Le (op)pressioni commerciali non hanno mai cessato di rovinarci la vita e l’umore, minando la qualità del lavoro e calpestando l’etica professionale.

Ad ogni inizio d’anno riprendono con rinnovato vigore, ancora più forte dopo un anno pandemico vissuto dai vertici aziendali con malcelato contenimento della consueta aggressività.

Non si deve accettare questa situazione intollerabile. Serve innanzitutto un processo spontaneo di “igiene mentale”: il budget non deve rovinarci la vita e diventare un’ossessione deleteria. Respingiamo le pressioni al mittente e restiamo uniti di fronte ai responsabili aziendali, che ci vogliono divisi, isolati, competitivi, per avere più controllo e potere.

Il miglior punto di forza è la coesione del gruppo, la solidarietà tra lavoratori, la qualità delle relazioni (anche con la clientela).

Non sempre è facile e per questo abbiamo riassunto in forma sintetica quello che è utile sapere (e ricordare) per difendersi meglio.

Siamo ben consapevoli che solo una vertenza estesa, partecipata, determinata, potrebbe portare a cambiamenti duraturi.

Nel frattempo si possono attivare difese individuali e collettive avendo sempre cura di documentare comportamenti illegittimi di taluni responsabili, come potrete leggere nell’allegato.

Piccolo manuale di autodifesa contro la “banca ad una dimensione”

 

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