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GREEN PASS E OBBLIGO VACCINALE: UNA DISCUSSIONE A VISO APERTO

Il dibattito pubblico sul tema dell’obbligo vaccinale e sull’introduzione del green pass sta infiammando l’estate italiana.

La campagna vaccinale è partita in ritardo ed è stata subito segnata dalla carenza di dosi, anche per la strenua difesa dei brevetti da parte delle case farmaceutiche, ingiustificabile anche alla luce degli enormi finanziamenti pubblici ricevuti per la ricerca.

Tuttavia si rischia di concentrare tutto sui vaccini, dimenticando che la lotta al virus richiede strategie plurime e misure di prevenzione più complesse.

Chi non si vaccina rischia lo stigma sociale e sui posti di lavoro si vive un accerchiamento progressivo, cominciato dal settore sanitario, per estendersi poi alla scuola e via via a tutto il sistema produttivo.

Il governo dei migliori preme sui vaccini, ma dimentica di fornire la copertura INPS per la quarantena obbligatoria dei lavoratori che sono entrati in contatto con qualcuno positivo al Covid (una possibile perdita di 600-1000 euro, se non provvede l’azienda…).

Anche per i servizi, come banche e assicurazioni, si comincia a parlare di obbligo vaccinale, senza particolari resistenze da parte dei sindacati firmatari. Chiedono che sia imposto per legge, ma non intendono opporsi.

Proviamo nel documento allegato a fare il punto, schierandoci fin d’ora contro ogni misura coercitiva e a fianco dei lavoratori che dovessero essere sanzionati per la mancata vaccinazione. Di fronte ad un sistema inadeguato per gestire l’emergenza, ma pronto a reprimere ogni rifiuto di obbedire ciecamente, nessuno deve essere lasciato solo.

CUB-SALLCA

 

 

 

NO AI LICENZIAMENTI, SI’ ALLA SOLIDARIETA’ TRA I LAVORATORI

Alla fine di giugno è stato siglato tra le parti sociali un “avviso comune” che consente lo sblocco dei licenziamenti, fatte salve alcune, limitate, eccezioni.

E’ un grave errore da parte dei sindacali confederali, con conseguenze molto pesanti. Le tensioni che ne possono scaturire rischiano di diventare presto un problema di ordine pubblico, prefigurando uno scenario esplosivo.

Lo sblocco avviene prima che siano stati riformati gli ammortizzatori sociali e in presenza di una situazione pandemica tutt’altro che risolta.

Immediatamente le aziende hanno sfruttato il provvedimento per dare la stura ad una raffica di chiusure, tagli occupazionali, licenziamenti collettivi di massa.

E’ molto importante che i lavoratori colpiti non subiscano l’isolamento e sentano la solidarietà, sindacale, politica e umana, di tutto il mondo del lavoro.

Perdere il posto di lavoro è sempre un evento traumatico, ma ancora più disperato in una congiuntura economica critica, come l’attuale.

Vogliamo esprimere piena solidarietà ai lavoratori delle aziende in crisi e faremo il possibile per portare il nostro aiuto concreto, ma è importante anche fare crescere consapevolezza e consenso sulle proposte sindacali che puntano a dare soluzioni alternative a questi problemi.

La CUB sta lavorando per uno sciopero generale unitario del sindacalismo di base, da tenersi in autunno. La difesa dell’occupazione è oggi la priorità assoluta.

 

Leggi e diffondi il nostro volantino: 

CUB-SALLCA

ISP: REGOLE PER IL CONTRASTO ALLE MOLESTIE SESSUALI

 

 

Lo scorso 15 aprile l’Azienda ha emanato le Regole per il contrasto alle molestie sessuali (in allegato).

 

L’iniziativa rientra nell’ambito di applicazione della Dichiarazione congiunta ABI – SINDACATI del 12 febbraio 2019, poi recepita all’art. 22 del CCNL 19.12.2019.

Si tratta di un importante punto di arrivo, passato un po’ in sordina, anche per la concomitante integrazione con UBI, che ha assorbito l’attenzione generale.

Crediamo invece utile ribadire l’importanza di una normativa che affronta il problema delle molestie sessuali con indicazioni operative specifiche, che vanno dalla sensibilizzazione “culturale” sul tema con finalità preventive, alla gestione e repressione di condotte riprovevoli, agite spesso da responsabili con funzioni apicali.

