Il coinvolgimento di Alessandro Profumo nell’inchiesta sui derivati venduti a Divania ripropone l’interrogativo (che a quanto pare siamo l’unico sindacato a porsi) sull’adeguatezza del Presidente del Gruppo MPS rispetto al ruolo che riveste.
Ovviamente anche noi siamo garantisti e l’apertura dell’inchiesta non è sinonimo di colpevolezza, ma il problema è di opportunità e va oltre i risvolti giudiziari perché è indubbio che, nel periodo in cui Profumo ne era alla guida, il Gruppo UniCredit aveva spinto con forza sui prodotti derivati, piazzandoli in modo sistematico ben oltre le reali necessità che talvolta questi strumenti possono soddisfare.

Insomma, ci si chiede se chi aveva sostenuto politiche commerciali particolarmente aggressive sia oggi al posto giusto per risollevare le sorti di Monte Paschi.

Anche valutando i progetti del Piano Industriale emerge che le idee del duo Profumo – Viola vanno proprio nella direzione che tanti danni hanno creato in questi anni, mentre, a nostro modesto avviso, la rinascita di MPS passa per la riconquista della fiducia dei clienti e per un modello di azienda di credito al servizio del territorio e del paese: per questa ragione abbiamo chiesto la nazionalizzazione di una banca che ora rischia di finire sotto gli artigli rapaci di fondi di investimento esteri, interessati a rientrare rapidamente dei capitali investiti in un’ottica di cortissimo respiro.

 

Si continua a percorrere una strada sbagliata, così come è sbagliata la strada che ha portato all’esternalizzazione di oltre 1.000 lavoratori e alla creazione di Fruendo.

Al momento il clima nella nuova società sembra essere tranquillo.

Vorremmo chiarire subito un punto: noi auspichiamo che le cose per i lavoratori di Fruendo vadano per il meglio, che gli scenari siano quelli favoleggiati dai suoi dirigenti e che le nostre preoccupazioni si dimostrino alla fine infondate. Tuttavia non si può non invitare i lavoratori a vigilare e a non fidarsi ciecamente delle rassicurazioni bonarie dei nuovi datori di lavoro.

Riteniamo di dover avanzare alcune riflessioni.
Spesso vengono diffuse notizie sul fatto che Fruendo cercherà all’esterno nuove commesse. Una prospettiva incoraggiante, se si verificherà.
Restiamo in fiduciosa attesa, tenendo però presente che anche le newco costituite da UniCredit negli ultimi due anni promettevano gli stessi sviluppi. Al momento, però, le uniche notizie pervenute parlano di lavorazioni finite in Polonia e alle isole Mauritius.
Oltretutto l’accordo di cessione da MPS a Fruendo è infinitamente peggiore di quelli firmati per le Newco di UniCredit e pesa l’impegno preso per soli tre anni di mantenere le attuali sedi di Fruendo: se le prospettive sono così floride perché prendere un impegno così limitato?

Insomma, senza creare ansie e preoccupazioni più di quelle che ci sono, sarà necessario monitorare attentamente i prossimi passi di Fruendo verificando, nei fatti, le reali intenzioni della società.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

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