In queste settimane abbiamo letto sulla stampa nazionale numerosi articoli dai toni trionfalistici in merito alla costituzione del Fondo per l'occupazione nel settore del credito.

Siamo basiti di fronte a tanto entusiasmo ed euforia manifestata da numerosi sindacalisti firmatari che si sono auto incensati e si sono definiti grandi visionari, che hanno saputo vincere la battaglia della crisi e della disoccupazione giovanile (peccato che poi le banche italiane, come Unicredit, per i servizi di back office assumano all'estero).

Ma sarà veramente così? Noi abbiamo più di un dubbio, e forse un po' di cautela da parte dei sindacati firmatari sarebbe stata più opportuna, almeno fino alla comunicazione dei dati certificati.

1 – I CONTI NON TORNANO
Non commentiamo alcune notizie di certa stampa partigiana che ha definito il Foc un "tesoretto" pagato dai Top manager (M.F. 8/2/2014 "Via al fondo per i bancari"). Nulla di più falso, anche perché, secondo noi, i conti proprio non tornano.
L'accordo di costituzione del Fondo prevedeva che, su base volontaria, il 4% della retribuzione dei Top manager fosse destinata al Fondo. Ebbene, secondo la stampa nazionale poco più di 3 milioni di Euro all'anno sono confluiti nel Fondo.
Il Corriere della Sera è addirittura più preciso e dichiara che nel 2013 sono circa 300 i Manager che hanno contribuito con un versamento medio di 11.000,00€ a testa,  il che, aggiungiamo noi, farebbe riferimento ad una retribuzione media per ciascun Manager di soli 275.000€. I  conti però non tornano poiché sappiamo che la media del settore indica che un Manager guadagna 42 volte in più di un dipendente.
Inoltre se sono ben 109 i Top Manager che a testa hanno avuto una retribuzione superiore a 1/milione di Euro  com'è possibile che al Fondo siano stati versali solamente 3,3mil.€ annui? Solo costoro avrebbero dovuto versare al Foc ben oltre 4/milioni di Euro all'anno. Se poi ci aggiungiamo la quota contributiva dei restanti manager, alla dotazione del fondo manca almeno un altro milioncino di euro.
Il dato finale che emergerebbe, dopo 2 anni di contribuzioni, è che su 87 milioni complessivi versati al Fondo meno di 7 provengono dai top manager!
Insomma, a conti fatti, i Top manager hanno dimostrato di avere il "braccino corto", segno questo che in molti hanno preferito disertare il versamento al Fondo.
Alla faccia della solidarietà  e degli impegni assunti alla firma del CCNL 2012.

Come al solito chi è causa principale della crisi del settore non paga mai!

2 – NUOVA OCCUPAZIONE O STABILIZZAZIONE DEI VECCHI RAPPORTI?
Sappiamo che le maglie del Fondo sono già state ampliate rispetto alle intenzioni iniziali. I soldi saranno erogati non solo per creare nuova occupazione, ma anche (e temiamo soprattutto) per stabilizzare i precari che oggi già lavorano nelle banche del nostro paese. Non solo, i contributi alle banche arriveranno anche per gli apprendisti assunti prima del 2012. Questo chiarisce, una volta per tutte, che, contrariamente a quanto affermato da molti sindacalisti firmatari in alcune realtà bancarie, l'apprendistato non è un contratto a tempo indeterminato.
Intendiamoci, anche questa è un'operazione utile ed opportuna, ma è cosa ben diversa dal CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO.
Ricordiamo inoltre che al di là dei proclami delle sigle sindacali firmatarie, non si tratterebbe comunque di NUOVA OCCUPAZIONE, ma bensì di sostituzione di manodopera altamente costosa (i non più giovani spinti forzatamente all'utilizzo del Fondo esuberi) con giovani a salario ridotto e defiscalizzato.
Le presunte nuove assunzioni sono oltretutto, come numero, inferiori agli "esuberi"  tanto decantati nel Credito.

3 – A COSA SERVIRA' VERAMENTE IL FONDO?
87 milioni di euro fanno veramente gola alle Banche, soprattutto in questo periodo di magri bilanci e di utili ridotti all'osso e con un costo del lavoro che, a detta dell'ABI, è insostenibile.
Ecco la trovata: perché non destinare le risorse per la nuova occupazione anche per sostenere le assunzioni provenienti dalla sezione "emergenziale" del Fondo di Solidarietà, dove confluiscono lavoratori licenziati e che sono ancora lontani dalla pensione?
Sono tutti obiettivi quindi che sono l'esatto opposto di ciò che si proponeva il Foc, ma che i sindacati "firma tutto" sembrano intenzionati a sostenere.

Ricapitolando: bene la stabilizzazione dei precari e degli apprendisti (sono richieste che abbiamo sempre avanzato anche noi). Bene  che si finanzi la sezione emergenziale del fondo di solidarietà per chi viene licenziato.
Peccato che tutto questo sia finanziato dai lavoratori, con un contributo scarso e non verificabile dei top manager. Tra l'altro il recente accordo prevede che le banche debbano fornire i dati relativi ai versamenti dei top manager, ma che gli stessi non possano essere resi pubblici (sapete, la privacy…).
Tutto questo lo diciamo per ristabilire i termini della questione e ribadire che i dati sparati ai tempi dell'approvazione del contratto (creeremo 30.000 nuovi posti di lavoro) erano e restano illusioni e che il trionfalismo espresso sui mezzi d'informazione (?) è del tutto fuori luogo.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

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