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SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE

La CUB Sallca aderisce allo sciopero indetto dalla CUB e da tutti i sindacati di base per l’intera giornata del 28 novembre.

 

Lo sciopero riprende la mobilitazione dei mesi scorsi contro il genocidio a Gaza e l’apartheid israeliano in Palestina, ma vuole andare oltre.

 

Vogliamo contrastare le politiche di riarmo che ci stanno portando rapidamente ad un concreto rischio di guerra, non solo in paesi lontani, ma nella “nostra” Europa.

 Vogliamo batterci contro la legge di bilancio del governo Meloni, che protegge i soliti interessi clientelari, gli evasori, le rendite, i profitti.

 Non fa niente per assicurare una redistribuzione dei redditi, attraverso una vera riforma fiscale, che abbassi la pressione su stipendi e pensioni. 

Non tassa i grandi profitti, le ricchezze, i patrimoni, non restituisce tutele al lavoro, non punta a far crescere l’economia, il benessere, il futuro dei giovani.

 Lo sciopero è indetto con il rispetto dei preavvisi previsti dalla legge, seguiranno ulteriori comunicazioni sulle manifestazioni previste nella giornata del 28 novembre.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A. Credito e Assicurazioni

Quando non funziona niente

 Spesso e volentieri i colleghi della rete (e non solo) si trovano in grandi difficoltà per il mal funzionamento delle procedure e delle risorse tecnologiche a disposizione.

 

La situazione è ancora più imbarazzante quando ci si trova in presenza della clientela, già nervosa e insoddisfatta di suo, per la scarsa qualità del servizio, dovuta al sostanziale disinteresse per le esigenze della rete.

 

Sarà anche per questo che nell’ ”indagine di clima” il 35% dei colleghi sceglie di non rispondere nemmeno e tra quelli che lo fanno il 27% dichiara di voler cercare un altro lavoro.

 

Solo una direzione aziendale ottusa può scegliere di ignorare questi segnali.

 

Occorre un piano di assunzioni accelerato, a fronte delle nuove massicce uscite che si preannunciano, ed un salto organizzativo e tecnologico adeguato a supportare i colleghi nel loro duro lavoro quotidiano.

 

Non si possono pretendere risultati ambiziosi, senza mettere a disposizione un sistema affidabile.


 

Parere legale sullo sciopero del 3 ottobre

Qui di seguito il parere legale di un avvocato giuslavorista, interpellato sullo sciopero del 3 ottobre:

”La situazione è la seguente : nell’impiego privato nonché in quello pubblico non riguardante servizi pubblici essenziali non v’è nessun vincolo e nessuna possibilità di sanzioni agli scioperanti (ad eccezione di situazioni particolari che in specifiche aziende le organizzazioni sindacali conoscono laddove deve essere comunque garantita la salvaguardia degli impianti).

Nei servizi pubblici essenziali disciplinati dalla legge 146 del 1990 ed integrazioni e modifiche, non v’è dubbio che la proclamazione di sciopero generale effettuata da Cgil, USB e CUB sia in violazione della procedura e dei termini della legge. Il richiamo al comma 7 dell’art.2 della legge che permette lo sciopero senza rispettare la procedura in caso di rischio per l’ordine costituzionale oppure di rischio per la sicurezza dei lavoratori è in verità un alibi che abbiamo individuato -altri non ce ne sono- ma che difficilmente reggerebbe in giudizi di impugnativa delle sanzioni disposte dalla Commissione di Garanzia. Cgil, USB e CUB hanno deciso di assumersi il rischio e l’onere delle sanzioni economiche in loro danno.

I lavoratori astrattamente rischierebbero una sanzione disciplinare (da richiamo a multa a sospensione da lavoro e retribuzioni per massimo dieci giorni ma in molti settori di entità inferiore poiché così previsto dai ccnl) però l’applicazione di sanzioni direttamente ai lavoratori è improbabile soprattutto se l’adesione allo sciopero dovesse essere significativa. Invece la sanzione amministrativa fino a mille euro è comminabile al singolo lavoratore solo in caso di inosservanza della precettazione da parte del Prefetto o del Ministero. Precettazione che di solito riguarda solo il settore dei trasporti (aereo, ferroviario, pubblico locale). Cgil, USB e CUB a tal proposito hanno deciso di dare indicazione ai lavoratori di non violare l’eventuale precettazione che dovesse intervenire.”

