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Riprendiamo ampi stralci di un documento della Rete 28 aprile (minoranza Cgil), che racconta la vicenda dei dipendenti  Fonspa, cioè il Credito Fondiario Spa, una banca dalla storia secolare, posseduta fino al 2000 da Credit, Comit e Banco di Roma.

"Ci sono 160 Lavoratori bancari ad elevata professionalità che hanno buone probabilità di essere mandati a casa tra pochissimo tempo senza possibilità di ricollocamento in altri Istituti e senza la possibilità di usufruire del Fondo di Solidarietà del credito non avendo maturato i requisiti temporali. Si tratterebbe di un vero e proprio licenziamento in tronco collettivo all'interno del settore bancario.

Questo grazie al gruppo che nel 2001 aveva rilevato il Fonspa: la Morgan Stanley. Proprio la grande banca d'affari americana che poco tempo fa è stata salvata dal fallimento attraverso i soldi pubblici. Anche lei, come tante banche , aveva fatto decine di miliardi di operazioni truffaldine, la cosiddetta ingegneria finanziaria, dai sub prime ai derivati, dagli swaps agli strutturati, tutto rigorosamente extra bilancio e utilizzando un indebitamento spaventoso.

La logica conseguenza di tale politica aziendale è stata la seguente: abbandono dell'attività di erogazione mutui per passare ad un'attività esclusivamente finanziaria come le cartolarizzazioni dei mutui altrui, capitale sociale ridotto alla miseria di 6 milioni di euro, svendita del palazzo di proprietà di Fonspa.

Gli effetti delle scelte aziendali si manifestano in un dato molto chiaro: dopo 4 anni, cioè nel 2005, le cartolarizzazioni non funzionano e i Lavoratori scendono in sciopero chiedendo un ritorno all'attività creditizia. A quel punto i grandi manager decidono di tornare a fare i mutui stipulando un accordo con Mediolanum per erogare i mutui ai clienti di quest'ultima. Nel 2007 viene presentato un piano industriale che prevede l'erogazione di 3 miliardi di mutui in tre anni ma, allo stesso tempo, l'azienda revoca l'accordo con Mediolanum che doveva essere il perno per raggiungere tale obiettivo (misteri del management). E così il 2007 si chiude con 16 milioni di perdita.

A questo punto, con la crisi di mutui che colpisce anche la casa madre, Morgan Stanley decide di mettere in vendita il Fonspa e dichiara che, in attesa di un eventuale compratore, sono previsti esuberi di personale. Di trattative vere con i Sindacati ed i Lavoratori per questi signori non se ne parla, e i Lavoratori scendono in sciopero ripetutamente. Morgan Stanley ora ha deciso di vendere tutti i mutui rimasti in carico al Fonspa e questa operazione, nel caso fosse portata a termine, svuoterebbe definitivamente l'azienda dei suoi contenuti. Siamo all'ultima presa in giro: chi comprerebbe un'azienda vuota? E così i Lavoratori di Fonspa saranno probabilmente costretti da Gennaio a forme di protesta più radicali di quelle messe in campo già nel 2008 che però avranno bisogno del sostegno dei Lavoratori di altre aziende.

Questa storia ci insegna che nella fase attuale nessuno può ritenersi al sicuro, che i lavoratori bancari ed assicurativi italiani  rischiano il posto di lavoro alla stessa stregua dei lavoratori statunitensi, tanto più se si opera in aziende di credito piccole che non vengono considerate centrali per l'economia del paese. E nessuno pensi che il lavorare per aziende italiane sia meno "pericoloso" che avere come padrone lo "straniero": non si possono infatti sottovalutare le pesanti responsabilità delle allora Comit e Credit (oggi Intesa e Unicredit) che hanno contribuito pesantemente ad affossare il Fonspa e che assieme a tutto il sistema creditizio nazionale non possono ora esimersi dalle loro responsabilità".

Questa la cronaca che anche la Cub-Sallca ha voluto contribuire a far conoscere. Ricordiamo che i lavoratori Fonspa hanno costituito una Cassa di Resistenza: chi volesse dare anche un sostegno materiale può farlo tramite bonifico usando i seguenti dati:

IBAN: IT48H0300203219000401030919

intestato "Associazione di Solidarietà Lavoratori Fonspa"

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

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