E’ stato annunciato con enfasi l’avvio delle trattative sugli accordi di secondo livello ma sulla base di quale piattaforma?

Ai lavoratori non viene più chiesto di validare le proposte rivendicative dei sindacati al tavolo semplicemente perché non ci sono. Come al solito verranno discusse solo le posizioni aziendali e, come sempre, alla fine sarà un successo (per la controparte senz’altro).

D’altronde, nell’unica occasione in cui un mandato esiste, come nel caso dell’ordine del giorno approvato nell’assemblea di Napoli dei lavoratori del Recupero Crediti (NPL) che rischiano l’esternalizzazione, dove si chiedeva di esercitare l’opzione del distacco, la richiesta è già stata archiviata.

C’è ormai un corto circuito tra sequestro della democrazia sindacale e assenza di proposte autonome dal versante dei lavoratori. Leggete qualche esempio nell’allegato.


Riguardo il nostro precedente messaggio sul tema delle tessere “catturate” al momento dell’esodo, ci ha scritto una collega in relazione al secondo episodio che abbiamo denunciato. Nonostante il tono non propriamente amichevole, vogliamo essere trasparenti e corretti (e non “violenti”) e renderla pubblica, integralmente, sebbene non abbiamo obblighi in tal senso.

Ribadiamo che il tentativo di carpire trattenute sindacali sull’assegno Inps è fenomeno diffuso, ma non tutti coloro che ci hanno segnalato gli episodi erano disposti a fare i nomi.Il caso cui si riferisce la collega è stato citato perchè ritenevamo e riteniamo la fonte attendibile e ricordiamo molto bene la telefonata che ci è arrivata ed anche il resoconto successivo.

Possiamo giusto concedere il beneficio del dubbio che si sia trattato di un fraintendimento.

Resta il dato generale di un fenomeno di malcostume diffuso che speriamo, con la nostra denuncia, di veder cessare una volta per tutte.


Buongiorno,

sono una collega prossima all’uscita, data 30 giugno e, come prevede la procedura, ho firmato l’accordo di conciliazione, sede ABI di Milano il giorno 25 maggio.

Ho richiamato alla mente quella giornata e lo svolgimento differisce da quanto leggo nella vostra odierna.

La sala è sicuramente affollata e rumorosa, il tavolo dei diversi rappresentanti è lassù in alto nella sala quasi in palcoscenico, ci viene spiegato da un signore, che si presenta come incaricato ABI,

come si svolgerà la mattinata, viene CHIARAMENTE spiegato che l’accordo di conciliazione necessita di una firma di garanzia da parte di un rappresentante dei sindacati firmatari, pertanto anche i NON ISCRITTI dovranno indicare UNICAMENTE A TALE FINE una sigla.

Dopo un primo appello in ordine alfabetico per verificare le presenze, una seconda chiamata, sempre in ordine alfabetico, per la consegna della documentazione che avviene direttamente al posto, nessuno di noi si avvicina al tavolo.

Dopo la lettura dell’accordo siamo chiamati a firmare e ancora una volta diversi incaricati ritirano, al posto, il documento.

Successivamente procedono con le spiegazioni e istruzioni per la compilazione del modulo INPS, dichiarato che l’indicazione del sindacato è necessaria per la trattenuto sull’’assegno d’esodo.

Soltanto alla fine di questo iter viene chiamato singolarmente ciascuno di noi, in ordine sparso riferito al completamento della firma dell’accordo da parte dei diversi sottoscrittori ciò al fine di consegnarci la copia di nostra spettanza, SOLTANTO in questa occasione ci avviciniamo al tavolo anche per consegnare il modulo INPS compilato e firmato, io non ho tessere sindacali e pertanto nessuno indicazione in tal senso ho inserito, il signore che ritira verifica che siano stati indicati i dati obbligatori e nulla esprime sulla tale assenza di indicazione.

A questo punto liberi tutti.

Giornata chiaramente diversa dal vissuto riportato nella Vostra, riferito probabilmente ad altra data.

Leggo con stupore il nome di Alessandro Drago quale sindacalista non propriamente corretto, ho conosciuto il collega in quella giornata ripeto 25 maggio, quale incaricato della FABI per l’’assistenza agli iscritti, dei compagni di viaggio in treno risultavano tesserati.

Con Drago abbiamo scambiato alcune parole, sentito il nome ci siamo presentati dando un volto ad una voce al telefono, occupandomi di Crediti alla Direzione Regionale ho seguito alcune pratiche di mutuo inviate dal collega.

Ritengo il suo comportamento assolutamente corretto, ha risposto alle diverse domande dando le informazioni che erano a sua conoscenza, non ho ricevuto alcun tipo di pressione per iscrizioni o indicazione di cosa scrivere sul modulo INPS, ai suoi tesserati ha comunicato la lettera (M) da scrivere sul modulo.

In arrivo da Torino eravamo in 6 colleghi, di cui in 4 sui tesserati, la sottoscritta allora e tutt’ora non iscritta a sindacati, un altro collega che si è dichiarato vostro iscritto.

Ritenevo la vostra organizzazione affidabile e degna di merito per l’attenzione rivolta ai colleghi ed alle loro problematiche, ho sempre votato i nominativi a voi riferibili, ma in questa occasione devo cambiare la mia valutazione.

Additare alla pubblica gogna in questo modo un collega sindacalista di sigla diversa mi sembra un atteggiamento violento per un sindacato che molte volte ha lamentato la violenza di altri.

Ribadisco, nella giornata del 25 maggio DRAGO Alessandro ha svolto UNICAMENTE funzione di tutela e assistenza ai lavoratori, come suo ruolo.

Saluti

Marisa Ravarelli

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