Author Archives: gipo

POLIZZA SALLCA CUB 2018

Anche quest’anno le condizioni economiche per il rinnovo della Polizza Cassieri ed R. C. Patrimoniale non sono variate.

Di seguito i passi da seguire per sottoscriverla:

– compilare e firmare il modulo di adesione

– spedire via fax copia del modulo di adesione e del bonifico di pagamento del premio all’Alta Broker Srl e via mail alla Cub Sallca (scansionare in formato pdf e inoltrare a cubsallca@libero.it)

Come sempre, per quasi tutte le tipologie di copertura assicurativa, si può aderire anche dopo il primo trimestre (perché, ad esempio, si inizia ad aprire cassa in corso d’anno), pagando un premio ridotto (per 9 mesi dal 1/4/2018, semestrale dal 1/7/2018 e trimestrale dal 1/10/2018)


MODULO DI ADESIONE ALLA POLIZZA RISCHI CASSA E RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE

MODULO DI ADESIONE ALLA POLIZZA PER LA SOLA RESPONSABILITÀ PATRIMONIALE

MODULO DI ADESIONE POLIZZA PARTICOLARE PER QUADRI E CONSULENTI E RELATIVA DENUNCIA SINISTRO

DENUNCIA DI SINISTRO PER AMMANCHI CASSA E/O R.C. PATRIMONIALE

TESTO POLIZZA ALLIANZ SPA ANNO 2018


Come di consueto vi chiediamo infine, di dare ampia diffusione al nostro materiale tra le/i colleghe/i del vostro punto operativo (in particolare tra i più giovani).

Per richieste di chiarimenti sul contenuto delle polizze, contattate i consueti riferimenti o rivolgetevi direttamente a Luca Eandi c/o Intesa Sanpaolo Spa.

PER CONTATTI URGENTI 320/4525340.

DICHIARAZIONE ISEE 2017

Da lunedì 9 gennaio 2017 sarà possibile procedere con l’eleaborazione dell’ISEE 2017.

Ricordiamo che l’ISEE è utile per la richiesta di agevolazioni economiche quali riduzione tassa rifiuti, mense scolastiche, nidi, tasse universitarie, bonus luce e gas, ecc.

Sul sito CUB un utile documento ricorda i documenti necessari per  il calcolo: http://www.cubpiemonte.org/uploads/documenti/3243_Documenti_ISEE_2017.pdf

Tutta la documentazione deve essere prodotta in fotocopia.

Il servizio sarà attivo fino al 14/04/2017 e poi sospeso per consentire al nostro ufficio di elaborare le dichiarazioni dei redditi. Riprenderà il 18/09/2017.

L’elaborazione dell’ISEE 2017 presso il nostro CAF è riservata agli iscritti CUB e alle persone che elaborano presso il nostro ufficio il 730 e il Modello Unico.

Il servizio è gratuito.

Tessera AIACE 2017

Come tutti gli anni, è possibile richiedere (fino al 29 Marzo) le tessere Aiace al prezzo ridotto di 10,00€.

Come noto, la tessera consente di accedere a tutti i cinema di Torino (esclusi i multiplex) e a molti cinema della provincia con il 30% di sconto; in pratica, si paga sempre il biglietto ridotto! Sul sito della CUB PIEMONTE è possibile consultare l’elenco dei cinema convenzionati: http://www.cubpiemonte.org/index.php?sezione=53

La tessera ha validità annuale (dal 1° Gennaio 2017 al 31 Dicembre 2017) ed è già in distribuzione presso la nostra sede di C.so Marconi 34 (2° piano) a Torino.

E’ possibile ritirare la tessera anche per più persone fornendo nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita dei destinatari.

Chi desiderasse la tessera si rivolga ai consueti riferimenti del Sallca o ne faccia richiesta tramite l’indirizzo:sallca.cub@sallcacub.org.

