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DA SEGRETERIA NAZIONALE CUB SALLCA
Come annunciato, postiamo il nostro commento articolato al recente accordo del Gruppo Ubi Banca.
Vi chiediamo uno sforzo per leggere un documento necessariamente lungo: nel caso stampatelo e leggetelo con calma.
E' indispensabile in questa fase il massimo di attenzione e partecipazione dei lavoratori.
L'accordo prefigura un percorso a tappe, dove ogni passaggio ulteriore sarà più doloroso del precedente. E' un accordo che arriva dopo un rinnovo del CCNL pesante e prima di una nuova e ancora più pesante offensiva dell'Abi, annunciata già sui mezzi d'informazione per l'anno che verrà.
Non possiamo permetterci il binomio disattenzione/rassegnazione.
E' necessario mettere in campo una categoria informata e combattiva: noi facciamo del nostro meglio, ma serve la vostra collaborazione attiva.
Il 1° gennaio 2013 è la data prevista per l'avvio dell'operatività di Carige Italia, ma, ad oggi, non è ancora stato raggiunto un accordo in merito alle ricadute in termini di carichi di lavoro, organizzazione e norme integrative. Su quest'ultimo aspetto le OO.SS. firmatarie, nell'ultimo comunicato, si sono limitate ad affermare che "…l'Intersas ha ribadito che ai colleghi di Banca Carige Italia dovrà essere applicato il CIA Carige e tutte le intese ad esso collegate".
Dato che in Carige non esiste un Accordo Quadro che tuteli i lavoratori e le lavoratrici in casi come questo, le domande che si pongono i colleghi/e sono molteplici: verrà applicato anche in Carige Italia il Contratto Integrativo esistente? Che cosa succederebbe se un domani Carige Italia venisse ceduta (in tutto od in parte?) Cosa succederebbe se si creassero degli esuberi?
Verrebbero riassorbiti a livello di Gruppo? (o ogni banca farebbe "regno a sé stante")? Quali saranno i livelli di pressione commerciale in Carige Italia? Che fine farà il Premio di Produttività per i colleghi delle diverse Banche del Gruppo ? (altro…)
Viviamo un momento storico cruciale. La crisi dovuta ad un debito pubblico da ripagare con una moneta che non ci appartiene e su cui non abbiamo sovranità, l'EURO, ci sta travolgendo. Le politiche di austerity del governo, dagli apparenti buoni propositi, non fanno che aggravare la recessione colpendoci come cittadini in maniera inaudita. La riforma Fornero ci ha allungato la vita lavorativa e ne ha aumentata l'aleatorietà.
Le banche, complice lo spread, la sfiducia generale, l'impoverimento sociale, chiudono, alimentando il circolo vizioso, i rubinetti del credito: fanno utili col trading e la liquidità della BCE e scaricano la colpa di bilanci inferiori alle (loro) aspettative e dei provvedimenti governativi sulle nostre, già cariche, spalle. (altro…)
Cresce tra molti colleghi l'irritazione per l'ennesimo accordo firmato in piena notte e la richiesta di dare battaglia in assemblea, ma questa volta non basterà dire NO.
Rispetto a quanto avvenuto con il CCNL la situazione è più complicata perché le assemblee arrivano a giochi fatti e sotto il ricatto del licenziamento degli apprendisti; inoltre tecnicamente l'accordo è già valido essendo stato firmato da sindacati che rappresentano più del 50% degli iscritti (art. 26 accordo di rinnovo del CCNL) e la "consultazione certificata", come già dimostrato per il CCNL, è una burla perchè alcuni giocatori (i sindacalisti firmatutto) sono anche gli arbitri della partita.
Eppure mai come questa volta deve arrivare una risposta decisa dai lavoratori. (altro…)
Le gravi conseguenze sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori del Credito, causate dalle pesanti scelte delle banche, sono ormai evidenti a tutti.
