortemente eroso il potere d'acquisto dei salari, è cambiata totalmente la fisionomia del sistema bancario, con un intenso processo di ristrutturazione, che ha comportato fuoriuscite, esodi, mobilità, sostituzione di personale garantito con neo-assunti molto meno costosi e precari. Nel contratto precedente è stato introdotto l'apprendistato, mentre le numerose fusioni in atto tra banche medie e grandi stanno determinando decine di migliaia di esodi e prepensionamenti.

L'accordo raggiunto sul contratto scaduto ormai da due anni, senza un minuto di sciopero, non tiene alcun conto della necessità di fornire risposte adeguate alle giuste aspettative dei colleghi. I contenuti dell'intesa sono infatti insoddisfacenti sia sul terreno economico che su quello normativo.
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