INCONTRO NAZIONALE a MILANO
sabato 12 marzo 2011
presso Istituto Salesiano Sala Sant'Ambrogio Via Copernico 9
dalle ore 10 alle ore 16


Relazioni Introduttive di:

Angelo Marras (Sindacadu de Sa Natzione Sarda)
Lorenzo Moimare (Falcri)
Angelo Pozzi (Fisac-Cgil)
Renato Strumia (Cub-Sallca)


Da lungo tempo le banche premono per un contratto "moderno" e compatibile con risultati economici meno brillanti di prima. Gli effetti disastrosi della crisi finanziaria hanno eroso gli utili stellari di un tempo ed anche la consistenza dei bonus per i manager.

La voglia di rivincita dei banchieri, degli azionisti e dei manager che li rappresentano si concentra in questa fase sui costi e sulle spese per il personale, individuate come unico obiettivo aggredibile per recuperare redditività, dividendi, premi di risultato. Ne è testimonianza il consueto refrain che ad ogni rinnovo contrattuale indica come principale problema delle banche italiane l'elevata incidenza del costo del lavoro rispetto ai concorrenti europei.

C'è di nuovo che il modello Marchionne sembra attrarre anche i banchieri, decisi ad imporre nelle proprie aziende innovazioni contrattuali importanti, nel segno dell'abbattimento dei costi e del miglioramento della produttività individuale.

Il ricatto occupazionale, che ha già funzionato in Fiat, punta ad ottenere deroghe al CCNL su assunzioni e flessibilità in ingresso, estendendo all'intero settore gli accordi Intesa Sanpaolo e Unicredit.

L'area contrattuale rischia smottamenti per la richiesta di applicare contratti complementari penalizzanti, sotto minaccia di appalti esterni e delocalizzazioni geografiche.

Sul fondo esuberi l'Abi punta ad ottenere una riduzione della copertura economica, obbligatorietà dell'utilizzo, ampliamento degli strumenti utilizzabili e sostanziale abbattimento del costo per le aziende.

Analoghe richieste verranno avanzate per contenere la parte fissa degli aumenti, ampliare la parte variabile e subordinare il salario aziendale ad incrementi tangibili della produttività del lavoro.

A fronte di questo attacco concentrico è necessario mettere in campo, in modo unitario, tutte le forze sindacali che intendono resistere e contrastare questa svolta epocale, tesa a replicare l'accordo quadro del 1998/99, che segnò l'inizio della ristrutturazione bancaria ancora in corso.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

questo post è stato letto3432volte