di Valter Casale – Sergio Marchesin – Maria Pia Scali – Ezio Ventre
R.L.S. Torino Provincia e Valle d'Aosta – S.Paolo -IMI SpA

L'Attenzione sul rischio rapina e sulle problematiche inerenti la salute sul luogo di lavoro è sempre  viva e presente nel nostro mandato di R.L.S., pertanto facciamo una sintesi  della situazione.

Come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza abbiamo seguito l'introduzione del rischio rapina nel documento di valutazione dei rischi che,  ai sensi del D.Lgs.626/94,  l'azienda è obbligata a elaborare.

La redazione del documento suddetto, elaborato esclusivamente dall'azienda, ha semplicemente tenuto conto di un protocollo di intesa con le prefetture interessate mirato all'adozione di alcuni apprestamenti nei vari punti operativi.

La nostra contrarietà manifestata da sempre sull'evoluzione del documento in questione è  dovuta al fatto che un protocollo di intesa non può da solo costituire una valutazione del rischio così come dettato dalla normativa vigente. Riteniamo che manchi la nostra collaborazione e partecipazione, da sempre richiesta, affinché vengano adottati criteri che valutino il rischio rapina di ogni singolo punto operativo e non l'adozione di uno standard di precauzioni oltretutto difficile da adottare, in talune realtà,  per questioni ambientali e di personale mancante. 

Non condividiamo, tra le altre cose, come il rischio rapina sia pressoché  considerato allo stesso modo per i punti operativi che nel corso degli anni hanno subito eventi criminosi e quelli che non ne hanno subiti. Come riteniamo non opportuna la presenza di un solo lavoratore all'interno di una unità lavorativa. Infatti l'ultima  nostra richiesta fatta all'azienda è stata  quella di riconsiderare  la valutazione del rischio in quel numero di filiali (circa quaranta) che hanno subito nel corso degli anni 2005-2006 un evento criminoso.

Non entriamo nel merito dei problemi legati all' igiene e pulizia e gestione degli impianti di climatizzazione che sono allo stesso modo importanti e che coinvolgono un gran numero di lavoratori.
Ci sarà grande attenzione da parte nostra, affinché  nell'anno 2007 vengano apportate le modifiche opportune sui contratti stipulati con le aziende esterne, al fine di diminuire i problemi che continuamente ci riportate. E' ovvio che se le lamentele dovessero perdurare occorrerà, nostro malgrado, affrontare il problema in Sedi diverse. Sarebbe la dimostrazione, se questo dovesse avvenire,  che lo sforzo continuo dei R.L.S. della ricerca della collaborazione con l'azienda verso il fine comune di trovare la migliore soluzione ai problemi riscontrati e vissuti in prima persona dai colleghi nelle varie aree geografiche è stato vano.
Tuttavia ricordiamo che il blocco dell'impianto di riscaldamento nel periodo invernale è considerato un intervento urgente che la ditta manutentrice deve effettuare in poche ore dalla chiamata. Se ciò non avviene occorre che il Responsabile del punto operativo solleciti sistematicamente gli addetti ai lavori, in forza anche di un contratto che stabilisce il tempo di intervento da effettuare in un certo numero di ore dalla chiamata.

Ricordiamo che è ancora aperta la discussione sui videoterminalisti. Ai sensi della normativa vigente  è videoterminalista chi utilizza per almeno 20 ore settimanali  il videoterminale con le attrezzature connesse (tastiera, etc.)  considerando i tempi di risposta ecc.  E' importante che chi effettivamente rientra in questa categoria sia giustamente considerato in quanto ne deriva una maggior attenzione in merito a controllo sanitario, ergonomia, condizioni ambientali (umidità,temperatura), ecc.; in una sola parola: TUTELA del lavoratore. Chiedetevi, se non lo avete già fatto , quanti di voi che lavorano in filiale  magari dietro le casse  rientrano in questa categoria. Da quando ricopriamo questo ruolo noi R.L.S ci battiamo per questo;  non ci sembra verosimile che nel nostro ambiente ci sia ancora qualche attività che possa essere espletata senza l'uso del terminale. Richiediamo al proposito anche la sostituzione la più rapida possibile dei vecchio video con quelli a schermo piatto. Sappiamo che un'ASL della cintura torinese sta indagando da diversi mesi su questi problemi. Vi terremo informati sull'evolversi dell'accertamento.

Ci rendiamo conto che in questo periodo siamo tutti presi dalle preoccupazioni indotte dalla fusione con INTESA ma riteniamo che a maggior ragione  non debba essere abbassata la soglia di attenzione su problemi che anche indirettamente possono influire sulla nostra qualità della vita, sulla qualità della vita delle persone.

 

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