L'ultimo CCNL, firmato in pochi giorni, imposto dall'ABI alle segreterie nazionali delle OO.SS. con il doppio ricatto, "crisi da affrontare + occupazione giovanile da sviluppare", sta già mostrando tutte le sue dolorose implicazioni (blocco degli automatismi, taglio delle voci economiche per il computo del TFR, ecc..) senza il verificarsi della tanto sbandierata "nuova occupazione".
MPS, UNICREDIT, INTESA SANPAOLO e tutte le altre banche stanno chiudendo sportelli, esternalizzando attività, applicando nel modo più pesante e becero la flessibilità operativa (sia funzionale che geografica) e stanno mandando a casa la stragrande maggioranza dei ragazzi assunti con contratto a tempo determinato.
(altro…)
Un nostro collega licenziato nel 2010 da Intesa Sanpaolo, ha vinto il ricorso ed il Tribunale di Napoli ha deliberato il reintegro nel posto di lavoro. Questi i fatti.
Verso la fine del 2009, a seguito di una ispezione presso la filiale in cui il collega prestava servizio, veniva accertato che lo stesso provvedeva a richiamare effetti a carico del medesimo cliente presso il notaio, anche senza la necessaria provvista di fondi. Dopo un po' di tempo, acquisita la disponibilità, il cliente provvedeva a pagare il dovuto. (altro…)
Cucchiani, Micheli e Mc Kinsey portano a spasso i sindacati "trattanti" per oltre tre mesi, poi li mettono all'angolo e vincono per MANIFESTA SUPERIORITA'.
Le lavoratrici ed i lavoratori di questa banca devono reagire prontamente all'avvilimento ed al senso di impotenza.
Attenzione! LA PARTITA "ESUBERI" È TUTTA DA GIOCARE e lo faranno ora che sono state smantellate gran parte delle tutele che ancora avevamo e che è stato sancito il principio che "i conti" li dobbiamo far quadrare noi.
L'accordo siglato il 19/10 dopo cinque mesi di menate è la sintesi di tutto ciò che la nostra organizzazione combatte: il ricatto occupazionale, la messa in discussione dei diritti pregressi, la regressione sociale spacciata come esempio di solidarietà intergenerazionale, la difesa dei profitti costruita sui sacrifici imposti alle "risorse umane".
La trattativa che si svolge ai piani alti taglia fuori i lavoratori da ogni discussione e dalla possibilità di decidere sul proprio futuro.
Per questo la CUB-SALLCA organizza un'assemblea dei lavoratori sulla vertenza Intesa Sanpaolo
ORE 17,30-20,00
CINEMA TEATRO CUORE
Torino – Via Nizza 56 (Metrò Nizza)
Partecipate numerosi e fate girare: l'assemblea E' APERTA A TUTTI I LAVORATORI DEL GRUPPO INTESA SANPAOLO, anche non iscritti al Sallca.
Sta per partire la raccolta firme su due temi, uno meno conosciuto e l'altro ben noto.
Il primo quesito riguarda la contrattazione collettiva e chiede l'abrogazione dell'articolo 8 del decreto legge del 13 agosto 2011, n. 138, (titolato "Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo"), poi convertito in legge.
Si tratta della norma che, in buona sostanza, consente di fare accordi aziendali peggiorativi del contratto nazionale e, in alcuni casi, persino di derogare alle norme di legge.
Venne approvata sotto il governo Berlusconi ma il ministro Fornero è una convinta fan della legge.
Oggetto: Incontro al Lingotto con i manager del gruppo.
Apprendiamo dalla lettura dei giornali che, nel corso della riunione al Lingotto con circa 1.000 manager del gruppo, tenutasi il 4 ottobre, lei, tra le altre cose, avrebbe affermato (citiamo da La Stampa del 5 ottobre): "dobbiamo essere una banca di riferimento a livello europeo in termini di performance, solidità, qualità del servizio, professionalità, motivazione e senso di appartenenza".
Forse lei stava parlando di un'altra banca?
Qualità del servizio? Chiudendo 1.000 sportelli in modo indiscriminato, ben oltre criteri razionali di riorganizzazione? Attraverso pressioni commerciali pesanti e procedure lavorative cervellotiche ed insensate?

