NON LASCIAMOCI COLPIRE DALLA RASSEGNAZIONE: FACCIAMO PAGARE LA CRISI A CHI L'HA PROVOCATA  

CONTRO RICETTE CHE POSSONO SOLO AGGRAVARE LA MALATTIA PRESCRITTE DA "DOTTORI" NON  IN REGOLA

Licenziare favorisce l'occupazione: questa strabiliante teoria viene propugnata dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Non è l'unica teoria stravagante che va di moda in questo periodo: un'altra è quella secondo la quale allungare i tempi per andare in pensione aiuterà i giovani. A restare disoccupati, aggiungiamo noi.

Il problema è che queste "ricette" per curare la crisi economica, partorite dalla nostra screditata classe politica, vengono suggerite da tempo dagli euro-tecnocrati di Bruxelles.

Basti ricordare come, nel pieno della discussione estiva sulla manovra finanziaria, la Banca Centrale Europea abbia scritto una lettera al governo italiano, indicando le misure che avrebbe dovuto adottare per uscire dalla crisi.

Oggi i contenuti della lettera sono noti: allungamento dell'età pensionabile, ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro, privatizzazione dei beni comuni.

E' la "ricetta" che ci viene "prescritta" da Mario Draghi, passato dal ruolo di  governatore della Banca d'Italia a quello di Presidente della BCE, una ricetta che l'agonizzante governo Berlusconi sembra pronto a recepire, incalzato da una sedicente opposizione che promette, in caso contrario, di farlo al suo posto. Questa ricetta va rigettata integralmente.

Sono anni che ci raccontano che "liberalizzare" il mondo del lavoro avrebbe creato nuova occupazione: sono solo cresciuti precarizzazione e lavoro nero.

Ci raccontano la barzelletta che allungare i tempi per andare in pensione aiuta i giovani: negano l'evidenza, perchè solo quando gli "anziani" andranno in pensione i giovani potranno entrare al loro posto. Inoltre il sistema previdenziale pubblico regge solo se il lavoro è regolare e stabile.

In quanto alle privatizzazioni, ne vediamo l'efficacia tutti i giorni, ma Draghi è un esperto in materia, vista la sua presenza sul panfilo Britannia nell'estate del '92, quando venne pianificata la prima ondata di svendite delle aziende statali.

Ma ci sono altre questioni che negano ogni autorevolezza e legittimità al ruolo di Draghi. Prima di "pontificare" con Trichet, Draghi avrebbe dovuto preoccuparsi di essere ineccepibile a casa sua.

La Cub ha già denunciato la vicenda del giovane licenziato da Banco Desio. Casualmente il lavoratore si era rifiutato di effettuare operazioni irregolari ed aveva denunciato alle funzioni competenti interne alcune "stranezze". Ora la procura di Roma ha rinviato a giudizio 7 dirigenti di Banco Desio Lazio e Credito Privato Commerciale (la banca svizzera del Gruppo) per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio e per trasferimento illecito di capitali all'estero.

La vicenda potrebbe avere ulteriori ed interessanti sviluppi ma la Banca d'Italia e il suo governatore Draghi, dettagliatamente informati sui fatti, fanno finta di nulla e non commissariano la banca, come da noi richiesto.

Se prima di tagliare le pensioni si cominciasse a colpire l'evasione fiscale, soprattutto quando se ne conoscono meccanismi ed autori?

Per finire vorremmo capire come mai il ruolo di controllore delle banche (una delle funzioni delle banche centrali) possa essere svolto da chi è stato vicepresidente per l'Europa della Goldman Sachs (dal 2002 al 2006, prima di diventare governatore della Banca d'Italia), la banca d'affari che ha aiutato la Grecia a nascondere, attraverso operazioni sui derivati, la vera entità del debito greco per aiutarla ad entrare i nell'Unione Europea. Inoltre Goldman è una delle maggiori banche che, secondo varie fonti giornalistiche, periodicamente si riunisce con altre "consorelle" per decidere quali speculazioni mettere in atto determinando, anche in questo modo, un aumento del debito pubblico degli stati presi di mira, fino al loro strozzamento finanziario.

Non c'è per caso un clamoroso conflitto d'interesse?

Indignarsi è il minimo di fronte a qualsivoglia richiesta di sacrifici per lavoratori e pensionati, ma ancor di più se arriva da chi può vantare un così brillante curriculum.

Interessante anche il caso di Alessandro Profumo, da poco candidatosi per  "mettersi a disposizione" ed entrare in politica. A parte il recente "infortunio" in materia di evasione fiscale (argomento ricorrente per i banchieri, anche se nessuno è colpevole fino alla condanna), ci chiediamo se il suo curriculum in Unicredit lo possa indicare come guida politica del paese.

Il 17 novembre noi scioperiamo contro un governo impresentabile ed antipopolare, ma anche contro i banchieri ed i tecnocrati, mai eletti da nessuno, che intendono imporre la loro visione del mondo al governo di turno.

Rigettiamo queste ricette che possono solo aggravare la malattia, non riconosciamo nessuna autorità, né morale, né "tecnica" a questi signori.

Lottiamo perché ci sia un radicale cambio di indirizzo nella politica economica. La ricetta della Cub è ben diversa da quella di governo e Bce:

  • tassare i patrimoni di quel 10% di italiani che possiede il 64% della ricchezza nazionale
  • colpire in modo serio e rigoroso la pesantissima evasione fiscale presente nel paese
  • restituire ai lavoratori il fiscal-drag per rilanciare consumi e produzione
  • abbandonare i progetti di "grandi opere" (TAV, Ponte sullo Stretto) inutili e pensate solo per finanziare gli imprenditori amici
  • ritirare i soldati in missione all'estero, ridurre drasticamente la spesa militare  e abbandonare le produzioni di morte

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

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