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Ancora una volta ci troviamo a commentare l'ineffabile comportamento dell'azienda a fronte di un accordo appena sottoscritto.
Ci riferiamo all'accordo "indecente" sulle assunzioni in deroga.
L'accordo contemplava due tipi di assunzioni: prima occupazione (poli di L'Aquila, Lecce, Potenza) con giovani destinati ai lavori di back office e nuova occupazione (al momento solo Torino) rivolta a cassintegrati, categorie "svantaggiate", iscritti a liste di mobilità, beneficiari di indennità di disoccupazione involontaria.
Le assunzioni previste per questa seconda tipologia sono un centinaio, destinate a mansioni elencate con precisione: vi risparmiamo la lista, ma si tratta di attività oggi appaltate all'esterno che dovevano essere riportate dentro, uno degli argomenti "forti" dei sostenitori dell'accordo.
Ci giunge notizia che le assunzioni sono in corso (non sappiamo quali sono i criteri di assunzione) e che sono già stati individuati dei "formatori" tra il personale di ISGS, che dovranno prendersi in carico 5 nuovi lavoratori ciascuno per insegnare il lavoro, che consisterebbe nell'esecuzione di bonifici Italia ed esteri.
Se venisse confermata, la notizia sarebbe molto grave: l'adibizione a queste mansioni rappresenterebbe un'immediata e plateale violazione dell'accordo. (altro…)
Qualità del servizio, premi e organizzazione del lavoro in Intesa Sanpaolo.
Adesso è arrivato anche il primo questionario sulla "Customer Satisfaction" con diretto collegamento al sistema incentivante, applicato a livello di filiale: una valutazione inferiore alla media, su questo specifico parametro, può comportare una riduzione del 5%, mentre una valutazione superiore alla media può portare ad un incremento in eguale misura.
Al "Collegato Lavoro" qualche ritocco di facciata… ma l'attacco ai diritti ed alle tutele del lavoratori non cambia
LA LEGGE INFAME VA RITIRATA
Dopo che il Presidente della Repubblica Napolitano non ha firmato il cosiddetto Collegato Lavoro e lo ha rinviato alle Camere, il governo ha apportato qualche modifica, ma la sostanza della legge non cambia, e continua a prevedere numerosi articoli per ostacolare e rendere quasi impossibile il ricorso alla magistratura del lavoro per ottenere giustizia.
Ora viene formalmente escluso il licenziamento come materia di arbitrato, ma restano tutti i nuovi vincoli posti contro la difesa legale del posto di lavoro, limitando i poteri dei giudici nell'esprimersi a favore dei lavoratori e al contrario dando agli "arbitri" graditi ai padroni poteri discrezionali larghissimi.
Il governo, obbedendo agli ordini di Confindustria, ha fatto approvare dai suoi parlamentari la legge 1167, il cosiddetto "collegato lavoro". E' il più vasto attacco contro i diritti di lavoratrici e lavoratori degli ultimi quaranta anni. E' una legge talmente indecente che perfino il Presidente Napolitano l'ha rimandata indietro perché il parlamento la rivedesse.
Berlusconi, Bossi & soci vogliono consegnare il lavoratore, privo di ogni tutela, nelle mani del suo padrone (pubblico o privato).
Infatti il "collegato lavoro":
- permette di licenziare anche senza giusta causa: al massimo il padrone pagherà un modesto indennizzo;
- sostituisce il contratto collettivo di lavoro con i contratti individuali, nei quali il lavoratore potrà "liberamente accettare" salari e condizioni normative peggiori di quelle previste dal contratto ed addirittura dalla legge;
BANCA DEPOSITARIA: GRANDE LOTTA DEI LAVORATORI E LA GRANDE VERGOGNA DI AZIENDA E SINDACATI FIRMATARI
Dopo 4 giornate di sciopero, prolungate astensioni dagli straordinari, cortei e manifestazioni, la vicenda Banca Depositaria è giunta al termine, ma è un esito del quale non possiamo limitarci "a prendere atto".
L'ipotesi di accordo illustrata nelle assemblee dai sindacati trattanti (lunedì quelle indette dalla Falcri, martedì da tutte le altre sigle del primo tavolo) è stata votata, infatti, con esiti eclatanti e sorprendenti. Molti avranno notato il dato anomalo dell'assemblea di Milano del primo tavolo; non solo un esito rovesciato rispetto a Torino, ma anche rispetto all'assemblea del secondo tavolo del giorno prima.
Cosa è successo? I votanti all'assemblea del martedì sono quasi raddoppiati rispetto al giorno prima e in democrazia questo può starci. Ma il problema vero è che tra un'assemblea e l'altra è partita l'offensiva aziendale fatta di incontri e riunioni (a gruppi ed individuali) di alti dirigenti e responsabili per fare pressioni sui lavoratori e dipingere scenari catastrofici nel caso non avessero votato sì all'accordo.
