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CC2L ISP: IL PRIMO ACCORDO E IL NOSTRO COMMENTO

Il 24 dicembre scorso le OO.SS. e l’azienda hanno firmato la prima parte del rinnovo degli accordi di secondo livello. 

L’intesa arriva dopo l’accordo sul Fondo Sanitario Integrativo, che aumenta sensibilmente la contribuzione degli iscritti per sanare un bilancio non proprio in salute. 

L’accordo di Natale rappresenta un accordo parziale, una piccola parte rispetto ai temi molto più “pesanti” che verranno trattati dopo la presentazione del nuovo piano industriale. 

Nonostante le decine di pagine dei testi che vi alleghiamo, i miglioramenti sostanziali sono limitati e diluiti nel tempo. 

Nel primo degli allegati, c’è il nostro commento critico su merito e metodo di questo accordo, definito “strategico” da chi l’ha firmato…

 

 

 

 

 

ISP_20251224 – lettera a latere Condizioni agevolate_251224_015916

ISP_20251224 Accordo Conciliazione e inclusione_def_251224_015756

ISP_20251224_Accordo Genitorialità DEF ISP_20251224_Accordo Previdenza_251224_015824

ISP_20251224_Accordo quadro CC2L ISP_20251224-Lettera a latere annualità

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

 

 

Un accordo sbilanciato

Il 4 dicembre scorso è stato firmato tra le fonti istitutive un nuovo accordo sul Fondo Sanitario Integrativo del Gruppo. 

Ci dissociamo dal generale plauso positivo che ha caratterizzato i commenti all’accordo. 

La situazione dei conti richiedeva interventi importanti, ma bilanciati tra azienda ed iscritti. 

Si doveva chiedere all’azienda un impegno economico più consistente, straordinario e strutturale, per riportare in equilibrio la situazione.

 Invece a pagare sono prevalentemente i lavoratori attivi e i pensionati, con contributi più elevati a carico anche dei familiari.

 Bisogna discutere anche di questi temi nelle assemblee e cambiare registro per il futuro.

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

 

NUOVO ACCORDO ESODI IN INTESA SANPAOLO

 Nel gruppo intesa Sanpaolo è stato siglato un nuovo accordo sugli esodi, teso a convincere i “recalcitranti” che maturano i requisiti entro il 2026. 

Nell’accordo viene anche inserita una nuova finestra al 31.1.2026 (28.2.2026 per i part-time), per consentire ulteriori uscite ai colleghi che avevano aderito ai precedenti accordi.

 Siamo naturalmente favorevoli al ricambio generazionale, ma il rapporto tra uscite ed ingressi non è equilibrato: chi resta al lavoro faticherà di più. 

Occorre ripensare questo strumento, per vincolare le aziende ad impegni puntuali su assunzioni, sostituzioni e rafforzamento della rete filiali. 

E impedire che le norme pensionistiche peggiorino ulteriormente, costringendo a restare al lavoro lavoratori sempre più anziani ed esauriti.  

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

Quando non funziona niente

 Spesso e volentieri i colleghi della rete (e non solo) si trovano in grandi difficoltà per il mal funzionamento delle procedure e delle risorse tecnologiche a disposizione.

 

La situazione è ancora più imbarazzante quando ci si trova in presenza della clientela, già nervosa e insoddisfatta di suo, per la scarsa qualità del servizio, dovuta al sostanziale disinteresse per le esigenze della rete.

 

Sarà anche per questo che nell’ ”indagine di clima” il 35% dei colleghi sceglie di non rispondere nemmeno e tra quelli che lo fanno il 27% dichiara di voler cercare un altro lavoro.

 

Solo una direzione aziendale ottusa può scegliere di ignorare questi segnali.

 

Occorre un piano di assunzioni accelerato, a fronte delle nuove massicce uscite che si preannunciano, ed un salto organizzativo e tecnologico adeguato a supportare i colleghi nel loro duro lavoro quotidiano.

 

Non si possono pretendere risultati ambiziosi, senza mettere a disposizione un sistema affidabile.


 

Fondo Sanitario GISP meglio le cure della scure

L’Assemblea dei Delegati del 30 giugno ha approvato il bilancio 2024 del Fondo Sanitario di Gruppo.

 

I dati evidenziano una situazione allarmante, che non dipende dalla gestione specifica, ma dalla situazione sanitaria generale del Paese.

 

La crisi della sanità pubblica si riflette in un ricorso molto sostenuto alle prestazioni del Fondo, che rischia di finire fuori rotta.

 

Mentre si taglia sul servizio sanitario, si investono risorse imponenti su riarmo e spesa militare, in piani di lungo periodo.

 

Di questo passo, tutti i fondi sanitari integrativi finiranno in difficoltà: sbaglia chi pensa di risolvere i problemi rifugiandosi nel welfare aziendale!

