Si è riunito in data 16.07.2014 il Consiglio d’Amministrazione della Cassa di Previdenza Sanpaolo.
Il primo compito che il nuovo Cda si trovava ad affrontare era naturalmente l’elezione del Presidente  e del Vice-Presidente per il triennio 2014-2016.

Visto che la Presidenza spetta per Statuto ad un rappresentante designato dall’azienda, restava da eleggere quale Vice-Presidente un consigliere della componente elettiva del Cda. Per numero di voti, esperienza e competenza, la carica sarebbe dovuta andare a Cinzia Rey, eletta dai lavoratori su proposta della Cub-Sallca con 2053 voti (38% dei consensi). La nostra richiesta era legittima: Cinzia è al terzo mandato, è la più votata, gode di unanime stima e considerazione.

Gli accordi presi prima dell’elezione tra le organizzazioni sindacali erano però di segno diverso: la carica sarebbe dovuta andare alla Uilca e quindi  a Vincenzo Mocati, già vicepresidente del Fondo Pensioni  del Gruppo Sanpaolo-Imi.  Peccato che il candidato in pectore abbia preso solo 843 voti, classificandosi terzo, un po’ poco per aspirare a sommatorie di cariche così rilevanti.

Qualche ragionevole dubbio ha cominciato a farsi strada persino nelle menti di color che son perduti: la proposta delle sigle sindacali ha finito per convergere sul nome di Maria Antonietta Martino, esponente della Fisac-Cgil, arrivata seconda, con 1219 voti, consigliera di fresca nomina, ma temprata alle dinamiche di mercato, avendo fatto esperienza sui banchi dell’ortofrutta delle barriere popolari torinesi (come ci ha informati ella stessa con numerosi spot elettorali).

A questo punto pare che persino alcuni consiglieri di nomina aziendale abbiano sollevato rilievi sulla logica stringente di questa scelta e abbiano proposto di ragionare con calma, con più tempo a disposizione, sul modo più opportuno di procedere (astenersi o pronunciarsi, diventando così, di fatto, arbitri di una scelta che spetterebbe agli elettori).

Con la saggezza e la ragionevolezza già ampiamente dimostrate in passato, la nostra candidata, dopo aver chiesto che venisse verbalizzata la problematica dei criteri di scelta del vice-presidente e di fronte alla decisione della componente aziendale di astenersi, ha deciso  di ritirare la propria candidatura.

Si è così evitata, con grande senso di responsabilità verso la Cassa e i compiti urgenti che gli organi amministrativi devono affrontare, una situazione di impasse che, senza il suo gesto, si sarebbe protratta all’infinito vista l’impossibilità di indurre le organizzazioni sindacali a comportamenti più corretti.

Apprezziamo il suo senso della misura e condividiamo la sua decisione. Tuttavia stigmatizziamo, ancora una volta, i criteri di schieramento che prevalgono nei criteri di assegnazione delle cariche, anziché lasciar prevalere il merito, la competenza, l’esperienza, l’indipendenza di giudizio.

Auspichiamo che il lavoro dei nostri rappresentanti negli enti contribuisca ad interrompere, prima o poi, questa trasmissione ereditaria delle cariche e che si cominci a ragionare su criteri più aderenti alla nuova realtà della rappresentanza presente in azienda.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Gruppo Intesa Sanpaolo

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