La sera del 30 dicembre i carabinieri hanno arrestato e tradotto in carcere NICOLETTA DOSIO, storica militante NO TAV di Bussoleno, 73 anni, già insegnante di greco e latino.

La magistratura torinese aveva infatti revocato la sospensione della pena per una condanna relativa a fatti del 2012 (un blocco stradale reo di aver causato un danno da 700 euro alla società autostradale).

In tutta Italia sono state indette immediatamente iniziative di protesta, presidi e cortei, cui la CUB ha dato la propria adesione con il volantino che alleghiamo.

Colpire una militante storica del movimento ha un evidente significato simbolico, per intimidire e minacciare chiunque intenda difendere il territorio ed opporsi all’utilizzo di fondi enormi per opere inutili, al servizio di interessi particolari e spesso inconfessabili.

Non è inutile ricordare come la decisione di procedere alla costruzione del TAV, contro la volontà delle popolazioni locali, rientri negli accordi tra organizzazioni criminali ed esponenti politici, come hanno di recente appurato le inchieste della stessa magistratura torinese che hanno portato ad una vasta operazione di polizia con l’arresto dell’assessore regionale Roberto Rosso. Questa inchiesta è solo la punta dell’iceberg di schieramenti molto nutriti e corposi.

Parafrasando Marco Revelli, possiamo affermare che “Non tutti i SI TAV sono mafiosi, ma certo tutti i mafiosi sono SI TAV”.

Mobilitarsi per Nicoletta significa quindi riaprire un dibattito vero sull’opportunità di portare a termine un’opera devastante e controversa, anti-economica, progettata su analisi di 30 anni fa, inadeguata ai bisogni attuali di mobilità e di trasporto delle persone e delle merci.

Difendere le lotte e chi le pratica significa riaprire la discussione politica sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sul modello produttivo e logistico.

Nicoletta libera subito!

 

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Intestato a DAVY PIETRO e CEBRARI MARIA CHIARA

 

IN ALLEGATO IL VOLANTINO DELLA CUB PIEMONTE 

CUB-SALLCA

 

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