Viviamo tempi terribili, con violazione di ogni regola del diritto internazionale, attacchi terroristici per rapire od uccidere capi di stato stranieri, genocidi mai realmente interrotti, bombardamenti di massa, rischio di guerra globale e di caos sistemico.

Le prime vittime della guerra sono le popolazioni civili, le persone indifese, le più fragili e le più esposte.

Tra di esse sicuramente le donne.

È per questo che, anche in questo scenario, non dobbiamo lasciare in ombra la ricorrenza dell’8 marzo, che non è solo una Festa, ma una giornata di lotta, di mobilitazione e di rivendicazione.

Oltre alla “ordinaria” situazione di discriminazione, alla lunga teoria dei femminicidi, all’attacco alle loro conquiste, alle violenze cui sono esposte quotidianamente le donne in casa e sul lavoro, ci sono sempre nuovi motivi per indignarsi: di recente è stato il Decreto Bongiorno a meritarsi questo discutibile primato.

Ne parliamo nel documento allegato, che vi invitiamo a leggere nella sua interezza. 

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Credito e Assicurazioni

 

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