INTESA SANPAOLO – I GESTORI NON DEVONO SOLO PIANIFICARE LE LORO ATTIVITA’ DEVONO ANCHE PREVEDERE IL FUTURO!!

sferaindovino
La più recente iniziativa della Direzione Regionale Piemonte (così almeno è stata  presentata in alcune  filiali  Personal) lancia una vera e propria sfida al futuro e soprattutto al senso del ridicolo. Non basta più la reportistica giornaliera (quando non oraria), adesso dai lavoratori si pretendono capacità divinatorie.

Le disposizioni, talvolta orali, talvolta scritte (abbiamo le mail che conserveremo con cura) chiedono di prevedere quanto risparmio amministrato potrà essere  trasformato in gestito, quante Gestioni Patrimoniali potranno essere  smontate  e convertite in nuovi collocamenti, quante polizze trasformate solo per fare nuove commissioni. Contestualmente vanno pianificati i collocamenti che si pensa di realizzare ogni mese fino ad ottobre. Le capacità di predire il futuro dei gestori, seppure strabilianti, non si spingono, evidentemente, oltre i 4 mesi.

Sospettiamo che le prossime campagne riguarderanno la proposta ai clienti di acquistare App (ovviamente a pagamento) dove i gestori faranno le previsioni del tempo e dell’oroscopo. Sarà anche per queste doti da prestigiatori e da maghi che presto verrà fatto pagare a parte il loro servizio di consulenza.

Vorremmo chiedere (senza polemica) cosa ne pensano i sindacati firmatari di questo nuovo salto di qualità nel pungolamento dei gestori.

L’accordo sulle pressioni commerciali, alla fine, prevedeva un solo esempio di comportamenti censurabili: la continua richiesta di report. L’azienda ha già chiarito (si vedano vari comunicati unitari)  che non è vietata la reportistica (avevamo capito male), ma solo la sua “ridondanza”. Immaginiamo che, siccome l’accordo si riferiva alla reportistica a consuntivo (che i responsabili, volendo, possono verificare in ogni momento, senza bisogno di vari fogli excel),  la reportistica futuristica resti al di fuori del perimetro dell’accordo stesso.

Resta il fatto che il “modello” imperante  si riassume, sinteticamente, nell’incessante martellamento sugli obiettivi assegnati, la spasmodica insistenza sugli appuntamenti e nel taglio continuo delle postazioni di cassa. Il risultato finale è la crescente, deleteria e insopportabile esasperazione di lavoratori e clienti.

Ai consulenti possiamo dare per ora consigli concreti e pragmatici per fornire i dati richiesti: tirate i dadi e moltiplicate per un milione, per ogni prodotto che va nel monitoraggio. Saranno cifre inaffidabili, ma vi consentono di prendere tempo e farvi le ferie tranquilli. Farete un figurone, in linea perfetta con i manager strapagati che vi chiedono queste idiozie.

A questo punto però, e in modo più serio, ci rivolgiamo a tutti i lavoratori: fino a quando siete disposti a tollerare tutto questo? Aspettiamo vostri commenti e segnalazioni; noi, dopo l’estate, vi faremo delle proposte per reagire a questa situazione.

INTESA SANPAOLO – LE REGOLE INVENTATE SU FERIE E POLITICHE COMMERCIALI

ispbisFERIE / GIORNATE DI SOSPENSIONE VOLONTARIA / PRESSIONI COMMERCIALI.

Molti colleghi ci stanno chiedendo dei chiarimenti per la compilazione dei piani ferie perchè stanno ricevendo “strane richieste” da parte dei vari Responsabili. Continuano inoltre ad arrivarci parecchie segnalazioni di forti pressioni commerciali. Per questi motivi riteniamo necessario precisare alcune questioni rimandando comunque il tutto ad un’informativa più completa, che vi faremo avere prossimamente.

FERIE / GIORNATE DI SOSPENSIONE:

Sulle ferie ormai l’Azienda, grazie anche ad accordi sindacali sottoscritti in questa banca, vuole tutto. Vuole che le ferie vengano esaurite tutte nel corso dell’anno (insieme alle ex-festività e permesso frazionato) e ora qualche responsabile troppo zelante pretende anche che si facciano nei periodi che gli sono più graditi.

