La crisi pandemica ha causato nel 2020 una forte caduta delle attività produttive e dell’occupazione.

La ripresa, che era cominciata nel 2021, anche con l’apporto dei fondi del PNRR, sembrava avviata a ricostruire il quadro di crescita e recuperare il terreno perduto.

Invece il rialzo dei prezzi, le strozzature produttive e logistiche, infine la guerra, hanno compromesso qualunque speranza di rapido ritorno ad un nuovo sviluppo (magari più duraturo e sostenibile).

La crisi, mai risolta, si è aggravata con la guerra: sono i lavoratori che rischiano di pagare il prezzo più alto.

La CUB e tutto il sindacalismo di base hanno indetto uno sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 2 dicembre.

Vogliamo aumenti salariali che difendano il potere d’acquisto.

Vogliamo mettere i soldi pubblici nel miglioramento dei servizi, anziché nelle armi e nel finanziamento delle guerre.

Giù le armi e su i salari!

 

LEGGI IL VOLANTINO DI CONVOCAZIONE DELLO SCIOPERO

CUB-SALLCA Credito ed Assicurazioni

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