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LA BANCA OLIMPICA CON LE TOPPE AL FONDOSCHIENA

Da un po' di tempo al Sanpaolo, tra una sponsorizzazione olimpica e il progetto di un avveniristico grattacielo, avvengono episodi che incidono negativamente sulla quotidianità lavorativa.

In occasione dell'erogazione del premio incentivante del mese di maggio, l'azienda si è resa protagonista di una pessima figura nei confronti dei dipendenti. Circa mille colleghi hanno ricevuto le comunicazione relativa a una rettifica (in genere peggiorativa, cioè hanno dovuto restituire dei soldi!) del premio ricevuto, dovuto ad errori nel "meccanismo di rendicontazione" di uno dei correttivi applicati alla componente degli obiettivi specifici incentivanti. La comunicazione proseguiva specificando che l'importo indicato sarebbe stato addebitato (a titolo di "rettifica bonus 2005") unitamente alle competenze di luglio.

Viene da pensare che l'azienda farebbe bene ad ideare un sistema incentivante il cui calcolo sia comprensibile, se non per i lavoratori (ma i sindacati firmatari non hanno sempre parlato di premi "equi e trasparenti"?), almeno per sé stessa.

L'elenco delle "doglianze" prosegue con la grottesca vicenda dell'azienda addetta, per il Piemonte, alla manutenzione degli impianti di climatizzazione, elettrici ed altro ancora, che risulta "ufficiosamente" fallita. In una situazione in cui molti impianti non brillano certo per la loro gioventù (al Centro Contabile di Moncalieri, per fare un esempio, risalgono agli anni '60) se si guasta l'aria condizionata sono dolori, la procedura ordinaria è praticamente inutilizzabile e la possibilità di qualche intervento tampone è lasciata alla capacità dei colleghi del Servizio di Tecnico di trovare qualche raro tecnico della vecchia impresa o di farsi autorizzare un intervento ad hoc di altre ditte.

Questa è la situazione reale. Nessuno lo dice e vorremo capire se l'azienda intende provvedere in qualche modo meno abborracciato.

Dove invece non vi è nessuna improvvisazione è il settore delle pulizie.

Appalti al ribasso e scarse verifiche (in alcuni palazzi di sede possiamo dire inesistenti) rispetto alle già scarse prestazioni previste stanno riducendo alcuni punti operativi al collasso delle condizioni igieniche ed ambientali. 

Gli episodi potrebbero continuare con i furti di video in sede, errori in busta paga, punti operativi che aspettano di essere ristrutturati, ecc..

Vorremmo sapere se questa azienda, oltre a martellare i lavoratori con continue campagne commerciali, ritiene di dover fare qualcosa per consentire loro di lavorare in ambienti di lavoro degni di questo nome.

Non stiamo neanche a scomodare Bilanci sociali e altre amenità. Chiediamo solo il rispetto delle normative che prevedono che i lavoratori operino in condizioni ambientali e igieniche decorose. Come sempre, in assenza di risposte, non mancheremo di denunciare all'esterno quanta polvere è nascosta sotto il tappeto.                                                     

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