Si può anche sostenere, come ha detto un esponente sindacale del primo tavolo a Torino, che tutto questo è stato ininfluente, ma certo noi ci saremmo sentiti molto imbarazzati a sostenere un accordo che ha trovato questo genere di sponsor. (altro…)
RIDUZIONE DEI ROP E ORARIO POMERIDIANO: CONSUETE IMPROVVISAZIONI.
Partiamo dal tema più facile: dopo, immaginiamo, approfonditi studi l'orario pomeridiano delle filiali diventa uniforme: quelle di Cariparma storiche chiuderanno un quarto d'ora dopo (ed i cassieri beneficieranno di un aumento del 14% dell'indennità di cassa), quelle ex Intesa chiuderanno un quarto d'ora prima.
Dovevano passare quasi tre anni dall'acquisto di 200 filiali ex Intesa per partorire la soluzione più banale, ovvero la riduzione a metà strada (un quarto d'ora) dell'intollerabile differenza di mezz'ora tra l'orario delle filiali Cariparma "doc" e quello delle filiali acquisite? (altro…)
Intesa Sanpaolo. Dopo tre anni dall'avvio della fusione, il Credit Agricole non ha ancora ottemperato all'impegno preso con l'Antitrust di scendere dal 6 al 2% nell'azionariato. Acquisire i 600 sportelli di Cariparma e Friuladria non gli è bastato e per evitare di svalutare la sua partecipazione, la banca francese ha persino fatto un patto di sindacato con Generali, considerato illegittimo dall'Antitrust, Per sciogliere la questione, Intesa Sanpaolo si è impegnata a vendere entro il 30 giugno altri 150-200 sportelli ai francesi, o meglio alla loro partecipata Cariparma. Sembra probabile la cessione della Cassa di Risparmio di La Spezia (76 filiali tra Liguria, Emilia, Toscana) più un altro centinaio di sportelli da individuare (Milano, Roma, Banca dell'Adriatico).
Un altro giro di giostra che sconvolgerà la vita a migliaia di lavoratori del credito, colpevoli soltanto di lavorare in uno sportello messo nel mirino da venditori e acquirenti. (altro…)
Il 12 marzo la Cgil ha indetto uno sciopero generale di quattro ore che, in categoria, la Fisac ha esteso all'intera giornata. Non intendiamo entrare nel merito di uno sciopero indetto da un'altra organizzazione sindacale, ma riteniamo che questa giornata di sciopero torni particolarmente utile per protestare contro il volto sempre più arrogante dell'azienda, come dimostra il vergognoso accordo sulle assunzioni in deroga al Contratto Nazionale (non firmato anche dalla Fisac) e l'intera vicenda di Banca Depositaria, oggi ad un punto cruciale.
Abbiamo raccontato ampiamente questa storia (per chi avesse perso qualche puntata c'è sempre il nostro sito), nella quale i colleghi hanno già dovuto spendere 3 giorni di sciopero. E' una vicenda che riguarda tutti: se la vertenza non finisse positivamente le ricadute sarebbero gravissime, perché verrebbe sancito il diritto dell'azienda di fare quello che vuole, violando accordi ed impegni.
Per questo, abbiamo lanciato la Cassa di Resistenza in appoggio alle lotte passate e future di questi colleghi: contribuire non è solo un atto di solidarietà ma un investimento sul futuro comune di tutti noi. Ricordiamo le coordinate del conto:
Intestato a: Massimo Marcori
ISP – BANCA DEPOSITARIA: UNA GRANDE REAZIONE DEI LAVORATORI. UNA FIGURACCIA INGLORIOSA PER L’AZIENDA
(per la difesa del futuro di tutti noi è stata aperta la Cassa di Resistenza per i lavoratori di Banca Depositaria: invitiamo a sostenere gli scioperanti con un contributo economico. I versamenti vanno fatti sul conto:
IT72 U020 0801 1040 0010 0902 036, intestato a Massimo Marcori.
I quadri sindacali della Cub-Sallca hanno già aperto la sottoscrizione devolvendo l'equivalente di una giornata di lavoro, ma l'iniziativa è di tutti ed invitiamo anche gli altri sindacati a collaborare o lanciare iniziative simili).
E' riuscito molto bene lo sciopero del 15 febbraio dei lavoratori e delle lavoratrici di Banca Depositaria (il terzo), nonostante i tentativi dell'azienda di mettere in piedi le strategie più indecenti per farlo fallire. Quella che vi raccontiamo è la storia di una grande giornata di lotta e di un comportamento aziendale che deve preoccupare tutti i lavoratori del gruppo.