Cub S.A.L.L.C.A.

 

 

Sciopero 3 ottobre

Nella serata del 1^ottobre è stato indetto uno sciopero per la giornata del 3 ottobre per la situazione a Gaza ed il blocco della Global Sumud Flotilla.

Ad indire lo sciopero sono stati i sindacati CGIL – CUB – COBAS – USB. In precedenza, era stato indetto uno sciopero per la stessa giornata anche dal sindacato SI-COBAS.

Nel settore privato non ci sono dubbi sulla legittimità dello sciopero, così come nei settori esclusi dall’applicazione della Legge 146/90. Il settore assicurativo ad esempio non ha alcuna limitazione.

Il settore bancario invece è sottoposto alla Legge 146/90 e quindi nel corso della giornata si sono susseguite varie notizie contraddittorie rispetto al rischio di subire sanzioni economiche ed amministrative, oppure provvedimenti disciplinari.

La Commissione di Garanzia si è espressa, ritenendo illegittimo lo sciopero indetto senza preavviso di 10 giorni, ma il governo si è astenuto dal precettare i lavoratori. Questo dovrebbe evitare sanzioni ai lavoratori in sciopero, limitando le sanzioni alle organizzazioni sindacali.

 

I sindacati hanno confermato lo sciopero, sostenendo che le motivazioni con cui è stato indetto sono adeguate. Intendono impugnare il parere della Commissione e portarla in giudizio.

 

La conclusione è che l’adesione allo sciopero in forma partecipata e diffusa riduce il rischio di sanzioni, che comunque possono eventualmente essere impugnate legalmente.

Quindi non facciamoci intimidire, partecipiamo allo sciopero e cerchiamo di ribaltare le interpretazioni restrittive sulle nostre libertà costituzionali.

CUB S.A.L.L.C.A.

Manifestazione nazionale a sostegno della Palestina

Dopo la grande giornata di lotta del 22 settembre, che ha visto una forte adesione allo sciopero generale indetto dal sindacalismo di base e una imponente partecipazione alle manifestazioni in piazza e nei cortei, la mobilitazione non si ferma.

 

Man mano che la Global Sumud Flotilla si avvicina a Gaza per portare soccorso, viveri, farmaci, la minaccia di interventi aggressivi da parte dell’esercito israeliano sale di livello. Stanotte stessa si paventa un contatto imminente.

 

Soltanto la solidarietà internazionale e una costante attenzione mediatica possono fare desistere il governo israeliano da gesti pericolosi e letali.

 

È importante quindi che resti alta la disponibilità a scendere in piazza e scioperare non appena si profila una minaccia o un attacco alla flottiglia.

 

Intanto però si sta organizzando una grande manifestazione a Roma a sostegno della popolazione palestinese sotto attacco, con pullman da tutto il paese, per sabato 4 ottobre. Il corteo partirà da Porta Sanpaolo alle 14.30 e si concluderà in Piazza San Giovanni.

 

Chiediamo a tutti coloro che possono contribuire, soprattutto a coloro che non possono partecipare personalmente, oppure ai pensionati che non hanno subito trattenute con lo sciopero del 22 settembre, di aiutarci a finanziare l’organizzazione della manifestazione.

 

Le offerte, libere, possono essere accreditate con bonifico sul conto: IT02T0306909606100000116036 intestato CUB-SALLCA

 

Giù le mani dalla flottiglia, fermiamo il genocidio, aboliamo la guerra!

SCIOPERO GENERALE 22 SETTEMBRE. LE MANIFESTAZIONI PREVISTE

La CUB-SALLCA ha aderito allo sciopero per Gaza e contro tutte le guerre, indicendolo nel settore delle banche e delle assicurazioni, per lunedì 22 settembre, per tutto il giorno.