A noi interessa poco che “le molestie sessuali possano generare forti impatti … sulle performance dei team e, in generale, sulla reputazione della Banca” come recitano le regole.

Ci interessa di più che esista un percorso per denunciare e reprimere “quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi – di per sé o in quanto reiterati – lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo”.

Questo percorso prevede il rispetto della riservatezza dei dati, la tutela del segnalante (chiunque esso sia), la quantificazione dei tempi (60 giorni) in cui deve essere svolto l’approfondimento e la conseguente adozione di provvedimenti disciplinari (qualora accertata la fondatezza della denuncia).

Come tutte le norme, funzionerà se verrà fatta propria da chiunque si trovi nella condizione di doverla usare: è quindi bene sapere di avere a disposizione strumenti per respingere “proposte sessuali indesiderate, richieste di favori sessuali o altra condotta verbale o fisica di natura sessuale; di particolare gravità sono considerate le molestie sessuali compiute abusando della propria posizione gerarchica, promettendo vantaggi (es. progressione di carriera o benefici economici) o minacciando svantaggi (es. mancata promozione).

In una fase di forte precipitazione del Clima Aziendale, in conseguenza soprattutto delle reiterate pressioni commerciali, va apprezzato ed agito tutto ciò che può rappresentare un elemento di contrasto al deterioramento del contesto.

Buona lettura!

 

CUB-SALLCA Intesa Sanpaolo

NON È COLPA DEL DESTINO

La CUB-SALLCA sostiene la petizione “NON È COLPA DEL DESTINO” e invita le/gli iscritte/i ed i simpatizzanti a sostenerla.
https://www.change.org/p/sergio-mattarella-non-%C3%A8-colpa-del-destino

 

Le morti sul lavoro, nella maggioranza dei casi, sono morti evitabili, sarebbe sufficiente applicare le norme esistenti. 

Non è colpa del destino” è lo slogan di una petizione, alla quale hanno iniziato ad aderire lavoratori, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, personale delle aziende sanitarie e dell’ispettorato del lavoro, e persone comuni, che chiede al Presidente della Repubblica di sostenere l’idea di una Procura nazionale del lavoro.

Per “fare Prevenzione” abbiamo bisogno di sistemi di prevenzione aziendali, che, a partire dai datori di lavoro, sappiano applicare concretamente le Leggi esistenti. E per “fare Giustizia” abbiamo bisogno di uno Stato capace di fare buone indagini e buoni processi, in tempi ragionevoli. 

Sosteniamo la petizione e, con essa, il Disegno di Legge 2052 presentato al Senato della Repubblica.

 

 

 

LA POLITICA E LA CULTURA PER IL MONTE DI PIETA’ DI NAPOLI

 

Dopo il presidio organizzato con successo lo scorso 21 aprile davanti alla sede dello storico edificio che ospitava il Monte di Pietà del Banco di Napoli, proseguono le iniziative per sventarne la privatizzazione.

Avevamo scritto al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per chiedere agli enti pubblici di esercitare il diritto di prelazione, qualora Intesa Sanpaolo concretizzasse la vendita a Generazione Vincente.

Dopo il bell’articolo comparso sul Fatto Quotidiano in data 3 maggio, scritto con la consueta passione e competenza dallo storico d’arte Tomasi Montanari (che alleghiamo), si è riunita la Commissione Cultura del Comune di Napoli, invitando in audizione i rappresentanti della CUB Sallca.

Ve ne diamo conto nel Comunicato Stampa allegato. Emerge un consenso trasversale alle forze politiche, a difesa del ruolo pubblico dell’immobile, con proposte di utilizzarlo come polo museale (come propone Montanari), oppure come sede dell’Archivio di Stato (come propone Bassolino).

 

 

Intanto si sono mossi anche personaggi noti del mondo dello spettacolo e della cultura, sensibili alle ragioni della storia e dell’arte.

Vi proponiamo gli interventi dell’attore Biagio Izzo e dello scrittore Maurizio De Giovanni, reperibili sul nostro sito facebook: http://www.facebook.com/SALLCACUB

Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.

