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Comunicato stampa Nazionale
Comunicato stampa sulla manifestazione di Torino
Video della CUB Piemonte sulla manifestazione del 9 novembre 2007
Le politiche di concertazione continuano a produrre disastri.
Gli accordi su pensioni e welfare non solo non rappresentano il promesso "punto di svolta", ma peggiorano ulteriormente le cose. Cgil-Cisl-Uil, ancora una volta, tradiscono anni di lotte, vittime della sindrome del governo amico.
L'insieme dei movimenti sociali e dei sindacati di base che si oppongono a questa deriva è però sempre più forte ed autorevole e chiama le lavoratrici ed i lavoratori a scendere direttamente in campo, rifiutando la rassegnazione.
Invertire la tendenza si può, per riparare a 15 anni di concertazione sindacale che hanno distrutto progressivamente le conquiste e i diritti del lavoro dipendente
Organizzati con la C.U.B, lavoriamo insieme per costruire un sindacato indipendente da partiti, governi, aziende, dalla parte dei lavoratori e dei pensionati!
Riteniamo ormai inutile ribadirlo, ma lo sciopero è stato regolarmente indetto
(con fax ad Abi ed Ania del 22-10-07) e possono farlo tutte le lavoratrici ed i lavoratori.
La consultazione di Cgil-Cisl-Uil su pensioni e stato sociale si è conclusa con la vittoria dei sì.
Persino in un settore come quello bancario, dove alcune verifiche e controlli potevano essere effettuati, ci arrivano segnalazioni indignate, da parte di molti lavoratori, sulla scarsa trasparenza (usiamo un pietoso eufemismo) delle operazioni di voto.
La Cub non ha certo atteso i dati per denunciare la truffa di questa consultazione, prendendo una posizione pubblica per il boicottaggio (anche se, come abbiamo scritto, non c'erano impedimenti a votare no, per chi voleva farlo) di una consultazione truccata nelle modalità assembleari (relatori solo a favore, per cui, nelle assemblee dove non vi era qualcuno in grado di articolare un intervento contrario, i lavoratori non potevano ascoltare un contraddittorio) e nelle procedure di voto (urne gestite solo dagli apparati a favore e l'incredibile dato, ancor meno controllabile, dei pensionati, che hanno votato a favore al 99,50%!!!! Una volta si sarebbe detto percentuale bulgara, se non fosse che oggi i bulgari votano in modo sicuramente più democratico).
Il 14 febbraio 2007 i deputati Burgio, Zipponi, Pagliarini, Ferrara, Rocchi, Provera, De Cristofaro hanno presentato una proposta di legge per la modifica all'articolo 2112 del codice civile in materia di mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento d'azienda o di ramo d'azienda che in sostanza renderebbe obbligatorio il consenso del lavoratore in caso di trasferimento di ramo d'azienda.
L'appello per una rapida approvazione della proposta di legge 2261 è un'iniziativa del combattivo Giorgio Zanutto, RLS di Falcri Carive.
Come Segreteria Sallca abbiamo deciso non solo di sottoscrivere l'appello ma di rilanciarlo in categoria sull'intero territorio nazionale, raccogliendo in breve tempo il maggior numero possibile di adesioni.
TI CHIEDIAMO PERTANTO DI ADERIRE ALL'APPELLO, MANDANDOCI UN OK VIA MAIL O COMUNICANDOLO PERSONALMENTE AI CONSUETI RIFERIMENTI DEL SALLCA.
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Vi inviamo la lettera pubblica che i lavoratori di VODAFONE di NAPOLI hanno inviato al Presidente della Repubblica venerdì scorso in occasione dello sciopero nazionale del Gruppo e della manifestazione di Roma.
Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano
(Lettera aperta al presidente della repubblica)
Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano, da figlio ripudiato di questa italietta in cui i potenti sono sempre piu` potenti, e se provi a ribellarti hanno pure tutte le leggi dalla loro parte per metterti il bavaglio.Io dipendente dell'azienda Vodafone assieme ad altri 913 avevamo un contratto a tempo indeterminato, lo avevamo fino allo scorso 17settembre, quando l'amministratore delegato dell'azienda ha annunciato la cessione a Comdata e sue CONTROLLATE del settore nel quale lavoriamo, si sono tranquillamente venduti un settore assieme alle nostre 914 vite, assieme alle nostre 914 famiglie. (altro…)
Boicottiamo il referendum truffa del 8-9-10 ottobre indetto per legittimare la firma di cgil-cisl-uil all'accordo del 23 luglio.
