Entro la fine di maggio scade il termine per aderire o meno al Lecoip. 
Ogni anno la primavera coincide con la fase eccitante del pagamento del PVR e ogni 4 anni anche con la presentazione di una nuova versione del Lecoip. 
A fronte di utili aziendali stellari, dividendi agli azionisti sempre più corposi e premi ai manager succulenti, le cifre destinate ai dipendenti restano sottodimensionate. 
A fronte di aumenti modesti, di anno in anno vengono varati piani sempre più complicati e sempre meno trasparenti. 
Il vecchio VAP era più semplice e spesso paga di più, nelle banche dove ancora resiste (quasi tutte). 
Il PVR ha sventagliato gli importi e premia soprattutto le figure gerarchiche, mentre i normali lavoratori incassano in proporzione meno di prima. 
Il LECOIP è costruito sugli stessi presupposti, usa la leva finanziaria per coinvolgere i dipendenti nell’adesione alla logica aziendale. 
Sono strumenti divisivi. Nell’allegato le nostre riflessioni.

 

 

 C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Gruppo Intesa Sanpaolo

 

 

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