Come spieghiamo meglio nel comunicato allegato,

azienda e vertici dei sindacati “firmatari” hanno concordato che, dal 2019, per presentare liste di candidature alternative a quelle di Fisac-Fabi-First-Uilca-Unisin per le elezioni dei “rappresentanti” delle lavoratrici e dei lavoratori negli Enti del Welfare (previdenziali, sanitari) occorre raccogliere non più il 3% ma il 5% delle firme degli aventi diritto al voto.

Si tratta di una percentuale assurda (che non ha pari nel mondo politico e sindacale) che annienta quasi del tutto la possibilità di rendere effettive le previsioni statutarie.
In fondo ci fanno un grande complimento perché dimostrano quanto in questi anni la presenza di eletti indipendenti o del sindacalismo di base abbia dato fastidio ai manovratori.
E poi non c’è da stupirsi. Continuiamo ad essere una delle poche categorie dove i sindacalisti non sono mai stati eletti dall’insieme dei lavoratori. E dove gli accordi ormai vengono firmati sotto dettatura aziendale. Le assemblee non ci sono praticamente più (si tratta di un diritto dei lavoratori che è stato letteralmente scippato con un regalo all’azienda di centinaia di migliaia di ore di lavoro all’anno) e comunque, stante le nuove regole sulla rappresentanza, non hanno più alcun potere decisionale.

Nel volantino leggerete anche che, seppure con grande rabbia, abbiamo deciso di non partecipare alle prossime elezioni dei Fondo Pensione di Gruppo.
Probabilmente, anche questa volta (come sempre è avvenuto) ce l’avremmo fatta a raccogliere il numero di firme necessario. Forse.
Ma una cosa è sicura. Per raggiungere lo scopo i nostri quadri (privi, ricordiamo, di qualsivoglia agibilità sindacale) avrebbero dovuto concentrarsi esclusivamente su quello per oltre un mese e poi nuovamente, per pari tempo, in occasione del voto.

E’ una scelta che non ci siamo sentiti di fare anche in considerazione dal fatto che, in questi quasi vent’anni di presenza negli Enti, crediamo di essere riusciti a raggiungere gran parte degli obiettivi che ci eravamo inizialmente dati, tenendo conto ovviamente del potere assoluto di ultima istanza delle cosiddette “fonti istitutive” (sempre l’azienda e i sindacati di regime) che travalica gli stessi consigli di amministrazione.

Restiamo un sindacato di base che continua a vivere solo sulla faticosa militanza dei suoi quadri e grazie all’appoggio delle/dei proprie/i iscritte/i.
Per noi c’è tanto da fare nella tutela delle/dei colleghe/i sul posto di lavoro. Diamo la priorità all’attività sindacale quotidiana.

E per quanto riguarda il Welfare, il patrimonio di conoscenze accumulate nel tempo ci consentirà comunque di dare il nostro pieno supporto alle lavoratrici ed ai lavoratori che si rivolgeranno a noi.

 

CUB-SALLCA Intesa Sanpaolo

 

 

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