 

Occorre invertire la rotta e battersi per difendere tutti i servizi pubblici, unico pilastro che può reggere forme integrative sostenibili.

 

Invitiamo a leggere l’intero documento di Bilancio, presente sul sito del Fondo. Ne abbiamo estrapolato i dati principali, che riguardano in particolare gli interessi dei colleghi, attivi e pensionati.

 

La discussione su come intervenire è aperta: noi avanziamo le nostre proposte, per non caricare sempre su lavoratori (attivi o in quiescenza) l’onere dell’aggiustamento.

 

Buona lettura

PVR 2024 e LAVORO AGILE

Come accade ogni anno, la primavera porta in Intesa Sanpaolo la puntuale delusione per i risultati effettivi del Premio di Risultato, decurtato in misura significativa per il successo corale sugli obiettivi commerciali.

 

Il meccanismo applica degli automatismi e quindi il massimale viene “riproporzionato”: lo specchietto per le allodole funziona, a tutto vantaggio di manager ed azionisti.

 

Lo squilibrio di trattamento si registra anche sull’utilizzo del lavoro agile, questa volta penalizzando la rete, a discapito delle strutture centrali.

 

Non si tratta di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri, ma di perseguire obiettivi di cambiamento reale, per correggere squilibri non più sostenibili.  

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

I Global Advisor sono ancora Minotauri

Dopo 8 anni dalla sua introduzione, continua la commedia degli equivoci sulla figura del Global Advisor, metà lavoratore dipendente e metà professionista autonomo.

Una figura professionale in crescita numerica, con l’azienda che vanta ormai 1.300 consulenti in organico con questo contratto ibrido.

Nel 2023 è stata revocato il diritto di richiedere la trasformazione in un contratto a tempo pieno, dopo due anni dall’assunzione.

L’azienda ha deciso unilateralmente, senza accordo sindacale.

I problemi si sono ulteriormente accumulati, ma nessuna reazione è venuta dai “rappresentanti dei lavoratori”.

Ora si rischia di andare verso un nuovo accordo stilato, come sempre, dall’azienda, nel suo esclusivo interesse.

Occorre riportare l’attenzione su questa figura professionale strategica, la cui diffusione punta a minare l’intero sistema delle garanzie contrattuali.

Iniziamo da questo primo intervento, che squarcia il velo sulle tante fandonie che sostengono la narrazione aziendale.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

 

LA COPERTA CORTA DI INTESA SANPAOLO

Sono in uscita a fine febbraio e fine marzo svariate centinaia di colleghi, per adesione al Fondo di solidarietà, in base ai precedenti accordi. 

La situazione di carenza di organico nelle filiali è destinata quindi a peggiorare ulteriormente. 

I numeri sulle assunzioni snocciolati dall’azienda non significano nulla, a fronte dello svuotamento reale degli uffici e delle filiali.

 Anche se i sindacati si dichiarano soddisfatti, per aver fatto entrare in banca la metà di quelli che sono usciti. 

Non è neanche vero, se prestiamo fede ai dati forniti dai loro stessi Centri Studi.

Proviamo a fare il punto nel volantino allegato.

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

Formazione e salute in Intesa Sanpaolo

Lo scorso 4 dicembre sono stati firmati due accordi in Intesa Sanpaolo, sul tema formazione e sorveglianza sanitaria.

Gli accordi ribadiscono diritti già esistenti ed altri di nuova introduzione, sanando almeno in parte un contenzioso pregresso di lunga data.

Resta aperto il problema delle pause per i video terminalisti, cui non si dà risposta neanche in questa occasione.

Più in generale, occorre riportare al centro dell’attenzione l’effettiva esigibilità dei diritti esistenti ed anche da parte dei lavoratori bisogna pretendere il loro rispetto.

Nell’allegato la nostra valutazione.

 

 

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo: come sono caduta in basso

Il 2 dicembre scorso, per la quinta volta in un mese, l’APP di Intesa Sanpaolo è entrata in blocco. 

La cosa più grave è stata la durata, insolitamente lunga, dei tempi di ripristino e la concomitante latitanza dei vertici aziendali, che hanno lasciato la banca (e soprattutto la rete) in balia degli eventi.

Nessuna spiegazione, nessuna direttiva, nessuna assunzione di responsabilità.

Chi sta in alto a chi risponde? Non certo alle pressanti esigenze di una rete operativa che deve dare risposte plausibili e rassicurazioni affidabili ad una clientela esasperata, in preda alla rabbia e al panico.

Vorremmo sperare che, se dovesse ripetersi, i comportamenti manageriali siano più coerenti con gli impegni dichiarati, sulla carta, per proteggere l’azienda nei “recovery disaster”…

 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

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