RICORDIAMO PERO’ CHE I DIRITTI ALLE FERIE DEI LAVORATORI SONO SANCITI DAI CONTRATTI, che, nonostante vari peggioramenti degli ultimi anni, non consentono a NESSUNO di imporre o chiedere “regole fantasiose”, quali, ad esempio (sono solo alcuni casi che ci sono stati segnalati), percentuali di ferie da fare entro il primo trimestre o il secondo e così via. Inoltr e deve essere chiaro che NESSUNO può pretendere che in determinati periodi non si facciano ferie e magari indicarne altri in cui sarebbe meglio farle.

Quindi vi invitiamo con forza a segnalarci immediatamente eventuali situazioni del genere.

Ci preme inoltre sottolineare due questioni che ci paiono particolarmente importanti per i lavoratori, restando naturalmente sempre a disposizione per tutti gli altri eventuali dubbi o richieste di chiarimento.

Per quanto riguarda i 3 giorni di ferie fruibili anche a ore, dovete ricordarvi che non è obbligatorio inserirli da subito nel piano ferie. Proprio perchè possono essere fruiti a ore non devono essere programmati necessariamente già adesso.

Per la fruizione a ore delle ferie è richiesto un preavviso di 48 ore. Inoltre sono fruibili anche nelle giornate semifestive. Quindi consigliamo, chi avesse in programma dei giorni di ferie in giornate semifestive, di utilizzare quelle ore, qualora non avesse disponibilità di banca ore.

Per quanto riguarda i giorni di sospensione volontaria, è molto importante ricordare che, se non vengono interamente fruiti nel corso dell’anno di competenza, l’Azienda può procedere alla sostituzione d’ufficio delle causali di assenza al fine di esaurire prioritariamente le ferie e i permessi ex-festività dell’anno, nonchè i residui di banca ore in scadenza dell’anno.

PRESSIONI COMMERCIALI:

La questione è indubbiamente estremamente delicata e l’impressione generale è che si sia alla mercè delle politiche commerciali dell’Azienda. Ma non è proprio così, perchè restano degli aspetti che è possibile “difendere”.

Ad esempio l’Azienda ha più volte ribadito che non vuole, da parte dei vari Responsabili, che ai singoli colleghi vengano richiesti report giornalieri sull’andamento delle vendite dei vari prodotti. Per questo vi invitiamo a segnalarci immediatamente eventuali richieste di questo genere.

Inoltre deve essere chiaro che nel caso in cui non si riesca a rispettare la asfissiante richiesta aziendale dei 5 o 6 appuntamenti giornalieri NESSUNO PUO’ ESSERE SANZIONATO; allo stesso modo, non costituisce violazione disciplinare non raggiungere il budget o altri obiettivi.

Al contrario, l’Azienda sanziona frequentemente ed implacabilmente tutti quei colleghi che, magari per forzare la vendita di prodotti, non rispettano la normativa e violano le procedure stabilite.

Sappiamo benissimo, in quanto le viviamo noi stessi ogni giorno, che le pressioni sono pesanti e continue, però è fondamentale sapere quelli che sono i propri legittimi diritti e che, se lo si vuole, è possibile esigerli ed opporsi collettivamente al degrado delle condizioni lavorative.

Dunque restiamo a vostra disposizione per tutte le eventuali segnalazioni di irregolarità.

BANCHE ITALIANE IN CRISI, NUOVE RIFLESSIONI

Torniamo a riflettere sul tema della crisi delle banche in Italia.

Lo spunto ci viene da due contributi:

1) una riflessione di un nostro quadro sindacale dalla Toscana, che riguarda la vicenda di Banca Etruria;

2) la relazione presentata da un nostro rappresentante al dibattito sulle banche, organizzato ad Almese (TO), il 24 febbraio, dall’Associazione “Laboratorio Civico”.

A ben vedere, questi due contributi, che sono presentati a titolo personale dagli autori, rimandano alla grande questione rimasta irrisolta nell’ultimo rinnovo del contratto nazionale: il modello di banca. Un modello che i banchieri, imperterriti, continuano a riproporre da anni, come se nulla fosse successo, solo in termini di tagli dei costi (solo i nostri, naturalmente) e di politiche commerciali aggressive e insostenibili.

