Una banca sotto processo: RICICLAGGIO ed EVASIONE FISCALE al BANCO DESIO LAZIO

19 aprile 2013 ore 9
PRESIDIO della CUB al TRIBUNALE di ROMA (Piazzale Clodio)

GIUSTIZIA PER ENRICO CECI, il lavoratore che ha denunciato i reati della banca e dei suoi manager e che è stato licenziato.


Sembra la sceneggiatura di un film noir ma invece è una storia vera.
Un giovane impiegato di Banco Desio scopre che ci sono cose strane nella Banca in cui lavora, che ci sono "buchi" nelle procedure antiriciclaggio e che ci sono aiuti da parte della Banca a clienti che intendono evadere il fisco e portare illegalmente i propri soldi all'estero.
Il giovane lavoratore denuncia l'accaduto alle varie funzioni gerarchiche della Banca e, come risultato finale, si ritrova immediatamente licenziato con motivazioni pretestuose.
Adesso Enrico Ceci, il protagonista di questa vicenda, già noto alle cronache per essere apparso nella trasmissione REPORT e sulla TV tedesca RTL, attende il processo di appello per vedere riconosciuti i propri diritti in ambito lavorativo.

Oggi, 19 aprile 2013 ore 9, Banco Desio Lazio vede i propri dirigenti presentarsi davanti al GUP di Roma per rispondere di gravissimi reati quali associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale e appropriazione indebita.
Credito Privato Commerciale S.A., la controllata svizzera di Banco Desio – dove confluivano valigette di contanti grazie anche al classico sistema degli "spalloni" – è ora in liquidazione dopo che l'autorità svizzera di vigilanza sui mercati (FINMA) ne ha radiato gli esponenti di spicco tra cui il Presidente e l'ex Amministratore Delegato di Banco Desio (così come riportato da autorevoli organi di stampa).

Le vicende scoperchiate dall' "Operazione Stella Alpina" del GICO di Roma fanno intravedere INEQUIVOCABILMENTE un sistema di illeciti e responsabilità del vertice della Capogruppo che vanno ben oltre i singoli dirigenti di Banco Desio Lazio e di Credito Privato Commerciale S.A. oggi sotto accusa.
Tutta la surreale vicenda mostra omissioni e/o complicità di chi doveva esercitare i controlli e di vari organi dello Stato, compreso un atteggiamento troppo permissivo di Banca d'Italia all'epoca guidata da Mario Draghi.
Mentre quindi Enrico Ceci sta faticosamente tentando di vedere riconosciuti i propri diritti in sede giudiziaria, Banco Desio sembra pagare invece un prezzo troppo basso a fronte dei gravissimi reati finanziari commessi.

Lo stesso procedimento su Banco Desio Lazio procede inoltre con estrema lentezza e gli ultimi due governi non hanno ritenuto di essere effettivamente rappresentati in un processo che tratta di gravissimi episodi di evasione fiscale e di riciclaggio internazionale.

In un'Italia stretta nella morsa di politiche recessive, dove si chiedono enormi sacrifici esclusivamente nei confronti dei soliti noti, PRETENDIAMO che sia fatta piena luce sulle effettive responsabilità dei vertici di Banco Desio, che venga perseguito chi ha evaso ed esportato illecitamente capitali all'estero e che Enrico Ceci ottenga finalmente giustizia.

C.U.B.-S.A.L.L.C.A.
Credito e Assicurazioni

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