A pochi mesi dalle recenti elezioni degli organi amministrativi, che hanno visto per la prima volta entrare in CdA consiglieri da noi candidati, è utile fare il punto della situazione ed esprimere alcune valutazioni ragionate sui passaggi che ci attendono. Abbiamo riscontrato novità molto positive ed elementi che sollevano serie preoccupazioni. Intendiamo discuterne, con franchezza e trasparenza.
Il primo dato positivo è che abbiamo ottenuto un obiettivo per cui ci siamo battuti per anni: la possibilità di fare il cambiamento di comparto in 4 diverse finestre trimestrali, nel corso dell'anno. I lavoratori potranno spostare i propri risparmi con più tempismo, fatto utilissimo in un contesto di mercato instabile, turbolento e imprevedibile, un elemento diventato ormai strutturale. E' l'ultima delle nostre conquiste: avevamo chiesto un comparto etico, un comparto monetario, una newsletter informativa, la possibilità di accantonare su due comparti diversi, un rendiconto trasparente e tempestivo. Ci abbiamo impiegato anni, ma abbiamo ottenuto tutto, a dimostrazione che combattere, alla fine, paga. |
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Le elezioni per la Cassa Assistenza Sanpaolo, tenutesi nella primavera di quest'anno, hanno visto per la prima volta l'elezione nel Consiglio Direttivo (con un notevole numero di voti) di una candidata sostenuta dalla Cub-Sallca congiuntamente alla Falcri. Questo ci consente di seguire con più attenzione le vicende di un ente che, più volte, è stato detto essere vicino al suo superamento per la ventilata fusione con la Cassa Assistenza Intesa. L'impressione è che anche per il 2009 non se ne farà nulla, nonostante il pressing aziendale per arrivare rapidamente alla conclusione della vicenda. In questa fase ci sono altri problemi incombenti ed è prevedibile che dovrà essere rinviato il confronto sui temi scottanti che dovranno essere affrontati per la nascita di una Cassa Assistenza di gruppo: contribuzioni e prestazioni, gestione degli attivi delle casse preesistenti, gestione della parte riguardante i pensionati. |
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Ci scusiamo per il ritardo con cui commentiamo l'esito dello sciopero generale del 23 ottobre, ritardo dovuto anche ai tempi necessari per recuperare dati dalle varie aziende. Lo sciopero generale del 23 ottobre ha avuto un buon successo ed un discreto ritorno mediatico: tutti i telegiornali hanno riportato le notizie sulle adesioni più consistenti nei settori del trasporto pubblico, delle scuole, degli uffici pubblici. Le immagini sulla manifestazione nazionale di Roma e sulle altre iniziative locali hanno dato conto delle migliaia di lavoratori scesi in piazza. E nei settori del credito e delle assicurazioni? |
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E' in corso presso l'Abi una delicata trattativa sui temi dell'occupazione, che ha trovato origine, in parte, al tavolo del gruppo Intesa Sanpaolo.
In questa azienda, infatti, ad inizio ottobre erano state presentate le seguenti richieste dalla controparte: superare, ovviamente in peggio, l'accordo sulla mobilità (limite dei 50 Km per gli impiegati e dei 70 Km per i quadri); rivedere le norme che impediscono il demansionamento, cioè possibilità per l'azienda di far svolgere al lavoratore mansioni di livello inferiore; superare il problema dei troppi part-time presenti in alcune realtà locali; prendere atto che oltre 1.000 dipendenti hanno raggiunto il diritto alla pensione: come fare per buttarli fuori?