Invitiamo tutti/e ad un’attenta lettura: in gioco c’è il futuro del sistema bancario italiano ed il ruolo professionale dei lavoratori e delle lavoratrici del settore. Dobbiamo avviare una grande riflessione collettiva su questi temi.

UNICREDIT – CHI NON HA PAURA …

unicreditcChi non ha paura non è coraggioso, è cieco. (Roberto Gervaso)

Con notevole sincronismo e una buona dose di ironia si sono susseguite sul portale due serie di informazioni, in realtà relative allo stesso argomento: ovvero l’anno 2015.

In primis i risultati, presentati con gran fanfara martedì scorso e ribaditi a più riprese nonostante inquietanti debacles in borsa (ma è successo a tutti, è solo speculazione, ed è chiaramente tutto finito…). Sembra che UniCredit abbia portato a termine degli autentici miracoli, la “Rete con la R maiuscola” ha fatto utili, nuovi clienti, raccolto masse, erogato fidi, intermediato immobili, venduto polizze RC auto e chi più ne ha più ne metta. Citiamo testualmente: “tutto ciò ci deve rendere fieri di appartenere a questa grande squadra” (il neretto è in originale).

Poi si volta pagina e si legge dell’accordo sottoscritto (a loro dire) dopo estenuanti trattative dai sindacati firmatari. In effetti a giudicare dal numero di firme e sigle che coprono quei poveri fogli martoriati (se ne contano circa una cinquantina) i delegati devono essersi portati dietro amici e parenti in discreto numero per dar manforte.

Quale premio abbiamo avuto per questi brillanti risultati? Per cominciare, un ulteriore rinforzo del concetto che siamo in troppi. Dobbiamo essere fieri di appartenere a questa grande squadra, che però lascerà a casa 2700 (altre) persone nel giro di breve tempo. Si tratta di esodi incentivati e non di licenziamenti, e mille grazie: ancora non ci risulta che sia così semplice.

Divertente poi parlare di “ricambio generazionale” nel momento in cui si paventano 700 assunzioni, perchè se la matematica non è un’opinione continuano a mancare 2.000 risorse all’appello. Ma si sa, ormai i clienti fanno tutto da casa: chi li vede più in Agenzia? meno male che i call center fissano appuntamenti altrimenti si morirebbe di noia.

Dove la farsa comincia però a diventare di cattivo gusto è in ambito di premio aziendale. Va dato atto ai sindacati trattanti di avere, per la prima volta nella storia, esaminato il problema con qualche mese di anticipo e non lasciandoselo rimandare a chissà quando; ma i loro meriti si fermano qui, perchè se è vero che la Banca ha stravinto su ogni linea non si capisce come mai un premio già striminzito debba essere ridotto ulteriormente, oltretutto con una fastidiosa discriminazione per chi, per sua perversione mentale, lo volesse in contanti. 840 euro il premio (lordo) appena erogato a novembre in busta, contro 650  euro sempre lordi che prenderemo a giugno, per una perdita secca di 190 euro; per l’erogazione in conto welfare si passa da 1140 a 1000 euro, con una perdita di 140 euro che è ancora inferiore proporzionalmente. Sarà divertente vedere come questo concetto sarà applicato, per chi dovesse ancora riscuotere, al premio per il 25°, dove parliamo di cifre ben più sostanziose.

Leggiamo poi che ci verrà elargito un tablet; non si sa di che marca, non si sa che modello e soprattutto non si sa chi l’abbia chiesto. Evidentemente non siamo così bravi a venderne e ne sono avanzati  molti.  Il  fine  sicuramente  è  nobile  (incentivare  i  dipendenti  a  digitalizzarsi),  ma presumiamo che chi fosse interessato abbia già provveduto da sè.

Come al solito non una parola su inquadramenti e situazione disastrosa della rete. Non una parola sulle pressioni commerciali, che si annunciano già da inizio anno devastanti (e la chiusa del commento ai risultati è significativa: abbiamo fatto trenta, dobbiamo fare CINQUANTA!). Indubbiamente di coraggio ne hanno molto. Forse sarebbe il caso che ne avessimo un po’ di più anche noi.