 

CUB-SALLCA

MONTE DI PIETA’ DI NAPOLI – LA STORIA NON E’ IN VENDITA

Si è svolto mercoledì 21 u.s. il presidio davanti alla ex-sede del Monte di Pietà a Napoli, un edificio monumentale che appartiene al patrimonio storico della città partenopea. Un’istituzione che risale ad oltre quattro secoli fa, uno scrigno d’arte che Intesa Sanpaolo intende vendere a privati per utilizzi commerciali.

Va ricordato che l’operazione si concretizza dopo che la banca ha venduto, ad una società esterna, tutte le filiali che si occupavano di prestito su pegno sul territorio nazionale, includendo anche gli oltre 60 lavoratori/trici che vi erano addetti/e, i quali hanno saputo dell’operazione dalla lettura dei giornali…

Il presidio ha avuto una partecipazione sorprendente e la nostra iniziativa ha catalizzato l’attenzione di forze politiche, sindacali, associazioni culturali e storiche, che insieme hanno dato una risposta corale a questo attentato al patrimonio artistico del Paese.

SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK (https://www.facebook.com/SALLCACUB)
POTETE TROVARE UN REPORT FOTOGRAFICO ED IL VIDEO GIRATO NELL’OCCASIONE.

Ampio risalto è stato fornito dalla stampa locale e dalle emittenti televisive regionali: per ragioni di spazio alleghiamo solo l’articolo della redazione locale di Repubblica, rappresentativo del punto di vista comune sulla vicenda.

In attesa che gli impegni presi dagli amministratori e dai politici locali si traducano in realtà, abbiamo scritto al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, perché esercitino il diritto di prelazione, qualora la banca non desista dal suo intendimento di disfarsi del palazzo.

Alleghiamo il testo della lettera e cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto nel costruire la manifestazione e mobilitare l’opinione pubblica.

Vi terremo informati.

CUB – SALLCA

IL MONTE DI PIETA’ RESTI ALLA CITTA’

 

Eravamo già intervenuti sui vertici di Intesa Sanpaolo per chiedere di fermarsi nella vendita dello storico palazzo del Monte di Pietà di Napoli.

La vicenda era stata ripresa dalla stampa locale, innescando un vivace dibattito e delibere municipali per sollecitare un intervento degli enti pubblici (Ministero e Regione) per bloccare la privatizzazione di un bene storico unico. La storica cappella che fa parte del Palazzo è un scrigno d’arte e contiene statue del Bernini.

Il potenziale acquirente, la famiglia Amoroso, proprietaria della società di intermediazione di manodopera Generazione Vincente e del Napoli Basket, sembra offrire 8,5 milioni di euro per i muri, ma punta ad almeno 20 milioni di euro da parte di Invitalia (tra contributi a fondo perduto e prestiti senza interessi), per completare il recupero dell’immobile. Resterebbero alla fine, in mani private, un albergo e un ristorante a cinque stelle, per svolgere varie attività lucrative, nel centro della città. Un bel business!

Per sventare la privatizzazione di un bene storico, che è stato preservato persino durante l’insurrezione di Masaniello, resta poco tempo.

Se Intesa Sanpaolo insiste pervicacemente per vendere, chiediamo che le forze politiche e sindacali sensibili, le associazioni culturali ed artistiche, gli intellettuali e tutti coloro che difendono il nostro patrimonio, si mobilitino per la prelazione pubblica del Palazzo, da destinare ad un uso pubblico e gratuito di fruizione culturale.

Invitiamo tutti al presidio statico che si terrà mercoledì 21 aprile alle ore 11 davanti alla sede storica del Monte, in Via San Biagio dei Librai 114, a Napoli.

 

In allegato il nostro volantino di convocazione della manifestazione

CUB-SALLCA

 

 

 

 

 

VADEMECUM VACCINO

 

Dopo settimane di attesa, è arrivato il Decreto Legge del Governo sulla questione vaccini nel settore sanitario.

Si tratta di una questione molto delicata, che cerchiamo di affrontare dal particolare punto di vista dei lavoratori, soprattutto di quelli addetti al “settore sanitario”, nel senso ampio del termine. Gradualmente tutti i settori lavorativi dedicati ai “servizi essenziali” (bancari compresi) saranno inclusi, con qualche priorità, nel piano vaccinale. Per ora sembrerebbe prevalere (al di fuori del settore sanitario) un orientamento che salvaguarda la volontarietà, ma è bene comunque affrontare la tematica con la dovuta cautela.

