Le banche stanno comunicando al mercato i risultati raggiunti nel 2025.

 

Emergono dati eclatanti, con le principali aziende che continuano ad inanellare record storici, per il quarto anno consecutivo.

 

I dati dei principali gruppi riflettono le operazioni di consolidamento degli anni precedenti, la riduzione dei crediti deteriorati, il risanamento del sistema avvenuto con pesanti sacrifici dei contribuenti, i salvataggi pubblici a spese dello stato.

 

Ma soprattutto riflettono il taglio dei costi, la chiusura delle filiali, la riduzione del personale, l’aumento dei carichi di lavoro e delle pressioni commerciali.

I frutti sono andati agli azionisti, che hanno goduto di uno straordinario rialzo delle quotazioni e del flusso dei dividendi.

Anche i manager hanno avuto la loro parte, in termini di premi e bonus.

A pagare di più sono stati i clienti e soprattutto i lavoratori: è giusto che adesso siano loro ad essere compensati.

La redistribuzione del valore prodotto deve fare recuperare potere d’acquisto, ma anche ripensare l’organizzazione complessiva, in funzione del benessere lavorativo.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Credito e Assicurazioni

 

 

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