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Dopo tanti anni di ingiustizia sociale, finalmente il governo Renzi ha scoperto che ci sono lavoratori garantiti e lavoratori senza garanzie e ha deciso, attraverso il “Jobs Act”, di superare questo stato di disuguaglianza inaccettabile: via le garanzie per tutti!!
Il 25 luglio scorso è uscito il consueto studio di Mediobanca sui fondi comuni e Sicav di diritto italiano, a 30 anni dalla loro nascita, avvenuta, come sappiamo, nel 1984. Il rapporto è stato commentato sul Fatto Quotidiano del 30/7 da Beppe Scienza (http://www.ilrisparmiotradito.it/news/216/fondi-comuni-30-anni-di-flop-viva-i-bot-people), noto critico del risparmio gestito e dell’industria dei Fondi, e sul Sole 24Ore Plus del 23/8.
I dati restituiscono un quadro impietoso della situazione e come lavoratori del settore sappiamo parecchio della gestione del risparmio in Italia: è nostro pane quotidiano, fonte primaria del nostro reddito, oggetto di riflessione pratica ed etica. Occorre quindi ragionare con realismo, sapendo di partire da una posizione scomoda. Stretti, come siamo, tra politiche aziendali di riduzione dei costi, pressioni commerciali su budget individuali martellanti, attacco all’occupazione del settore, diventa arduo restare lucidi di fronte ad una critica così pesante al nucleo del nostro lavoro.
Il 1984 è l’anno del big strike, il grande sciopero dei minatori in Gran Bretagna, di cui ricorre il trentennale. Il governo Thatcher scelse di privatizzare il settore dell’energia e nel contempo di scardinare il potente movimento sindacale britannico, colpendo la categoria più forte…i minatori.
DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
Anzitutto ricordiamo che il recente accordo sugli esodi riguarda MPS ed al momento nulla è previsto per Fruendo.
Le trattative per il rinnovo del CCNL sono state aggiornate al 18 settembre, data del prossimo incontro in calendario. La pausa estiva è frutto anche della riorganizzazione interna di Abi, dove a dirigere il Comitato affari sindacali e del lavoro, dopo l’uscita di scena di Francesco Micheli, è stato chiamato Alessandro Profumo.La sua nomina è stata accolta con manifestazioni di apprezzamento da parte dei sindacati del primo tavolo; non ci sentiamo di unirci a questo coro, ripensando al curriculum di Profumo. Circa due anni fa, infatti, il top manager è stato allontanato, con poca gloria ma ricca liquidazione (40 milioni di Euro, parte della quale contestata nella sua legittimità dal perito della Procura di Roma a seguito di un esposto dell’Adusbef), dalla guida di Unicredit: un defenestramento che ci pare avesse qualche fondata motivazione. (altro…)
DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
Pubblichiamo l’accordo sul premio speciale “una tantum”.
L’azienda ha tenuto a precisare che non si tratta del Vap, per il quale non ci sarebbero state le condizioni. Noi a nostra volta aggiungiamo che tale atto di “generosità” rientra nell’ambito delle trattative su esuberi e “inefficienze retributive” (in cui rientrava la manovra sui premi del 25° e 35° anno di servizio, per la cronaca, temi su cui abbiamo già scritto e commentato).
Il premio (ora “premio straordinario”) è confermato in termini sostanzialmente analoghi all’anno scorso, ovvero:
erogazione una tantum e a stralcio di una somma di 840 euro lordi con la busta paga di NOVEMBRE (l’anno scorso era a ottobre);
possibilità di percepire in alternativa 1.140 euro (utilizzabili da gennaio 2015) sul conto welfare oppure una somma analoga sulla propria posizione pensionistica di previdenza complementare, se presente.
Importante: come avvenuto l’anno scorso, in mancanza di scelte da parte del dipendente verrà effettuato l’accredito su conto welfare. Per ricevere il pagamento in busta bisogna segnalare a portale, nella sezione welfare, la propria rinuncia entro e non oltre il 31/10.
Visto il periodo estivo, torneremo sul tema con qualche dettaglio per spiegare che, per chi non ha convenienza ad usare il conto welfare, la scelta del premio in denaro non è negativa come può apparire a prima vista. Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti
DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
Prendiamo spunto da un comunicato dei sindacati firmatari che rileva un cambiamento dell'orientamento aziendale dopo che una collega ha ricevuto una lettera di licenziamento per negligenza grave (e non per atto doloso!) per ribadire alcune norme comportamentali in caso di apertura di procedimenti disciplinari:
- avvisare subito un nostro rappresentate appena ricevuta la comunicazione, evitando di assumere iniziative in proprio;
- non firmare mai nulla senza assistenza sindacale: anche in caso di verifiche preliminari, ad opera di servizi ispettivi o altre funzioni aziendali, dare le spiegazioni del caso a voce, senza firmare nessun verbale;
- alla lettera che comunica l'avvio di un provvedimento disciplinare va risposto entro 5 giorni di calendario: è sufficiente (dopo averci avvisati) scrivere che si vuole essere sentiti con l'assistenza di un nostro rappresentante sindacale. Siamo assolutamente legittimati a fornire questa assistenza alla pari (forse anche meglio) di tutte le altre organizzazioni sindacali.
La campagna di raccolta firme tra tutte le lavoratrici e i lavoratori, per modificare gli accordi del 28 maggio scorso, non votati e quindi non approvati, è partita con i presidi di Milano Deruta e Roma Aldobrandeschi.
Centinaia di colleghe e colleghi hanno già firmato, per tentare di aumentare le garanzie di salvaguardia in caso di cessione ulteriore di ramo d’azienda e per ripristinare le corrette modalità di fruizione delle ferie e delle ex festività (che gli accordi di maggio stravolgono anche contra legem!). Nei mesi di agosto e settembre continueremo la raccolta, con ogni mezzo: chi non ha ancora scelto di firmare è ancora in tempo per farlo! Non si tratta solo della modifica del testo degli accordi, c’è molto di più in gioco: dobbiamo far capire all’Azienda e ai sindacati (firmatari, senza approvazione della base rappresentata), che non è accettabile far piovere sulle teste dei lavoratori simili accordi, con pesanti ripercussioni sulla vita lavorativa, senza prima porli alla votazione e eventuale approvazione dei dipendenti coinvolti.
In questi giorni la direzione aziendale sta organizzando incontri con le lavoratrici e i lavoratori destinati al trasferimento autunnale nel neonato Consorzio Business Partners Italia.
Come tutti sappiamo da marzo a maggio la direzione non ha spiegato un bel niente circa le motivazioni reali di tale scelta, non ha approfondito le modalità operative e non ha chiarito i presupposti vantaggi economici e organizzativi relativi alla costituzione del Consorzio.
Si è riunito in data 16.07.2014 il Consiglio d’Amministrazione della Cassa di Previdenza Sanpaolo.
Il primo compito che il nuovo Cda si trovava ad affrontare era naturalmente l’elezione del Presidente e del Vice-Presidente per il triennio 2014-2016.
Visto che la Presidenza spetta per Statuto ad un rappresentante designato dall’azienda, restava da eleggere quale Vice-Presidente un consigliere della componente elettiva del Cda. Per numero di voti, esperienza e competenza, la carica sarebbe dovuta andare a Cinzia Rey, eletta dai lavoratori su proposta della Cub-Sallca con 2053 voti (38% dei consensi). La nostra richiesta era legittima: Cinzia è al terzo mandato, è la più votata, gode di unanime stima e considerazione.