Soprattutto veniva chiesta l'introduzione di non meglio precisati "contratti alternativi" e nuove regole per il trasferimento dei dipendenti dalle Direzioni Centrali alla Rete. |
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Le due principali banche italiane, Intesa Sanpaolo e Unicredit, hanno concordato con i sindacati firmatari una definizione del VAP che per la prima volta prevede un taglio rispetto agli anni precedenti. Intesa Sanpaolo ha tagliato dell'11% mentre Unicredit ha tagliato del 15%. Sono valori medi, che nascondono sacrifici in alcuni casi molto più rilevanti per alcune figure professionali che in precedenza avevano premi più elevati.. Il taglio del Vap si inquadra in un contesto di forte preoccupazione per lo stato delle relazioni sindacali in tutto il settore e per l'attacco a tutto campo che le banche hanno sferrato contro il resto del mondo. |
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Cub, Cobas e SdL hanno indetto uno sciopero generale di 24 ore di tutti i lavoratori pubblici e privati per il 23 ottobre per contrastare il tentativo di far pagare ai lavoratori e dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, che farà salire a 500.000 il numero di coloro che avranno perso il lavoro prima della fine dell'anno. Anni di politiche economiche condotte in continuità dai governi di diverso colore che ci sono succeduti hanno fatto crescere i profitti, favorito la finanza speculativa, ridotto il potere d'acquisto degli stipendi, fatto dilagare precarietà ed insicurezza: oggi vengono riproposte come risposta alla crisi, ma queste politiche sono la malattia, non la cura. Anche nei nostri settori abbiamo visto i risultati di politiche volte ad inseguire profitti facili e nel breve periodo: politiche commerciali molto aggressive per "vendere" prodotti di dubbia qualità e creazione di grandi gruppi attraverso fusioni imposte dai grandi manager con forti agganci politici. E mentre i manager si garantivano bonus scandalosi i lavoratori sono stati ceduti come oggetti (vendite delle filiali), hanno affrontato vari disagi e disservizi, 20.000 dipendenti sono usciti dalle banche con un uso disinvolto del Fondo Esuberi finalizzato a tagliare gli organici e sostituire parzialmente il personale esodato con lavoratori precari. |
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Zitti zitti, quatti quatti, nelle stanze ovattate dove si svolgono gli incontri con la direzione aziendale, gli otto sindacati firmatari (a prescindere) stanno forse combinando qualche altro spiacevole scherzetto? Già hanno fatto passare con disinvoltura il taglio del premio aziendale 2009 (Vap) dell'11% come una grande vittoria, tanto è vero che hanno sottotitolato il loro volantino: "riconosciuto lo sforzo dei lavoratori". Chissà se non fosse stato riconosciuto, verrebbe da dire! Ovviamente il tutto viene giustificato con il dimezzamento degli utili e la crisi economica, ma una domanda sorge spontanea: i nostri top manager, che hanno qualche responsabilità in più dei semplici impiegati nella gestione della banca, a quali sacrifici si sottoporranno? Senza considerare che, dalla fusione in poi, il Vap non è più aumentato, anzi aveva già subito qualche limatura non proprio secondaria. Ma se qualche collega ha storto il naso per questa "conquista", le prime notizie che arrivano dal tavolo di trattativa col Direttore Generale a Roma dovrebbe farlo sussultare. |
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Martedì 6 ottobre alcuni/e colleghi/e della ISGS del Lingotto, che si occupano di bonifici Italia, sono stati convocati dal loro responsabile, che ha comunicato loro che si era in presenza di un'improvvisa ed imprevista ondata di lavoro e che era necessario ricorrere a prestazioni straordinarie. L'emergenza era tale che le prestazioni, oltre l'orario ordinario, non potevano essere rifiutate e veniva ricordato che, in tal caso, il contratto nazionale prevedeva la possibilità di comminare sanzioni disciplinari. Questa improvvida uscita avveniva non senza un certo imbarazzo del responsabile, probabilmente costretto a comunicare disposizioni provenienti dall'alto. Ora, a parte la "novità" di un tono così perentorio nella richiesta di lavoro straordinario, ci pare necessario fare un breve riepilogo delle puntate precedenti, perché questo atteggiamento aziendale più che intimidatorio appare beffardo e truffaldino. |
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Nel corso del mese di luglio Intesa Sanpaolo ha comunicato ai sindacati trattanti gli esiti del sistema incentivante 2008 e descritto quello in vigore per il 2009. Già il ritardo segnala le difficoltà nel varare un meccanismo che suscita ogni anno che passa un crescente senso di insofferenza e di fastidio nei destinatari dell'incentivo. Grande è la nausea o lo stress, per le pressioni commerciali e gli obiettivi irraggiungibili. C'è anche imbarazzo evidente, ad alto livello, nel fare trapelare questi dati all'opinione pubblica, a fronte di una situazione sociale ed economica grave, imputabile anche ai comportamenti predatori e irresponsabili del sistema bancario, alle sue pratiche commerciali, ai premi scandalosi attribuiti al suo top management. Verrebbe voglia di cestinare tutto, ma sarebbe troppo facile: questi meccanismi orientano il comportamento di molti colleghi e rappresentano un oggettivo elemento di distorsione nel loro approccio con il lavoro. E' quindi utile ragionarci sopra in modo critico. |
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