Con la sigla dell'Accordo del 04/04/2008 tra Carige e i Sindacati Tradizionali aziendali si chiude un primo ciclo della vicenda che ha visto la cessione di 198 sportelli del gruppo Intesasanpaolo per disposizione dell'Antitrust (di cui 78 ceduti a Carige).

Come premessa, non possiamo che evidenziare come, sin dall'inizio delle trattative, siano state escluse le più elementari forme di democrazia (ovvero la convocazione di assemblee dei lavoratori per la costruzione di una piattaforma condivisa e votata).

Non possiamo inoltre che sottolineare come nelle trattative non siano mai state presenti né la richiesta della volontarietà del lavoratore alla cessione (diritto d'opzione), nè il tentativo di ottenere tutele occupazionali in capo al cedente e neppure una richiesta di indennizzo per il disagio che stanno vivendo i colleghi coinvolti nella cessione (queste richieste erano state formulate dai colleghi durante le Assemblee promosse dalla CUB Sallca).

Partiti male, si è proseguito peggio: Carige, tra i cinque gruppi bancari acquirenti degli sportelli, è stato l'unico a non firmare gli accordi di cessione con i Sindacati Tradizionali della banca cedente (Intesasanpaolo). Accordi, peraltro, non particolarmente esaltanti, ma che almeno garantivano una parziale tutela delle condizioni salariali e normative presenti nella banca cedente.

In questo contesto si è inserito lo sciopero del 8-9-10 marzo, che ha espresso un segnale di malessere da parte dei lavoratori coinvolti dalla cessione.

Il recente Accordo del 4 aprile,  firmato in extremis post cessione tra Carige e i Sindacati Tradizionali di Carige, si presenta infine come un accordo teso più a limitare i danni che a sovvertire la logica aziendale sul famoso "monolite inattaccabile" (ovvero il complesso delle norme già presenti in Carige).

I punti dell'Accordo che in particolare presentano maggiori negatività, a nostro avviso, sono:

  • il c.d. "Coacervo": fermo restando i significativi miglioramenti apportati in trattativa, il meccanismo appare quanto meno ambiguo: si pone infatti sullo stesso piano la compensazione tra diritti acquisiti (ad es la contribuzione aziendale al Fondo Pensione) con elementi di contribuzione variabile (ad es il VAP-Premio di Produzione, la cui entità è garantita solo fino al 2015). Non vanno inoltre dimenticati le diverse forme di "salario indiretto" (Azionariato per i dipendenti, Assicurazioni infortuni professionali ed extraprofessionali,  fido sul conto corrente, CRAL, ecc) di cui il coacervo non tiene minimamente conto. Nel complesso il meccanismo sembra svuotare di significato (e di contenuto) diversi diritti acquisiti dai lavoratori in tutti questi anni di mobilitazioni e lotte sindacali. Dobbiamo inoltre sottolineare come i dati inviati con lettera ai singoli dipendenti all'atto della cessione (relativi al coacervo) andrebbero in ogni caso ri-verificati (ci sono giunte diverse segnalazioni di imprecisioni).
  • Automatismi/percorso di carriera: vengono meno i diritti sin qui garantiti in merito allo sviluppo degli automatismi nel corso della vita lavorativa (viene garantito infatti il solo automatismo in corso di maturazione, purché l'avanzamento sia conseguibile entro l'1/1/2010). Sorte analoga viene riservata ai percorsi di carriera in atto, che verranno mantenuti solo se conseguibili entro il 30/6/2009.
  • Cassa Assistenza: fermo restando la positività della possibile estensione a tutto il 2008 dell'iscrizione alle vecchie Casse di appartenenza, appare da subito come il prossimo passaggio alla "Polizza Sanitaria" di Carige (per la quale l'Azienda verserà comunque un contributo inferiore rispetto a quello versato da Intesasanpaolo per la Cassa) determinerà un abbassamento significativo del livello di prestazioni.
  • Fondo Pensione: appare come uno dei punti dolenti dell'Accordo. La riduzione della contribuzione aziendale (3,70% dal 01/07/08) comporterà comunque per molti colleghi una riduzione sostanziale dei contributi sin qui percepiti. L'unica soluzione proposta dall'Accordo è lo spostamento a favore del Fondo Pensione di una quota del proprio salario (a compensazione dei mancati contributi). Non va inoltre dimenticato che il Fondo Pensione Carige è un Fondo Pensione Aperto, e quindi privo di quelle caratteristiche di controllo da parte dei lavoratori che avevano invece i precedenti Fondi a cui risultavano iscritti i colleghi.
  • Intrasferibilità: i limiti posti dall'Accordo (45 Km dall'attuale assegnazione) appaiono molto elevati, considerando sia i vecchi limiti presenti in Intesa e in Sanpaolo che i nuovi limiti raggiunti con i recenti accordi di armonizzazione.

Il nostro giudizio su questo accordo è quindi un giudizio amaro, che prende atto del fallimento di un sistema di relazioni sindacali che ha visto, per la prima volta, i sindacati tradizionali della banca cedente non riuscire (nonostante l'intervento diretto delle Segreterie Nazionali) a raggiungere un accordo prima della cessione, creando così un precedente molto pericoloso per le future cessioni (Unicredit, Intesasanpaolo, Monte dei Paschi). Un sistema di relazioni sindacali che ha peraltro sin qui escluso i lavoratori dal loro diritto ad essere protagonisti di una cessione che li ha coinvolti in prima persona. 

Al di là di come finisca la consultazione referendaria dei prossimi giorni, invitiamo infine (come abbiamo già fatto più volte in precedenza) tutti i colleghi ceduti a procedere (al max entro l' 8 maggio), all'invio della lettera di contestazione della cessione (che riportiamo in calce). Ricordiamo che la lettera non determina nessun impegno, ma garantisce la possibilità, entro 5 anni, di fare una causa per chiedere di rientrare in Intesa Sanpaolo.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Gruppo Intesa Sanpaolo  Gruppo Carige

Fac.simile di lettera di contestazione della cessione

                                                                                       



Luogo_ _ _ _ _ _ _ , data _ _ _ _ _ _ _ _ _

INTESA SANPAOLO spa
Direzione Risorse Umane
Piazza Paolo Ferrari 10 20121 MILANO


Oggetto: IMPUGNATIVA      di avvenuta "CESSIONE DI CONTRATTO DI LAVORO"

         Io sottoscritto/a _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ in servizio presso la filiale n° _ _ _ _ _ _ di _ _ _ _ _ _ _ _ _ _, via _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ impugno la cessione del mio contratto di lavoro a ……….(inserire banca acquirente) realizzata da VV.SS. in data ……………………(inserire data cessione) ,  senza il mio consenso,  escludendo di ricadere nei casi previsti dall'art. 2112 codice civile.

         Chiedo l'immediata reintegrazione nel posto di lavoro. Distinti saluti.

                                                                           (firma)_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _  _

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