Dopo aver firmato con governo e padronato il protocollo del 23 luglio cgil-cisl-uil vogliono ora con una consultazione, che non ha alcun valore vincolante, il cui risultato è già deciso, legittimare con una falsa democrazia una intesa in cui hanno vinto banchieri, confindustria e governo e perso lavoratori, precari e pensionati.
Assistiamo all'ennesima consultazione-truffa perché hanno già firmato e non cambierà niente. Viene proposta una consultazione senza regole e nessuna garanzia di regolarità.
Per discutere con i lavoratori "ceduti"
i contenuti di una loro piattaforma rivendicativa e
delle eventuali forme di mobilitazione ci troviamo:
Lunedì 15 Ottobre – alle ore 18
a Torino, in Corso Marconi 34
La ripresa settembrina in Intesa Sanpaolo è iniziata con la vendita di 198 sportelli richiesta dall'antitrust, lavoratori inclusi. I mercanti di carne umana sono ritornati al lavoro subito dopo le ferie…
L'asta competitiva ha premiato il consorzio che ha messo sul piatto il carico d'oro più pesante, nella fattispecie 1,9 miliardi di euro in contanti. La Carige paga 995 milioni per 78 sportelli (12,7 milioni a sportello), la Banca Popolare di Bari 181 milioni per 43 sportelli (4,2 milioni a sportello), il Credito Valtellinese 395 milioni per 35 sportelli (11,2 milioni a sportello), Veneto Banca 328 milioni per 42 sportelli (7,8 milioni a sportello).
Al giorno d'oggi entrare in banca è diventato sempre più rischioso: non è più come una volta! Adesso se anche si è disposti a lasciare la borsa, non è detto che si riesca a riportare a casa la pellaccia!!!
Già, perché ormai gli sportelli bancari non sono più come un tempo (o come li vediamo ancora in molti telefilm americani): con la loro brava guardia chiusa nella bussola a controllare "chi viene e chi va". No! Ora troppi istituti di credito appaiono semmai come veri e propri supermercati (non ci saranno le porte scorrevoli ma poco ci manca…).
E tutto ciò avviene nonostante il numero complessivo delle rapine in Italia sia costantemente in ascesa negli ultimi anni (pare che in questa, seppur poco invidiabile, specialità siamo riusciti ad essere in vetta alle classifiche europee!) al punto che spesso i giornali non riportano nemmeno più la notizia del loro verificarsi.
Il 28 giugno scorso, Torino e provincia sono state il cuore e l'epicentro dell'indubbio successo che ha avuto lo sciopero generale di Gruppo, indetto dal Sallca-Cub, per contrastare le pesanti ricadute del processo di fusione.
In Area più di 50 filiali chiuse e molte altre funzionanti a scartamento ridotto, presenze dimezzate nelle sedi, oltre un migliaio di lavoratrici e di lavoratori in sciopero e un dato di assenti per ferie abnorme per un giorno infrasettimanale il che, in qualche modo, ha dimostrato la voglia di tanti di dare comunque un contributo, malgrado le pressioni dell'azienda e delle burocrazie sindacali.
I dati della Covip confermano che è fallita l'operazione di trasferire il Tfr ai fondi pensione e l'obiettivo di sostituire con i fondi privati la previdenza pubblica.
Nonostante le ingente risorse economiche e il sostegno di larga parte dei mezzi di Informazione e di Cgil/Cisl/Uil in una campagna a senso unico, le adesioni sul numero dei lavoratori interessati sono state circa il 5% ai fondi chiusi e circa il 2,5% ad altre forme.
Anche questi dati confermano l'esigenza e l'urgenza del rilancio della previdenza pubblica. (altro…)
Sin dal primo giorno abbiamo osteggiato, e continueremo a farlo, la decisione del gruppo Intesa Sanpaolo di cedere all'asta 25 sportelli delle province di Caserta e di Napoli.
Adesso che è noto il nome dell'acquirente, la Banca Popolare di Bari, la nostra contrarietà è ancor più netta. Se si fosse trattato di un altro grande Istituto di credito, le garanzie sarebbero state maggiori per tutti: per i lavoratori innanzi tutto, ma anche per gli utenti e, quindi, per i territori in cui questi sportelli insistono.
Vale la pena ricordare che tra i 25 sportelli ceduti ci sono quelli di Casal di Principe e di Casapesenna, comuni del casertano tristemente noti in quanto rappresentano il regno incontrastato dei "casalesi", uno dei più feroci clan camorristici del Mezzogiorno. Gli sportelli di Casal di Principe e di Casapesenna, rappresentano l'unica realtà creditizia di quei comuni e, presumibilmente, qualche cliente di quelle agenzie ha una fedina penale non immacolata per cui, sempre presumibilmente, alcuni proventi di traffici illeciti transitano sui conti di quegli sportelli. (altro…)

