Il 4 febbraio scorso Intesa Sanpaolo ha presentato il nuovo Piano d’Impresa 2022-2025.

L’accoglienza riservata dal mercato, dagli analisti, dai commentatori, è stata come prevedibile entusiastica.

Hanno colpito l’entità dei risultati già conseguiti (oltre 4 miliardi di utili nel 2021), ma soprattutto la previsione di arrivare oltre i 6 miliardi entro il 2025.

Mentre gli azionisti pregustano la festa dei dividendi, a noi preme sottolineare come il contesto esterno sia nel frattempo un po’ cambiato (c’è una guerra in Europa, ad esempio) e quindi l’esecuzione del piano, a pochi giorni dalla sua ufficializzazione, ci sembra per lo meno complicata.

Ma si sa: il Piano è un “patto con il mercato” che viene usato per giustificare le pressioni commerciali inflitte ai dipendenti e spronarli a vendere di più.

La chiusura forsennata delle filiali porterà desertificazione dei territori e la digitalizzazione non porta solo risparmi, ma anche disagi per chi non è pronto (clientela e non solo).

Nell’allegato il nostro commento e le priorità che riteniamo più urgenti sul piano sindacale.

 

CUB-SALLCA Intesa Sanpaolo

 

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