Da un lato, il piano vaccinale sembra la strada più rapida e sicura (l’unica?) per raggiungere al più presto “l’immunità di gregge” e quindi superare finalmente la fase più critica legata all’epidemia, sul piano sanitario e sul piano economico.

Dall’altra esistono legittimi dubbi e perplessità sull’obbligo di sottoporsi al vaccino, soprattutto quando (come in questo caso) è stato autorizzato in tempi molto rapidi, con procedure accelerate e forti incertezze sugli effetti collaterali che si ipotizza potrebbero derivarne. Le forti polemiche degli ultimi tempi e gli enormi interessi che giostrano attorno alla salute, ai farmaci, ai vaccini, aumentano il senso di insicurezza generale.

In attesa di esaminare attentamente il decreto appena sfornato, mettiamo a disposizione degli iscritti un “vademecum” elaborato dalla CUB-Sanità, in collaborazione con Medicina Democratica ed un pool di legali. Il materiale è precedente al varo del Decreto, ma può fornire strumenti di conoscenza utili per affrontare la questione vaccini.

Su questi argomenti così complessi e sensibili, ci sembra un documento equilibrato e condivisibile, capace di chiarire i principali dubbi, a partire dalle questioni più elementari.

Tuttavia riteniamo di particolare importanza ascoltare anche il parere di chi la vede diversamente, per cui invitiamo, su un tema di così grande momento, a scriverci commenti, critiche, suggerimenti e proposte.

 

La segreteria CUB SALLCA

ABBIATE PIETA’ DEL MONTE DI PIETA’

 

 

Nei giorni scorsi è trapelata sui giornali la notizia che Intesa Sanpaolo si appresterebbe a vendere la storica sede del Monte di Pietà di Napoli.

Dal 2017 lo storico edificio che ospitava il Monte è stato messo sul mercato, ma la cifra inizialmente richiesta (10 milioni di euro) non aveva riscontrato dimostrazioni d’interesse.

Ora che la richiesta è scesa di molto (si parla di 3 milioni di euro) si palesa il rischio di una rapida conclusione della trattativa con una società privata, con esiti discutibili.

Abbiamo scritto ai vertici aziendali per chiedere di rinunciare alla vendita e destinare il bene ad una fruizione pubblica e gratuita in ambito culturale.

La vicenda è stata ripresa dalla stampa locale ed è stata anche lanciata una petizione pubblica per “fare massa”. Invitiamo tutti ad unirsi al nostro appello firmando qui:

https://www.change.org/p/amministratore-delegato-gruppo-intesa-pietà-per-il-monte-di-pietà/signatures/confirm?token=573d8f13-389b-4449-9032-f7af863a4f01

 

LA NOSTRA LETTERA AI VERTICI AZIENDALI

 

8 MARZO SCIOPERO GENERALE

 

Come già avvenuto negli ultimi anni, la CUB raccoglie l’invito di Non Una di Meno ad indire uno sciopero generale nella giornata internazionale dell’8 marzo.

E’ in corso una grave crisi economica e sociale che rischia di fare tornare indietro i diritti di tutti i lavoratori e ancora di più quello delle lavoratrici.

La gestione dell’emergenza ha scaricato sulle donne il lavoro di assistenza e di cura, come mai prima d’ora.

Sono state le prime ad essere confinate in casa con lo smart-working, le prime ad essere scaricate dal mercato del lavoro, con il mancato rinnovo dei contratti a termine, le prime lasciate a casa con la chiusura delle mense, della ristorazione e del turismo.

Adesso, con lo sblocco dei licenziamenti, rischiano di essere le prime a pagare con la perdita definitiva del posto di lavoro, per consentire alle aziende di agganciare la ripresa economica “alleggerite” di costi.

La proclamazione di sciopero indetta dalla CUB copre tutti/e le lavoratrici e i lavoratori che intendono partecipare all’agitazione.

Anche nel settore bancario ed assicurativo sono stati rispettati i termini di preavviso e le modalità di comunicazione previste dalla legge 146/90 (che continuiamo a ritenere liberticida, ingiusta e repressiva del diritto di sciopero).

Chi trova ostacoli, da parte di responsabili disinformati, non ha che da contattarci.

Partecipate allo sciopero e alle manifestazioni!

E leggete il nostro volantino !!

CUB-SALLCA Credito e Assicurazioni

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