Siamo a disposizione dei colleghi che, rientrando nelle casistiche relative agli esodi, desiderassero chiarimenti.

UNICREDIT – E’ TEMPO DI PAGELLE: PRONTI PER IL VOTO IN CONDOTTA?

unicreditbCome ogni anno è di scena l’assegnazione da parte dei Responsabili degli obiettivi. Quest’anno è stata introdotta una novità: ogni dipendente sarà valutato anche sul rispetto delle norme regolamentari, policy e linee guida, con un’attenzione ad alcuni temi rilevanti quali l’Antiriciclaggio, la Privacy, i Rischi Reputazionali, la Formazione Obbligatoria…

In pratica la solita comunicazione stile Unicredit, che vuol dire tutto e nulla.

Solo per le policy di Gruppo parliamo di centinaia di documenti, alcuni caricati a portale solo in inglese, che per il semplice fatto di essere stati redatti, l’Azienda da’ per scontato siano “patrimonio dei lavoratori”.

Da quest’anno perciò la valutazione effettuata dal Responsabile sarà integrata anche con la valutazione della nostra condotta.

Appare a tutti evidente che questa discutibile scelta aziendale stride e si scontra con le difficoltà di chi quotidianamente vive e si trova ad operare nel Gruppo.

Sembra  quasi  che  l’Azienda  voglia  adottare  il  ben  noto  modello  del  “bastone  e  della carota”, metodo però che si adatta più alle bestie da soma che ai lavoratori!

Dunque saremo valutati anche sui corsi obbligatori, però la news al portale non ci rassicura se tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del Gruppo, saranno messi nelle condizioni di poterli svolgere. Sul tema “corsi on line” lo scorso 9 dicembre è stato siglato un accordo con l’Azienda che deve ancora entrare a regime e la cui efficacia sarà oggetto di valutazione congiunta tra azienda e    sindacati firmatari nella seconda metà dell’anno. Perché quindi inserire questo tema tra quelli oggetto valutazione? Una scelta che ci preoccupa non poco.

Ricordiamo all’Azienda che la formazione non è un obbligo, ma un diritto dei lavoratori, quindi vigileremo affinché l’azienda rispetti la dignità e la professionalità dei lavoratori del Gruppo.

Ci impensierisce anche la generica dichiarazione dell’azienda di conoscenza delle policy e normative interne; quelle norme che l’Azienda stessa per prima è pronta a violare per opportunismo ed esigenze di business. Una contraddizione che, come sempre, va a danno dei lavoratori.

Come si sposa per esempio la valutazione dei lavoratori della rete a fronte di pressioni commerciali sempre più esasperanti e con l’arroganza di alcuni responsabili riguardo la richiesta dei risultati di budget e nell’interpretazione “creativa” di alcune normative? Una allarmante mancanza di conoscenza delle regole che conferma, oltre che una strafottenza senza precedenti, anche una mancanza di preparazione di alcuni responsabili che pretendono di far passare per lecito ciò che lecito non è.

Se una valutazione del rispetto delle regole viene fatta sul lavoratore, allora noi chiediamo che per reciprocità debba essere concesso al lavoratore un’analoga valutazione nei confronti dei responsabili.

Quante pressioni vengono fatte sui lavoratori in palese violazione della normativa nazionale di categoria su ferie e malattie? O sulla pianificazione di riunioni in pausa pranzo o al di fuori del normale orario di lavoro?

Quando le lavoratrici ed i lavoratori di Unicredit potranno valutare l’Azienda sull’assenza di pratiche messe in atto per fronteggiare lo stress lavoro correlato?

Appare perciò chiaro che il sistema di valutazione oggi in essere non ci soddisfa, è troppo il “libero arbitrio” che l’Azienda lascia ad ogni responsabile. I lavoratori di UniCredit hanno da tempo perso la serenità a lavorare in questo Gruppo, è ora di cambiare le regole!

