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JOBS ACT: L’UGUAGLIANZA SECONDO IL GOVERNO RENZI

Dopo tanti anni di ingiustizia sociale, finalmente il governo Renzi ha scoperto che ci sono lavoratori garantiti e lavoratori senza garanzie e ha deciso, attraverso il “Jobs Act”, di superare questo stato di disuguaglianza inaccettabile: via le garanzie per tutti!!

Il dibattito sulle tutele crescenti (ma non troppo) per i neoassunti è cascato ancora una volta sulla vecchia questione dell’art.18 e ancora una volta sta scadendo a livelli aberranti.
 
Si sostiene che per aumentare l’occupazione si deve…licenziare. Non aggiungiamo commenti, anche perchè nell’epoca delle guerre “umanitarie” la logica non è più di casa.

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1984 MINERS STRIKE

Il 1984 è l’anno del big strike, il grande sciopero dei minatori in Gran Bretagna, di cui ricorre il trentennale. Il governo Thatcher scelse di privatizzare il settore dell’energia e nel contempo di scardinare il potente movimento sindacale britannico, colpendo la categoria più forte…i minatori.

Per un intero anno, dal 6 marzo 1984 al 5 marzo 1985, migliaia di minatori gallesi e inglesi scioperarono per la difesa dei loro posti di lavoro, per impedire la chiusura delle miniere e per evitare lo stravolgimento della vita d’intere comunità, storicamente basate sull’attività mineraria.Fu uno scontro durissimo tra il governo del primo ministro Margaret Thatcher insieme alla National Coal Board (l’ente di controllo dell’industria carbonifera) da una parte e dall’altra la NUM-National Union of Mineworkers (il sindacato dei minatori britannici). Intere comunità, migliaia di famiglie arrivarono a soffrire letteralmente di fame e di freddo in seguito alla durezza e alla lunghezza dello sciopero, ma la maggioranza di loro tenne duro, tra pestaggi della polizia e continui arresti.

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IL SINDACATO DEVE FARE CONFLITTO E NON SOTTOGOVERNO

DA SEGRETERIA NAZIONALE

La dimensione quotidiana dell’intervento sindacale è così impegnativa da non lasciare il tempo per una riflessione più approfondita sulle trasformazioni storiche di questa attività. Invece dobbiamo pensare più spesso a come sono cambiate le organizzazioni sindacali dominanti, in questi anni, agli accordi che hanno siglato, a come hanno contribuito al deterioramento della situazione economica e sociale, a come hanno ridotto il mondo del lavoro.
E’ un processo che ci aiuta a ritrovare le ragioni ideali e concrete del nostro impegno.

Ospitiamo e diffondiamo quindi volentieri questo intervento di Giorgio Cremaschi : è un’analisi lucida (oseremmo dire spietata) di cosa sono oggi i sindacati maggioritari e cosa è necessario fare per uscire da questa situazione. Cremaschi è stato un dirigente importante della FIOM e della CGIL. La sua esperienza personale l’ha portato, ci sembra di poter dire, alla nostra stessa conclusione: le organizzazioni sindacali esistenti (CGIL compresa) non sono riformabili dall’interno, i militanti e i delegati che vogliono costruire un sindacato vero devono organizzarsi insieme, in modo diverso, per iniziare da capo.