La proclamazione di sciopero di CUB-SGB-ADL Varese è stata trasmessa entro i termini (ore 17 di venerdì 11 settembre scorso) all’ABI, all’ANIA, alla FEDERCASSE e singolarmente a tutte le principali banche ed assicurazioni italiane (con esclusione del Monte dei Paschi di Siena, per un disguido tecnico).

I lavoratori del settore che aderiranno allo sciopero sono pienamente coperti e la responsabilità di eventuali disagi, disservizi, danni e denunce da parte dell’utenza sono totalmente a carico di quelle aziende che non hanno esposto i preavvisi entro i termini previsti dalla legge.

Qualunque informazione difforme è totalmente priva di fondamento.  

Invitiamo quindi ad astenersi dal lavoro nella giornata di lunedì e partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno in tutto il Paese.

Qui di seguito i principali punti di ritrovo, noti al momento:

 

Bergamo: ore 18:00 Prefettura Via Tasso

Torino: ore 10:30 Piazza Carlo Felice

Trieste: ore 10 al Varco 4 del Porto

Milano: ore 10:00 Piazzale Cadorna

Novara: ore 10:00 Piazza Matteotti

Pisa: ore 9:00 Piazza XX Settembre

Ancona: ore 17:30 Mole Vanvitelliana

Pescara: ore 10:00, Piazza Sacro Cuore

Livorno: ore 6:00 porto, Varco Valessini

Civitavecchia: ore 9:30 Porto, Molo Vespucci

Roma: ore 11:00 Piazza dei Cinquecento

Napoli: ore 9:30, Piazza Mancini

Lecce: ore 10:00, Piazza Sant’Orazio

Ragusa: ore 10:00, Piazza Matteotti

 

Bisogna scioperare, ma anche scendere in piazza, farsi vedere e urlare la nostra rabbia e la nostra indignazione per quello che sta succedendo.

Volantino allegato.

 

 

 

 

 

 

LA SEGRETERIA CUB-SALLCA

SCIOPERO GENERALE 22 SETTEMBRE

La CUB-SALLCA ha aderito allo sciopero per Gaza e contro tutte le guerre, indicendolo nel settore delle banche e delle assicurazioni, per lunedì 22 settembre, per tutto il giorno.

 

La proclamazione di sciopero di CUB-SGB-ADL Varese è stata trasmessa entro i termini (ore 17 di venerdì 11 settembre scorso) all’ABI, all’ANIA, alla FEDERCASSE e singolarmente a tutte le principali banche ed assicurazioni italiane (con esclusione del Monte dei Paschi di Siena, per un disguido tecnico).

 

I lavoratori del settore che aderiranno allo sciopero sono pienamente coperti e la responsabilità di eventuali disagi, disservizi, danni e denunce da parte dell’utenza sono totalmente a carico di quelle aziende che non hanno esposto i preavvisi entro i termini previsti dalla legge.

 

Qualunque informazione difforme è totalmente priva di fondamento.  

 

Invitiamo quindi ad astenersi dal lavoro nella giornata di lunedì e partecipare alle manifestazioni che si svolgeranno in tutto il Paese.

 

Qui di seguito i principali punti di ritrovo, noti al momento:

 

Bergamo: ore 18:00 Prefettura Via Tasso

Torino: ore 10:30 Piazza Carlo Felice

Trieste: ore 10 al Varco 4 del Porto

Milano: ore 10:00 Piazzale Cadorna

Novara: ore 10:00 Piazza Matteotti

Pisa: ore 9:00 Piazza XX Settembre

Ancona: ore 17:30 Mole Vanvitelliana

Pescara: ore 10:00, Piazza Sacro Cuore

Livorno: ore 6:00 porto, Varco Valessini

Civitavecchia: ore 9:30 Porto, Molo Vespucci

Roma: ore 11:00 Piazza dei Cinquecento

Napoli: ore 9:30, Piazza Mancini

Lecce: ore 10:00, Piazza Sant’Orazio

Ragusa: ore 10:00, Piazza Matteotti

 

Bisogna scioperare, ma anche scendere in piazza, farsi vedere e urlare la nostra rabbia e la nostra indignazione per quello che sta succedendo.