INSIEME CONTRO IL BARATRO 6

baratrobIl tema di questo numero potrebbe essere lo stress lavorativo, quello che l’azienda nega ci sia nel nostro gruppo e che, a fronte degli approfondimenti richiesti dall’Asl di Rivoli, a seguito del nostro esposto, l’ha indotta a chiedere la collaborazione dell’Università di Milano.

Come riportato in un recente comunicato degli RLS, apprendiamo che “l’indagine, commissionata all’Università di Milano, si è conclusa “non rilevando criticità’’ riguardo la salute psicofisica dei lavoratori, ma una “moderata presenza di ansia sul lavoro sperimentata da gestori e assistenti alla clientela, verosimilmente legata alla fase di adattamento al nuovo modello di banca”.

L’esito dello studio (che vedremo se soddisferà le richieste avanzate dall’Asl) ci lascia un attimo perplessi (per così dire). Sebbene nessuno dubiti della serietà professionale dell’Università di Milano, non possiamo non rilevare come la storia della collaborazione tra la stessa ed Intesa sia di lunga durata e si sia snodata attraverso studi e convegni organizzati congiuntamente. Cose normali, nel paese dei conflitti d’interesse, per cui non ci preoccupiamo e restiamo in fiduciosa attesa.

Nel frattempo vi proponiamo due contributi che confermano che lo stress lavorativo nel Gruppo Intesa Sanpaolo non esiste.

Il primo è uno scambio di mail tra due gestori di Filiali Personal. L’abbiamo trovata davvero interessante e gli autori ci hanno autorizzati a pubblicarlo.

Il secondo è di un assistente alla clientela, già autore della divertente storiella di Rag e Raz. Con questo contributo il collega conferma che la sua vena letteraria è sempre feconda e rappresenta bene quello che avviene nelle filiali.


SCAMBIO DI MAIL TRA COLLEGHI DI FILIALI PERSONAL

Colgo l’occasione per segnalarti una curiosità:  premesso che da oltre un anno contesto il fatto che tra i collocamenti vi siano esclusivamente prodotti che aumentano il rischio di portafoglio dei ns clienti ( ma soprattutto aumentano la redditività dell’azienda ) e che prima o poi ci saremmo ritrovati a fare i conti con l’oste ( infatti basta vedere in questi giorni che siamo tempestati di telefonate e visite non programmate di clienti allarmati che scoprono che gli investimenti effettuati da marzo 2015 ad oggi non ce n’è uno che abbia mantenuto il valore iniziale ), ma la poca lungimiranza e l’avidità delle funzioni commerciali ha sistematicamente spinto per questo tipo di prodotti; come accennavo è curioso il fatto che le polizze Ramo I ( Base Sicura ) da febbraio 2015 NON sono state più inserite tra i prodotti da spingere nonostante offrano redditività simile a certificates e unit ! Abbiamo a ns mani budget volumetrici con richieste monster su tutto e ZERO su Ramo I, anzi …… ci sono pervenuti più volte elenchi di clienti possessori di codesto ed unico investimento di difesa in cui veniva richiesto di smontare tutte le edizioni passate di ramo I per “riqualificare” ( per chi ? ) le somme rivenienti. Come vorrei far parlare codesti geni con i nostri clienti in crisi esistenziale, invece o sono silenti o si limitano a farsi vivi in videolync lamentandosi dei deludenti dati provenienti dai collocamenti o ci girano video aziendali dove gli strateghi di turno continuano a fornire rassicurazioni a cui nemmeno loro credono più o discorsi altisonanti da  passerella di inizio anno !

Mi riconosco in pieno in quello che dici, in effetti la storia del 2015 è tutta concentrata in questo: prendere gli investimenti più conservativi dei clienti e buttarli dentro la fornace dei prodotti “qualificati”. E l’hanno chiamata riqualificazione del gestito!

Bisognava fare esattamente l’opposto: prendere tutti i prodotti azionari e obbligazionari che avevano raggiunto il massimo a marzo 2015 e parcheggiarli in prodotti conservativi in attesa dello storno.

Mi ricordo una riunione dove uno di Eurizon spingeva tutti i consulenti a convertire le gestioni monetarie o tranquille in una nuova linea che aveva il pregio di avere il monetario quasi a zero. Bei risultati!

