Vi inviamo la lettera pubblica che i lavoratori di VODAFONE di NAPOLI hanno inviato al Presidente della Repubblica venerdì scorso in occasione dello sciopero nazionale del Gruppo e della manifestazione di Roma.

Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano
(Lettera aperta al presidente della repubblica)

Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano, da figlio ripudiato di questa italietta in cui i potenti sono sempre piu` potenti, e se provi a ribellarti hanno pure tutte le leggi dalla loro parte per metterti il bavaglio.Io dipendente dell'azienda Vodafone assieme ad altri 913 avevamo un contratto a tempo indeterminato, lo avevamo fino allo scorso 17settembre, quando l'amministratore delegato dell'azienda ha annunciato la cessione a Comdata e sue CONTROLLATE del settore nel quale lavoriamo, si sono tranquillamente venduti un settore assieme alle nostre 914 vite, assieme alle nostre 914 famiglie. Niente illusioni, la cessione ramo d'azienda e` un modo pulito per liberarsi di personale, per precarizzare il lavoro, perche` se oggi noi veniamo venduti, l'azienda che ci acquista lavorera` sucommissione di Vodafone, ma gli obblighi di continuita` del rapporto previsti dalla legge vanno dai 2 ai 5 anni; e dopo?  

Se Vodafone trovera` una nuova azienda che fara` lo stesso lavoro a meno, magari perche` il call center se lo apre in Albania, dove sfruttano i fratelli Albanesi pagandoli 400 euro, togliera` la commessa a Comdata; e noi dipendenti, che prima avevamo un contratto a tempo indeterminato, se saremo fortunati lavoreremo per stipendi inferiori e condizioni peggiorate, ma se non saremo fortunati finiremo per strada. 914 famiglie che si sono costruite sulla certezza di un reddito, che hanno acceso mutui, che hanno messo al mondo figli…

Ma non e` finita, questo e` solo il primo pezzo, Vodafone ha gia` chiaramente fatto capire che ha intenzione di perseguire il modello inglese, essere un marchio, un guscio vuoto che da` tutto il lavoro in commessa per abbattere i costi fissi e guadagnare sempre di piu`. 9400 persone e le loro famiglie rischiano, e chissa` quante altre aziende seguiranno l'esempio.

Attenzione, Vodafone non vende perche` ha il bilancio in rosso, anzi e` forse l'azienda con piu` utili almeno qui in Italia. E allora caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano, perche` da quest'italietta non mi sento piu` rappresentato; chi sono gli amici, e contro chi devo combattere se neppure il governo che ho votato si preoccupa di mettere paletti alla legge trenta e permette questo scempio?

Chi sono gli amici e contro chi devo combattere se a seguito di uno sciopero riuscitissimo qui a Napoli gli organi di stampa non ci danno voce e addirittura il tg3 regionale fa controinformazione parlando di rassicurazioni da parte dell'azienda e mostrando immagini di repertorio in cui si vedeva vuoto l'ingresso dell'azienda che avevamo riempito di 1000 poeti guerrieri?

Chi sono gli amici e contro chi devo combattere se a seguito di uno sciopero che abbiamo fatto senza rispettare i termini di legge, perche` se li rispettavamo potevamo mobilitarci quando eravamo gia` venduti, un'altra legge consente a quest'azienda di farci come sta facendo delle contestazioni disciplinari?

Mi dimetto caro Presidente, mi dimetto da cittadino attivo di questa repubblica fondata sul precario in cui e` permesso ad uno che vuole arricchirsi di affamare mille persone, e non e` permesso a quelle mille di testimoniare il loro stato, la loro rabbia, la loro paura; mi dimetto, ditemi dove devo consegnarvi la carta di identita` perche` voglio dimettermi, non prima di aver dato tutto quello che ho a questa battaglia, sino all'ultimo grammo di forza.

Non so se la mia lettera trovera` spazio, la rispetto molto, e so che rispettera` la lotta di tanti nuovi futuri poveri che provano a mantenersi il lavoro.
 
Ogni lavoratore Vodafone

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