Nelle scorse settimane si è finalmente risolta la lunga peripezia di Banca Carige, che ha trovato come acquirente la Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Dopo la fallimentare gestione Berneschi e gli infruttuosi tentativi di salvataggio (e sciacallaggio) privati, era intervenuto il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (vale a dire il consorzio delle altre banche) per traghettare la banca verso nuovi lidi.

Ora l’azienda entra a far parte di un Gruppo che aspira alla quarta posizione in Italia, con la velata ambizione di salire prima o poi sul podio, come terzo gruppo.

Sia per i lavoratori della banca acquisita, che per quelli della banca acquirente, con la fusione si rischia di non vedere cambiare nulla, anzi di subire nuove pressioni per recuperare masse, volumi, redditività.

Nell’allegato il nostro commento alla vicenda.

CUB-SALLCA Credito ed Assicurazioni

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