La cosa più imbarazzante sono i fondi flessibili: sono sotto (a volte anche di molto), non rendono un fico, hanno commissioni di uscita elevate. Praticamente sei prigioniero del nemico…

Poi anche il tempismo sui certificati è stato notevole: emettevano sul petrolio quando era a 50 dollari, adesso è a 30 e punta ai 20….

E che dire dei titoli del lusso, presi ai massimi, o dei cambi delle valute emergenti tipo lira turca?

A volte c’è veramente da vergognarsi di fare questo lavoro….E soprattutto di doverlo fare in questo modo!


Ritaglio di Riteil – Customer Satisfaction

Dopo un’ora abbondante di attesa, la signora Razdori si siede sbuffando nella seggiola dall’altra parte della mia postazione. Incautamente provo a “buttarla” sul ridere:

«Buongiorno Signora Razdori, abbiamo in previsione una prova di uscita in emergenza, sa . . .  in caso di incendio o di terremoto . . . »

«Non faccia lo spiritoso, Ragioniere! Altro che uscita! Qui l’ emergenza è all’ entrata: sono accampata qui da due ore. Mi addebiti questa tassa che poi me ne vado. Ho fretta!»

«Ecco signora Razdori . . . . ., vedo che lei ha un contratto multicanale e . . . »

«Che cos’ho io? Di cosa va blaterando??»

«No, dicevo, un contratto di “internet banching”. Lei potrebbe pagare l’ effeventiquattro da sola tramite il canale di internet. Se vuole la assisto usando la nostra postazione qui in filiale»

«Ah, parla di quella cosa che mi ha fatto firmare Giovanna due mesi fa? Senta Ragioniere, tutto quello che mi propone mi fa solo perdere tempo. Sono già un po’ alterata: mi passi questo F24 e finiamola qui. Sa come si dice in Veneto? “Peso el tacòn del buso”. Ecco: lei è la dimostrazione vivente di questo proverbio. Ho fatto proprio bene a darle ZERO. Ma evidentemente non è servito a nulla, perché lei è ancora qui.»

Nel frattempo sopraggiunge la direttrice. Tacco alto e passo di carica: sembra un battaglione di cosacchi a cavallo. Si piazza alle mie spalle e chiede: «E quello dove va?»

«Quello chi?» Rispondo io.

«QUELLOOO!» Indicandomi sul monitor un cliente ripreso dalla telecamera mentre si avvicina a una porta interna.

«Ah, il signor Ghiandoli. Sa, soffre un po’ di prostata e sta andando in bagno»

E la direttrice:«Un po’? Ma se è già la seconda volta che ci va! E poi, chi gli ha dato il permesso di usare i nostri bagni?»

«Gliel’ho detto io. Però va in quello dei maschi. Se uscisse dalla filiale perderebbe il posto in fila e non riusciremmo mai a concludere un’ operazione. Sa, la sua autonomia è inferiore al tempo d’attesa . . . . »

«Vabbè, ne parliamo poi. Intanto vediamo di darci una mossa» conclude la direttrice allontanandosi sempre a passo di carica.

La signora Razdori non perde l’occasione per infierire:«Ha sentito la direttrice? Nell’ attesa mi sono letta tutto il giornale, ma temo che non basti più. La prossima volta mi porterò “Guerra e Pace”»

«Scusi signora Razdori , ma temo di non capire: cosa significa che mi ha dato ZERO?»

«Ma sì. Mi è arrivato un esseemmeesse dal vostro servizio di “Castomer sadisfecscion” e io, pensando a lei, ho dato ZERO. Perché sorride adesso?»

«Ecco, vede signora Razdori, il suo gestore è Giovanna e nell’ esprimere la sua insoddisfazione, lo Zero lo ha affibbiato a Giovanna anziché a me. Adesso mi spiego perché Giovanna sia stata trasferita da un giorno all’ altro e apparentemente senza alcuna motivazione.»

«NO! GIOVANNA NO!» Conclude la signora Razdori con le mani nei capelli.

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