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Il 21 settembre 2010 il Tribunale di Napoli ha sentenziato l'illegittimità del provvedimento disciplinare (inizialmente 4 ore di retribuzione, successivamente ridotte a biasimo scritto) assunto il 29/12/2006 nei confronti del nostro R.S.A. di Napoli, reo di avere diffuso, attraverso il PC aziendale, un volantino nazionale della CUB con cui si proclamava uno sciopero generale contro la Finanziaria del Governo Prodi.
Tra i circa 150 destinatari di quel comunicato uno (o più di uno ) tra questi, vestiti i panni di delatore, ha informato l'Azienda, che non si è fatta pregare per intervenire pesantemente.
E' sempre sbagliato personalizzare troppo gli eventi, ma è indubbio che la caduta dell'osannato ex-supermanager abbia un significato simbolico importante.
Noi non ci siamo mai uniti al coro osannante e possiamo, a buon diritto, criticare il suo operato, non per la scarsa capacità di produrre profitti nell'ultimo periodo del suo regno, ma per la gestione complessiva di tutto il periodo in questione.
Diciamo pure che le sue colpe andrebbero in gran parte condivise proprio da quelli che oggi lo hanno tirato giù dal piedistallo, quegli azionisti silenti che per anni hanno incassato miliardi di dividendi e di plusvalenze, per poi svegliarsi di botto quando il capo ha loro richiesto sette miliardi di euro, con due aumenti di capitale, per restare a galla.
Non smette, per fortuna, il tambureggiare di guerra delle OO.SS. di Ubi Banca che, sollecitate dai lavoratori, chi più chi meno, sembra si siano finalmente riappropriate del loro ruolo. Ci auguriamo che non sia la solita sceneggiata a cui ci hanno purtroppo abituato: tutti ricordiamo i proclami del "no pasaran" alla vigilia della costituzione della società di servizi UBISS (e la fine che hanno fatto), l'accordo firmato di soppiatto un 14 agosto (rigorosamente non votato dai lavoratori) e le garanzie scritte sulla sabbia.
Ora il punto cruciale è NON MOLLARE.
CORTE DI APPELLO DI ROMA
DISPOSITIVO
La Corte, definitivamente pronunciando, rigetta l'appello e, per l'effetto, conferma la Sentenza impugnata."
Con rara tempestività, subito dopo che l'Abi, con lettera del 22 luglio, aveva comunicato ai sindacati firmatari che non si sarebbe fatta carico dei problemi derivanti dallo slittamento delle finestre pensionistiche e che il Fondo Esuberi andava rinegoziato perché costava troppo, ecco il Gruppo Unicredito uscire con una dichiarazione di esuberi.
Prima considerazione: il Gruppo Unicredito dichiara 4.700 esuberi (di cui 600 del giro precedente, rimasti "intrappolati" dall'incertezza sulle "finestre") e proclama che comincerà le trattative a settembre, quando cioè si dovrebbe iniziare a discutere del rinnovo contrattuale nazionale.
Tutto ciò appare qualcosa di più di una semplice coincidenza.
Già a febbraio Intesa Sanpaolo aveva firmato l'accordo sulle assunzioni in deroga che rischia di fare scuola. Ora c'è il rischio che la trattativa nel Gruppo Unicredito anticipi la discussione sul tema prima del rinnovo contrattuale.
Seconda considerazione: nessuno risponde mai, a livello dirigenziale, per gli errori commessi? (altro…)
RIFLESSIONI SU QUALE SINDACATO SERVIREBBE
DOPO IL RECENTE ACCORDO SULLE AGIBILITA' SINDACALI.
Il 7 luglio l'Abi ha firmato l'accordo sulle agibilità con le otto sigle del primo tavolo (Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Sinfub, Dircredito, Ugl e Silcea) e con la Falcri del secondo tavolo.
Prima di addentrarci nella valutazione dell'accordo diciamo subito che la sua firma rinvia, per l'ennesima volta, ad un imprecisato futuro l'elezione delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie). Ancora una volta si ripropone lo scandalo per cui bancari ed assicurativi sono gli unici lavoratori in Italia a non aver mai potuto votare i propri rappresentanti.
Stiamo assistendo, nel mondo del lavoro, ad un drammatico ritorno all'indietro per quel che riguarda le condizioni normative e salariali.
Oggi si assiste anche ad un'escalation dal punto di vista dell'autoritarismo.
Solo per restare alla cronaca più recente, ricordiamo tre operai licenziati alla Fiat di Melfi (di cui due RSU della Fiom), un impiegato della Fiom licenziato a Mirafiori per avere usato la posta elettronica aziendale per inviare un volantino sulla vicenda di Pomigliano, una rappresentante Cub (la più votata alle elezioni delle RSU) sospesa da Auchan per aver messo su Facebook un manifestino ironico sulla sua azienda.
A tutti questi lavoratori e lavoratrici ed alle rispettive organizzazioni va la nostra piena ed incondizionata solidarietà. (altro…)
(dialoghi surreali nella "banca per il paese")
Oggi vogliamo raccontare la triste storia dell'estero in Intesa Sanpaolo.
– L'estero? Mai sentito…
– Mah sì, una volta me ne ha parlato un vecchio capoufficio, che anzi era funzionario. Ma ..esiste ancora?
– Ma certo che sì! Non siamo forse la prima banca italiana per l'Internazionalizzazione? (altro…)
A tanto ammonta la percentuale di vergogna di cui si è macchiato il personale del Gruppo UBI Banca a causa della quale non sarà meritevole di percepire la parte A del premio aziendale 2009. Questo in pratica il messaggio di una parte datoriale che si è scoperta farmacista. Bilancino alla mano la banca ha deciso che la contrazione dell'utile consolidato ha superato la soglia di sbarramento per l'erogazione del premio di un disonorevole 0,8%. Un'onta che va lavata con circa 30 milioni di euro di risparmio da parte dell'azienda e un tuffo nell'austerity dei dipendenti.
E' evidente che le vere vergogne sono altre, prime fra tutte il voler accollare ai lavoratori le perdite per gli investimenti milionari sbagliati di un management altrettanto milionario ed il volerlo fare con un banale e meschino trucchetto che si palesa come un eclatante schiaffo all'intelligenza di tutti i colleghi o come una arrogante provocazione: scegliete voi. (altro…)
Scriviamo questo volantino sollecitati da lavoratori Toro che hanno ascoltato, valutato, aspettato, pazientato…
ADESSO BASTA!
La situazione in cui ci si è ritrovati è veramente ridicola, oltre che preoccupante.
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