 

LA SEGRETERIA CUB-SALLCA

 

SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO – LUNEDI’ 22 SETTEMBRE 2025

 

Il sindacalismo di base ha indetto una giornata di sciopero generale per fermare il genocidio perpetrato da Israele in PALESTINA, dove alla popolazione civile non resta che scegliere tra la deportazione o lo sterminio.

Lo sciopero vuole anche sostenere la Global Sumud Flotilla, che tenta di portare aiuti materiali ad una popolazione stremata, a proprio rischio e pericolo.

Ma se Gaza sembra lontana dal nostro vissuto quotidiano, non così è per il conflitto Russia-Ucraina, perché della Nato facciamo parte e siamo pienamente coinvolti dall’escalation in corso. La logica della provocazione e l’accettazione dello stato di guerra hanno ormai sostituito le vie della diplomazia.

Lo sciopero vuole fare sentire la voce dei lavoratori contro questa deriva bellicista, che porta a concentrare le risorse sulla spesa militare e sul riarmo.

Invece ci servono servizi sociali più efficienti, dalla sanità, ai trasporti e alla scuola. Vogliamo investimenti sulla sicurezza del lavoro, sulla casa, sulla transizione energetica.

Vogliamo aumenti dei salari e delle pensioni, non finanziamenti su sistemi d’arma, droni, missili e bombardieri.

Tutto questo è elencato nella proclamazione di sciopero, che rispetta le normative vigenti.

Seguirà il dettaglio delle iniziative previste per il giorno dello sciopero, vale a dire presidi, manifestazioni e cortei

 

In allegato un volantino che riassume le principali motivazioni dello sciopero.

VITTORIE LEGALI E LOTTA SINDACALE

Le cessioni di ramo d’azienda da parte delle banche vengono giustificate con le motivazioni più svariate.

 

Dipendono a volte da imposizioni dell’Antitrust, da indirizzi normativi di altre autorità, da ricerca di efficienza, da taglio dei costi.

 

Quello che le accomuna sono le conseguenze: invariabilmente per i lavoratori si tratta di perdita di diritti e tutele di vario tipo (occupazionali, salariali, previdenziali, assistenziali, condizioni economiche su mutui e finanziamenti, e così via).

 

Le trattative sindacali riescono a mala pena ad attutire i danni, in genere con procedure che escludono il protagonismo o la combattività dei lavoratori, e non sanno evitare la divisione di interessi.

 

Le aziende però hanno scarso rispetto della legge e le sentenze della magistratura stigmatizzano le loro manovre illegali.

 

Quella che commentiamo ha un’importanza fondamentale, perché dichiara illegittima la cessione, da Intesa Sanpaolo a Intrum, dei crediti incagliati, nel 2019.

 

Ben vengano le sentenze e le vittorie in tribunale, ma occorre far seguire una ripresa dell’iniziativa sindacale ad ampio raggio.

Fondo Sanitario GISP meglio le cure della scure

L’Assemblea dei Delegati del 30 giugno ha approvato il bilancio 2024 del Fondo Sanitario di Gruppo.

 

I dati evidenziano una situazione allarmante, che non dipende dalla gestione specifica, ma dalla situazione sanitaria generale del Paese.

 

La crisi della sanità pubblica si riflette in un ricorso molto sostenuto alle prestazioni del Fondo, che rischia di finire fuori rotta.

 

Mentre si taglia sul servizio sanitario, si investono risorse imponenti su riarmo e spesa militare, in piani di lungo periodo.

 

Di questo passo, tutti i fondi sanitari integrativi finiranno in difficoltà: sbaglia chi pensa di risolvere i problemi rifugiandosi nel welfare aziendale!

 

Occorre invertire la rotta e battersi per difendere tutti i servizi pubblici, unico pilastro che può reggere forme integrative sostenibili.

 

Invitiamo a leggere l’intero documento di Bilancio, presente sul sito del Fondo. Ne abbiamo estrapolato i dati principali, che riguardano in particolare gli interessi dei colleghi, attivi e pensionati.

 

La discussione su come intervenire è aperta: noi avanziamo le nostre proposte, per non caricare sempre su lavoratori (attivi o in quiescenza) l’onere dell’aggiustamento.

 

Buona lettura